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Andare in buca: un brutto sport non solo milanese

attenzione buche stradaE' nel gioco del golf l'azione che si deve compiere per vincere le partire, andare, appunto, in buca. Sport sicuramente affascinante e di talento, tuttavia non è di questo che intendo parlare, anche se il titolo lo può far pensare, si tratta sempre di buche che però è meglio non "andare in buca" in quanto ne va delle ruote dell'auto, moto o bici o, per i più distratti, anche dei piedi.

Avrete capito che mi riferisco alle buche che non fanno bella mostra di sé sulle strade italiche, ma limitiamoci a quelle lombarde e milanesi. Indubbiamente le condizioni climatiche, con la pioggia, peggiorano la già precaria situazione, sperando che non scenda la neve o, peggio ancora il freddo che favorisce la formazione di ghiaccio dove, per rimediare, si getta sale misto a sabbia, che completa l'opera di sfaldamento del manto stradale dando vigore alle buche. Un inconveniente, quello delle buche, che vi assicuro non è solo di Milano, a discapito, ancora una volta, dei cittadini, anche se qualche spiritoso ha fatto notare che si impara a fare un po' di slalom.

Solo il 23 Dicembre scorso il quotidiano "il Giorno" elencava tre casi di "andata in buca" in via Cenisio con due buche poste a poca distanza l'una dall'altra, il via Pagano angolo via Canova a ridosso dei binari del tram, e in piazzale Piola lungo le strisce pedonali. Secondo i dati forniti dal Comune di Milano sono in aumento le pratiche con richiesta di risarcimento danni dovuti alle buche, risarcimenti che, più prima che poi, si spera, arriveranno.

Indubbiamente le cause non sono da imputare unicamente alle condizioni del clima, ma sicuramente alla scarsa manutenzione delle strade e, cosa da non sottovalutare, la qualità del materiale impiegato. Diciamolo pure che la storia di appaltare i lavori a chi fa una offerta più bassa si rivela, alla fine, una fregatura poiché è impossibile impegnare materiale di qualità che mi costa dieci a un costo di cinque, tre giorni dopo vado in fallimento; evidentemente userò materiale che mi costa tre, di qualità minore, chiedendo cinque per non andare in fallimento. Il proverbio "chi più spende meno spende" a ragion veduta dice il vero, infatti, pensando di risparmiare poi ci si trova a dover far fronte a guasti e accidenti vari che, a conti fatti, costano di più se si fosse operato al meglio.

Per farci un'idea più precisa, proviamo a conoscere meglio la pavimentazione stradale. Le funzioni del manto stradale sono essenzialmente tre:

  • sopportare carichi di traffico, di tutti i tipi, senza rotture o altre pericolose alterazioni.
  • assicurare al deflusso veicolare una superficie capace di adeguata aderenza e sicurezza nell'aspetto dell'ambiente.
  • salvaguardare gli strati della pavimentazione e del terreno sottostante dalle azioni atmosferiche, il gelo in particolare.

Questa pavimentazione ha una composizione in vari strati che sono:

  • la fondazione, che può essere realizzato in diversi modi: misto granulare o misto cementato.
  • lo strato di base, che può essere realizzato con i medesimi materiali di cui sopra. Può essere costituito anche da un conglomerato bituminoso.
  • il manto stradale, che ha il compito di protezione dall'usura e dalle infiltrazioni di acque meteoriche. (purtroppo la visione nei TG di alcuni ponti lasciano molto a desiderare in merito alle infiltrazioni delle acque). 

Le pavimentazioni possono essere:

  • flessibili, e sono quelle in conglomerato bituminoso.
  • semi-rigide, quelle in calcestruzzo.
  • rigide, con deformazioni quasi trascurabili.

Si dirà, da parte dei responsabili, che i tempi sono quelli che sono e che la pecunia è poca, questo però giustifica ben poco, evidentemente da modificare è l'iter delle cose, dalla A alle Zeta.

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