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1969-2019, Piazza Fontana, 50 anni di dolore

  • Gaetano Tirloni

piazza fontanaSono passati 50 anni da quel brumoso pomeriggio di dicembre, quando un ordigno devastò la sede milanese della Banca Nazionale dell' Agricoltura di piazza Fontana a Milano. E dopo diversi processi, nessuna certezza è arrivata.

In una girandola di piste anarchiche e neofasciste, i proscioglimenti han soppiantato le condanne; e i congiunti delle vittime si sono rassegnate all'impotenza.

Da Valpreda a Freda, in un susseguirsi di mezze confessioni ed altrettante ritrattazioni, resta nell'immaginario popolare la foto del salone sventrato dalla bomba, con i corpi maciullati dei morti e dei feriti, vittime innocenti di una strategia ancora indefinibile.

piazza fontana targa strage milanoCalabresi, che in un certo senso possiamo considerare l'ultima vittima di quel 12 dicembre, confidò alla moglie che si "trattava di ispirazioni anarchiche implementate dai fascisti", come ebbero ad evidenziare diverse indagini successive.

Perché piazza Fontana?

Se lo sono chiesto in molti. E più di una risposta fa presente che l' attentato voleva essere solo dimostrativo; e che l'ecatombe fu causata da un timer difettoso o, più probabilmente, dagli agricoltori riuniti nella hall, i quali ben oltre l'orario di chiusura si erano radunati per discutere di affari. 

Ancora oggi fa esplodere il cuore rivedere le immagini dei funerali delle vittime nel Duomo di Milano, in una giornata oscura e tenebrosa, avvolta nella nebbia e nell'angoscia infinita. 

I parenti in lacrime, migliaia di persone con lo sguardo fisso nella disperazione, propensi ad aspettarsi un futuro rigato di sangue e di ferocia. E le bare allineate come sepolcri della speranza, la smentita più plastica ed evidente di un ottimismo costruito sulle sabbie mobili di un progresso precario e l' illusione del piacere.

A 50 anni di distanza, restano gli interrogativi; e rimane il dolore, questo sì invincibile. Non saranno certo i cortei o le commemorazioni a cancellarlo. Perché quel pomeriggio rimarrà nella Storia come il segno di una società di fiere dall'aspetto umano.

Gaetano Tirloni

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