• Home
  • TEATRO
  • 90 minuti. In scena a Factory32 la storia di Arpad Weisz

90 minuti. In scena a Factory32 la storia di Arpad Weisz

00 weisz csVa in scena allo spazio Factory32 di via Watt l'ultimo lavoro di Antonello Antinolfi con la regia di Francesco Leschiera, 90 minuti dedicato alla figura di Arpad Weisz, allenatore e giocatore ungherese che, nel corso degli anni 30' ha guidato con successo celebri squadre italiane come l'Inter (allora Ambrosiana) e il Bologna, salvo poi esser stato costretto a emigrare dal nostro paese in seguito alle leggi razziali. Weisz finì poi tragicamente la sua vita nel campo di sterminio di Auschwitz.

90 minuti è senz'altro frutto di un lavoro di ricerca drammaturgica curato e attento a ricostruire la figura di Weisz, spesso poco citato e ricordato in ambito calcistico, quasi la sua terribile sorte debba costituire una fonte di rimorso insanabile per il mondo del pallone che, nel nostro paese, vive di un tifo appassionato ma spesso volubile. Tifo che ha prima incensato e ricoperto di allori e riconoscimenti Weisz all'apice della sua carriera, per poi gettarlo nel dimenticatoio una volta che, nel 38', la sua appartenenza “razziale” l'aveva reso scomodo agli occhi degli stessi tifosi che lo avevano osannato solo pochi mesi prima.

Lo spettacolo è interpretato da Ettore Distasio e Mario Negri. Distasio, in particolare, interpreta il personaggio di Weisz, con delicata attenzione cercando di far emergere la modestia di Weisz e il suo desiderio di normalità, lo stesso che di fronte ai parigini, in una scena molto toccante, gli fa raccontare con umiltà il suo lavoro, quello di allenatore. Un allenatore, Weisz, che vive e pensa il calcio come uno sport collettivo più che individuale, perché ogni giocatore è parte di uno spettacolo al quale oltre a lui partecipano altri ventuno attori.

La ricognizione storica non resta, tuttavia, confinata alla filologia. Lo sguardo sul passato si rivolge al nostro presente in cui, purtroppo, idee e discorsi sempre più apertamente razzisti, sono tornati a trovare diritto di cittadinanza presso l'opinione pubblica. Il pensiero della “gente”, infatti, così come dichiarato nella pièce, è spesso pensiero da “pecore” che si lasciano plagiare con troppa facilità da discorsi di politicanti che puntano a rendere normale e tollerabile ciò che non lo è affatto, come il razzismo.

Perché basta una marcetta reale ad accompagnare una delle peggiori dichiarazioni di razzismo legalizzato per renderla accettabile, quotidiana.

90 minuti si sviluppa come un lungo dialogo tra Weisz e un suo compagno di prigionia nell'attesa della morte imminente. Un dialogo in cui Weisz racconta la sua vita e denuncia la profonda ingiustizia di cui è vittima con toni lievi e pacati in linea col personaggio. Ciò, tuttavia, lungi dal togliere potenza a tale denuncia, la rafforza piuttosto, mettendo in luce la grande dignità di Weisz.

Il lavoro nel complesso è godibile, molto curato nei particolari. Di quando in quando è soggetto a qualche, tutto sommato scusabile, caduta di ritmo. Resta l'impressione di una recitazione degli attori molto pulita, forse troppo, che potrebbe essere resa più efficace, credo, da qualche “sporcatura” capace di renderla ancora più autentica.

Le luci, come sempre negli spettacoli di Leschiera, sono molto evocative e restituiscono bene l'atmosfera del racconto, molto bello e coinvolgente, con qualche piccola punta di retorica nel finale che un po' stona con l'andamento generale della pièce.

Convincente e di grande stimolo per la riflessione.

Spazio Factory32

Via Watt, 32

29, 30 novembre 1 dicembre

Orari: Venerdì e Sabato ore 21.00, domenica ore 16.00

Info e prenotazioni: info@factory32.it

 

Copyright © 2006 - 2019 MilanoFree.it, testata registrata Trib. Milano n. 367 del 19/11/2014  IT13181390157 MILANO TORINO PAVIA RIMINI