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Taccuini Romani. Vedute di Diego Angeli. Visioni di Simona Filippini

È una Roma in “formato ridotto” quella raccontata nell’originale dialogo fra i dipinti di Diego Angeli e le fotografie in polaroid di Simona Filippini, due autori accomunati dal fascino della città. Tra suggestioni, scorci e “appunti” insoliti, circa 150 dei loro lavori s’incontrano nella mostra “Taccuini Romani. Vedute di Diego Angeli. Visioni di Simona Filippini”, ospitata al Museo di Roma in Trastevere fino al 23 febbraio 2020.

taccuini-romani-vedute-di-diego-angeli-visioni-di-simona-filippini-mostra-roma-tiziana-leopizziLa mostra vuole valorizzare la produzione pittorica di Diego Angeli e in particolare la serie di 76 vedute del Museo di Roma in Trastevere, un nucleo acquisito negli anni 1991/1992 per la collezione del museo. L’intero fondo è esposto per l’occasione per la prima volta e viene messo a confronto con altrettante immagini fotografiche scattate con la polaroid da Simona Filippini con il suo progetto Rome LOVE su Roma e le sue periferie.

Il corpus di dipinti a olio e su carta, cartone e legno, in “formato cartolina”, costituisce l’unica testimonianza nota della produzione pittorica di Diego Angeli. Questo nucleo di dipinti si compone di piccole vedute, “delicate impressioni paesistiche”, ambientate per la maggior parte a Roma, con alcune eccezioni in Sabina, nella città di Firenze e Parigi.

Una produzione che evidenzia una sensibilità specifica nei confronti di una pittura ispirata dalla diretta osservazione della natura e in profonda sintonia con quella nuova concezione della “pittura di paesaggio” diffusa negli ultimi decenni del XIX secolo.

Nel percorso espositivo le immagini di Angeli sono esposte in un confronto fuori da schemi cronologici e linguistici, con la raccolta di istantanee di Simona Filippini: nonostante vi sia diversità nel mezzo artistico utilizzato e nel contesto storico-sociale di realizzazione, il fil rouge resta la ricerca di suggestioni e di particolari atmosfere, “visioni” che Roma e la sua campagna.

Diego Angeli nei suoi piccoli dipinti predilige scorci inconsueti, quasi “appunti in forma pittorica” per un’ideale taccuino delle sue passeggiate romane. L’artista sceglie di privilegiare spazi più nascosti, intravisti percorrendo le vicine campagne romane o le maestose ville storiche, con un’originalità di sguardo che connota profondamente le vedute dedicate ai luoghi maggiormente segnati dal glorioso passato della città, resi da angolature inaspettate. Ne sono un esempio Villa Ludovisi (settembre ’88), prossima a scomparire sotto i colpi del piccone demolitore, o Rovine dei Gordiani fuori Porta Maggiore (1897).

In queste opere le emergenze monumentali rimangono appena accennate e confinate sullo sfondo, elementi dominati sono le macchie scure dei prati in primo piano e da quelle chiare dei cieli striati di nubi. Un’analoga impaginatura caratterizza anche altre opere dedicate ad angoli di ville storiche e della città entro le mura: qui rovine e cupole, sono relegate ancora una volta sullo sfondo di una vasta distesa verdeggiante.

Anche Simona Filippini, come Angeli, ama i parchi e le vie consolari. Il suo obiettivo, che scatta al tramonto e nelle ore più tarde, cattura particolarità quotidiane e apparentemente banali, come una sedia vuota tra le colonne di uno storico palazzo del centro e le scritte luminose di un bar o di un albergo.

E proprio dalla scritta di un hotel gestito da cinesi nella zona di Piazza Vittorio “Rome LOVE”, parte l’omonimo progetto fotografico sulla città: se Rome Love è una visione notturna che sembra un fotogramma rubato al cinema asiatico, l’intero lavoro artistico della Filippini è costituito da visioni che passano come le immagini di molti film in un racconto corale.

Lo sguardo della fotografa romana ritrae uno spazio in mutazione come lo scorrere del fiume Tevere che attraversa la città. Uno sguardo affidato all’automatismo di Polaroid.

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. E’ curata da Silvana Bonfili con il coordinamento tecnico-scientifico di Roberta Perfetti e Silvia Telmon. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Ricerche biobibliografiche di Francesca Lombardi. Cura del progetto Rome LOVE, Chiara Capodici.

Tiziana Leopizzi

Taccuini Romani. Vedute di Diego Angeli. Visioni di Simona Filippini

Fino al 23 febbraio 2020

Museo di Roma in Trastevere

Orari: da martedì a domenica ore 10.00 - 20.00, la biglietteria chiude alle ore 19.00
24 e 31 dicembre ore 10.00 - 14.00
Chiuso lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio

Biglietto d'ingresso

Dal 1 novembre al 29 novembre 2019 e dal 20 gennaio al 23 febbraio 2020
Biglietto integrato Museo + mostre 1989: Rivoluzione di Velluto, PHOTO IILA e Taccuini romani (Tariffe non residenti): intero € 7,50; ridotto € 6,50

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