Ibra al Milan? Perchè si

  • Gaetano Tirloni

ac milan dressing room wikipediaDopo il no del fondo Elliott a Leonardo, che a gennaio aveva praticamente ingaggiato Ibrahimovich come rinforzo per conquistare un posto in Champion, le voci di mercato sussurrano che sta volta potrebbe essere quella buona. 

La situazione è (quasi) disperata, ora e i baldi giovani ingaggiati su ordine di Singer e Gazidis si sono dimostrati un'armata Brancaleone, senza capo né coda. E se il fondo statunitense persistesse nel rifiuto, sarebbe da masochisti. Dunque le prospettive si dimostrano ben diverse e le probabilità che lo svedese rivesta la casacca rossonera sono in forte aumento. 

Ma - e i dissensi non mancano - sarebbe un affare per il club di via Aldo Rossi ingaggiare il campione scandinavo che va verso la quarantina? Scontato che il contratto dovrebbe confinarsi in almeno 18 mesi; per sei Ibra non si sistemerebbe certo sotto la Madonnina.

In attesa di ulteriori sviluppi concreti, noi parteggiamo per una risposta positiva e ne spieghiamo i motivi.

I giocatori rossoneri hanno bisogno come l'aria fresca in luglio di una guida, per non smarrirsi dopo un'ora di campo e così gettare al vento quanto accumulato. Uno come il forte svedese li inciterebbe e li stimolerebbe a mantenere alta la concentrazione, appendendo al muro dello spogliatoio quelli recalcitranti. 

Perché il problema del Milan risiede sopra tutto nella continuità e nell'abnegazione, che, sembra, pochi calciatori rossoneri posseggono. 

Tutto bene, quindi, a patto, però, che il ritorno dello svedese - il quale fa parte della scuderia del discusso e potentissimo procuratore Raiola - non comporti qualche cessione illustre e suicida. Come quella di Donnarumma, per esempio, che i critici considerano - come icona - il Baresi del Milan del Duemila.

Suso, eterno incompiuto, può benissimo lasciare Milanello; ma Gigio, no: sarebbe un errore inescusabile cederlo. 

Farina, pur essendo un presidente con tendenze mercenarie, rifiutò il Piscinin alla Madama, dimostrando un attaccamento ai colori rossoneri insospettato. Se i Singer cedessero Donnarumma, si assumerebbero, davanti alla storia del calcio, una colpa gravissima. 

Chiudo con un consiglio (interessato) al fondo Elliott. Ceda il Milan al più presto ad un patron competente ed entusiasta. Ce ne sono in circolazione. Ma non continui con una gestione schizofrenica. Continuerà a perdere milioni di euro e, alla fine, smarrirà pure una certa credibilità.

Gaetano Tirloni

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