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25 novembre giornata contro la violenza sulle donne

panchina rossa pixIl 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Diverse sono state, già durante il weekend, le iniziative dedicate a questa ricorrenza. Numerose anche le panchine rosse realizzate nelle nostre città, spesso proprio dagli studenti della scuola secondaria che affrontano a scuola percorsi su questo argomento.
Ma a partire da quale età è il caso di poter affrontare questo argomento con i nostri figli? Ce lo chiediamo in tanti e spesso rimandiamo, dicendoci che sono troppo piccoli per capirlo ma anche con la consapevolezza che per noi genitori non è facile affrontare un tema del cenere.
Mentre per educare i figli maschi al rispetto degli altri (e delle altre) non è mai troppo presto, affrontare il discorso con la propria figlia crea forse qualche imbarazzo. Come spiegare a una bambina di 8 anni che esiste la violenza sulle donne? Che qualcosa la rende diversa e più fragile dai suoi fratelli? È giusto farlo o è meglio aspettare che cresca un po?

La risposta è sì: è giusto parlarne perché anche loro vanno messi in guardia contro la violenza sulle donne, che non va tollerata a nessuna età.
Sono molti i modi in cui possiamo affrontare questo argomento e ce ne sono di adatti a tutte le età, per i più piccoli il modo più delicato per introdurre un tema così importante può essere una lettura, come ad esempio il libro Fiabe in Rosso, di L. Naia e R. Rossetti, in cui rivediamo Cappuccetto Rosso, Biancaneve, Raperonzolo e compagnia in una veste molto diversa rispetto a quella a cui siamo abituati (libro consigliato ai bambini dai 5 anni).

Sull’argomento possiamo, e dobbiamo, anche “lavorare” coi nostri figli indirettamente.
Uno dei modi per bloccare la violenza è rendere i nostri figli rispettosi degli altri e le nostre figlie consapevoli e rispettose di se stesse. Donne sicure di se’, infatti, difficilmente arriveranno a farsi sottomettere da uomini violenti.  
C’è una cosa fondamentale che dobbiamo sempre tener presente: non sempre l’insicurezza deriva da situazioni difficili, a volte è il desiderio di protezione da parte di noi genitori, che sfocia nell’iperprotezione e rende i nostri figli delle persone insicure e incapaci di cavarsela da soli: vietare o evitare qualsiasi cosa perché è pericolosa fa aumentare l'ansia e l'insicurezza. Se educhiamo invece i nostri ragazzi all'autonomia possiamo ben sperare che crescano sicuri e con una buona autostima.

Anche l’atteggiamento dei papà noi confronti delle figlie femmine è molto importante: se un papà valorizza la propria figlia, con apprezzamenti sia estetici che intellettuali, le dà forza! Dopo tutto non dobbiamo dimenticare che dietro molte grandi donne del passato (tra cui Maria Montessori e Rita Levi Montalcini) c'è sempre stata una figura paterna ad incoraggiarle e supportarle.

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