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L'utopia di un mondo unito: Tappeti di bandiere per Franz Ackermann a Milano

ackerman 822x548Fino all’11 gennaio 2020 la galleria meneghina Gió Marconi ospita per la quarta volta l’artista tedesco Franz Ackermann, nato nel 1963 e con un immaginario pungente, che mette in discussione il divario tra realtà e mondo digitale caratteristico del tempo moderno.

La ricerca di Ackermann parte dalle cosiddette Mappe Mentali, un vero diario che l’artista cartografo crea partendo da schizzi raccolti durante i suoi numerosi viaggi internazionali.

Il suo tratto su carta illustra luoghi e spazi apparentemente lontani, con uno sguardo curioso ma al contempo attento alle dinamiche socio-culturali della nostra epoca tra scorci dai colori accecanti che convivono nello stesso spazio, per ribadire la crescente informatizzazione tecnologica, globalizzazione e omologazione culturale del nostro tempo.

Il lavoro a Milano è New Neighbours, nato dall'analisi dagli arazzi di Alighiero Boetti, che sono mappature geopolitiche che pongono sullo stesso piano contesti spazio-temporali apparentemente distanti.

Ackermann riprende l’affiliazione territoriale, in un mondo unito attraverso la creazione di un vasto tappeto di tutte le bandiere della terra, che sono state posizionate in maniera casuale, in modo che le nazioni mantengano la propria identità pur ideando una nuova configurazione spaziale.

Con la perdita dell’Aurea del filosofo Walter Benjamin, oggi il mondo digitalizzato permette l’immaginazione di confini sempre più trasparenti, fino a dissolversi in una grande e mostruosa sfera globale.

Oltre al grande flag carpet, in galleria ci sono una serie di assemblage, fatti con fondi dipinti a olio, un lavoro fotografico nel mezzo e collage architettonici nella parte superiore che permettono allo spettatore di misurarsi direttamente con l’opera.

Il montaggio dei diversi elementi va da Das Deck, che rappresenta la città di Milano come il ponte di una nave, fino a I am Water, dove le fotografie di fiumi, laghi, oceani scattate in diverse parti del mondo sono condensate in un’unica forma irregolare.

La mostra mette cosi in discussione il divario tra mondo digitale e mondo reale, ponendo l’accento sulle recenti derive sovranazionali e incostituzionali della politica attuale ed è visitabile da martedì a sabato dalle 11 alle 19.

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