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Immunoterapia: nuove speranze per i malati di sclerosi e di lupus

  • Mirella Elisa Scotellaro

ricerca scientifica pixabayIn Gran Bretagna sono allo studio per queste malattie nuovi protocolli terapeutici che non colpiscono il patrimonio immunitario del paziente, agendo direttamente sulla causa che determina la condizione morbosa.

Si tratta di novità che riguardano non solo la cura della sclerosi multipla e del lupus eritematoso sistemico, ma anche di altre patologie autoimmuni come per esempio il diabete mellito di tipo 1 o talune patologie della tiroide, ed altre ancora, tutte scatenate da un errore delle difese immunitarie che, invece di attaccare gli agenti esterni, attaccano l’organismo.

In pratica, si fa riferimento a quelle cellule del sistema immunitario che “impazziscono” perdendo il controllo sulla loro funzione originaria, così diventando “anarchiche”, quindi non più gestibili. Sembra che gli scienziati di un gruppo di ricerca dell’Università di Bristol abbiano finalmente trovato un modo per “riprogrammare” quelle cellule, ristabilendone la giusta funzionalità.

I risultati di tale ricerca nascono dall’osservazione sui meccanismi di “desensibilizzazione allergica”, cioè da studi sul contrasto ad alcune forme di allergia attuato attraverso una sorta di “rieducazione” delle cellule cosiddette anarchiche.

Molte cure fra quelle finora utilizzate contro le malattie autoimmuni sono caratterizzate da una marcata azione immunosoppressiva, a sua volta portatrice di un effetto collaterale niente affatto trascurabile: l’indebolimento dell’intero sistema immunitario con conseguente maggior rischio per l’organismo di contrarre malattie di natura batterica o virale, e riduzione delle aspettative di vita.

Il nuovo protocollo di cura, invece, non intacca il sistema immunitario nel suo complesso, ma individua frammenti di proteine che sono colpite dagli anticorpi fuori controllo, li immette nel tessuto sanguigno, e ne studia i meccanismi di risposta, andando così ad individuarne con estrema precisione le cause genetiche responsabili dell’aggressione alle proteine medesime.

Sulla descritta ricerca, iniziata nel 2014, sono già state fatte importanti pubblicazioni che hanno suscitato grande interesse in ambito scientifico. La sperimentazione clinica in atto è condotta da APITOPE, società biotecnologica di livello mondiale, specializzata nello sviluppo di potenziali immunoterapici specifici per antigene di prima classe, destinati al trattamento delle malattie autoimmuni.

APITOPE parteciperà alla 38° Conferenza annuale sulla sanità di JP Morgan dal 13 al 16 gennaio 2020 a San Francisco, California, USA.

Mirella Elisa Scotellaro

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