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Italo Calvino incontra il Jazz al Piccolo Teatro di Milano

  • Daniele De Fazio

Italo Calvino incontra il Jazz: Angeleri e il suo nuovo spettacolo tra musica e letteratura al Piccolo Teatro di Milano.

Il bergamasco Claudio Angeleri, pianista, compositore, didatta, presenta il suo nuovo progetto ispirato a Il castello dei destini incrociati, romanzo breve, fantastico di Italo Calvino edito per la prima volta nel 1969 come libretto di accompagnamento a una lussuosa edizione di un mazzo di tarocchi del XV le cui storie nasco da un numero finito di elementi le cui combinazioni si moltiplicano a miliardo di miliardi.

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Così nella giornata di oggi, lunedì 11 novembre alle 21 al Piccolo Teatro di Milano, Claudio Angeleri presenterà all’interno del Mit Jazz Festival 2020, giunto oramai alla sua IV edizione e che annovera una serie di programmi originali che esprimono, a differenti livelli, la dimensione contemporanea del jazz, un nuovo spettacolo dedicato a Italo Calvino ed ispirato al celebre romanzo sopra citato che rivivrà a sulle melodie e le sfumature del Jazz.

Musica e letteratura si intrecceranno, quindi, presentando composizioni nuove rispetto al passato del pianista bergamasco che sarà accompagnato da una formazione di qualità composta da giovani talenti e da personalità importanti del genere quali Giulio Visibelli al flauto e al sax soprano, Marco Esposito al basso elettrico, Paola Milzani alla voce, Luca Bongiovanni alle percussioni che da anni oramai collaborano con il  compositore e la sua musica.

La parte teatrale è affidata a Luca D’Addino, imperiese di nascita, milanese d’adozione, attore di teatro e giovane talento della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano.

Angeleri non è nuovo alla frequentazione delle opere di Calvino, nel 2004 ha realizzato per l’Atelier del Secondo Maggio e per alcuni festival, tra cui Notti di Luce a Bergamo, un progetto sul romanzo dell’autore pubblicato nel 1972, le Città Invisibili, divenuto in seguito anche un progetto discografico, il ventesimo per essere precisi edito dall’etichetta Dodicilune, con la collaborazione del sassofonista americano Bob Mintzer, il trombettista Franco Ambrosetti e il percussionista indiano Arup Kantidas.

Angeleri afferma che musica e letteratura per lui sono state sempre reciproche fonti di ispirazione, due forme profondamente espressive che non solo raccontano degli avvenimenti intrisi di linguaggi differenti accendendo così la fantasia del lettore/ascoltatore, ma frequentemente utilizzano i medesimi procedimenti creativi. La tecnica di scrittura combinatoria utilizzata da Italo Calvino in alcune sue opere letterarie, tra cui appunto le città invisibili e Il castello dei destini incrociati, in musica diverrà una serie di melodie combinate che sfruttando le sfumature e l’espressività degli strumenti e dei musicisti e partendo dalle suggestioni indotte dai racconti, articolandosi poi in bozzetti musicali di varia natura, che spazieranno dall’uso di progressioni tonali al modalismo jazzistico per giungere anche alla serialità andranno a creare un discorso polifonico assai ricco e variegato.

La scelta de Il castello dei destini incrociati, assume significati particolari, innanzitutto è la prima opera scritta da Calvino con la tecnica combinatoria assai diffusa nell’ambiente letterario degli anni Settanta soprattutto a Parigi dove lo scrittore entrò a far parte dell’OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle), un organismo di ricerca sperimentale fondato da matematici appassionati di letteratura e letterati, tra cui dove trova diversi colleghi e intellettuali come Jorge Luis Borges, Georges Perec, Raymond Queneau, appassionati di numeri il cui scopo era applicare strutture numeriche e formule matematiche alla creazione di opere letterarie. Infine, nell’opera c’è anche un po’ della città del compositore, Bergamo, che Calvino riprende attraverso il racconto di fiabe di cavalieri, dame e personaggi fantastici combinandolo alle carte dei tarocchi quattrocenteschi miniati da Bonifacio Bembo, la cui collezione è in parte conservata all’Accademia Carrara di Bergamo e in parte alla Morgan Library di New York.

Per concludere, riguardo le prospettive future del progetto, Angeleri si sbilancia annunciando che diventerà sicuramente un nuovo disco con l’aggiunta di una traccia video che verrà registrata nella giornata di oggi nella suggestiva ambientazione del Piccolo Teatro e sarà sempre prodotto dall’etichetta Dodicilune con cui vanta oramai un sodalizio artistico produttivo fatto di reciproche soddisfazioni.

cinema 4609877 640 copyVoglio, quindi, invitare nuovamente tutti i nostri lettori alla partecipazione attiva alla IV edizione di MIT Jazz Festival che non è solo l'omaggio a Italo Calvino con Claudio Angeleri ma anche altri interessanti eventi per i quali vi consiglio la visita della pagina del Piccolo Teatro dove potrete trovare in modo dettagliato il programma e tutte le informazioni di cui avrete bisogno.

 

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