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Venezia. La sconfitta della politica italiana

veneziaNessuno, in questi giorni di pioggia incessante, ha potuto fare finta di niente, dinnanzi all’agonia di Venezia. La città più affascinante del mondo, sta cedendo di fronte alla drammatica forza dell’acqua.

Stavolta, però non è colpa della natura, o almeno non solo.

La colpa più grande è della politica italiana.

Quasi 15 anni fa (era il 2006) si è avviata la progettazione del Mose, un sistema idraulico di chiuse, che aveva il compito specifico di intervenire di fronte all’innalzarsi delle maree.

Oggi che fine ha fatto il Mose?

E’ bloccato in un “mare” di carte bollate, ricorsi, azioni penali, figli dei molti, troppi, veti incrociati della politica

E Venezia?

Rischia di sprofondare.

Ciò che salva l’Italia però, in queste situazioni drammatiche, è la grande forza di volontà delle donne e degli uomini che rendono questo Paese, davvero speciale.

I Veneziani, senza lamentarsi, si sono rimboccati le maniche ed hanno lavorato sin da subito, con l’acqua ancora alle ginocchia, per rimettere in moto la loro Città.

E la politica?

Fa quello che ha sempre fatto. O Dorme, oppure (ancora peggio) prosegue in inutili e stupide campagne elettorali perpetue, dimenticandosi della gente, mostrandoci il lato oscuro del Belpaese.

E lo dico senza qualunquismo. Tutt’altro.

Lo scrivo da grande appassionato di politica, ma, al pari, da disgustato verso quella che, sin dai tempi della Grecia Classica, doveva essere un’arte.

Un’arte che, oggi, non è tale, poiché fatta da una classe dirigente inetta.

Nei partiti politici, infatti ce n’è per tutti.

Chi grida al primato morale, quando rappresenta solo un movimento elitario (Pd); chi è diventato un cimitero di elefanti che mirano solo a coltivare il loro orticello (Forza Italia); chi strepita con slogan come “Patria ed onore”, cavalcando solo l’onda del momento (Fdi); chi riempie la pancia di tutti noi, con frasi roboanti senza contenuti (Lega); chi si ciba di frasi fatte, mixate da giustizialismo becero, ed una grande quantità di incapacità (Movimento 5 stelle).

E intanto che succede?

Venezia, Matera, le montagne soffrono; gli operai dell’Ilva si disperano per il rischio di perdere un posto di lavoro che vuol dire vita, famiglia, sentirsi “uomini”.

Benvenuti in Italia.

Dove la politica è stata solo in grado di gridare alla forca contro la Prima Repubblica, ed oggi è riuscita a fare molto peggio: solo stupida, becera e superficiale critica feroce, senza dare risposte.

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