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Fracking per l'estrazione del gas e danno ambientale: i dubbi irrisolti

  • Mirella Elisa Scotellaro

fiamma pixabayIl “fracking” serve per l’estrazione del gas dalla roccia ed ha cambiato l’economia di alcuni Paesi esteri, ma è fonte di accesa discussione: l’Europa, nell'attesa di approfondire lo studio sulle conseguenze di questo metodo, lo vieta.

L’espressione inglese “shale gas“ (in italiano “gas da argille”) indica giacimenti cosiddetti “non convenzionali” nei quali è utilizzata una particolare tecnologia denominata fracking per l’estrazione di gas metano contenuto nelle microporosità della roccia di scisto. Si tratta di un tipo di roccia che si sfalda facilmente, e che si presenta caratterizzata da lastre sottili, tutte ordinate nella medesima direzione, la cui origine deriva dalla trasformazione dell’argilla quando è sottoposta ad elevata pressione e temperatura.

Lo sfruttamento di questo genere di giacimenti è possibile solo grazie al fracking (in italiano “fratturazione idraulica”), una tecnica utilizzata in questi ultimi 20 anni, peraltro assai controversa.

Il fracking si effettua in 2 fasi: dapprima c’è la perforazione del suolo fino a toccare le rocce contenenti il gas; in un secondo tempo, per mezzo dell’alta pressione, si effettua l’iniezione di un getto d’acqua frammista a sabbia, e addizionata di alcuni agenti chimici (in percentuale dello 0,5%) per minimizzare l’attrito. A questo punto la pressione spinge fuori dalle porosità della roccia il gas il quale, così estratto, viene finalmente portato in superfice.

La contestazione sul fracking riguarda:

  • l’enorme spreco di risorse idriche;
  • l’inquinamento ambientale generato dalle acque reflue, soprattutto in relazione alle falde acquifere (le acque sporche, infatti, vengono recuperate solo in parte, e precisamente nella misura che va dal 50 all'80%, mentre il resto resta nel sottosuolo come potenziale inquinante);
  • il sospetto – piuttosto fondato – che detto metodo di estrazione possa favorire scosse telluriche di varia entità.

Allo stato attuale, non ci sono dati scientifici che diano certezze sui possibili danni ambientali provocati dal fracking, considerato che la profondità delle perforazioni è di gran lunga maggiore rispetto a quella delle falde acquifere, e che è alquanto improbabile una contaminazione del suolo, adeguatamente prevenuta attraverso il montaggio di enormi tubi d’acciaio atti a foderare interamente il pozzo e ad isolarlo dal terreno.

Il fracking, comunque lo si voglia considerare, ha certamente rivoluzionato l’economia statunitense e canadese, e potrebbe influire in maniera determinante nei prossimi anni anche sull'economia cinese.

Per quanto riguarda gli Stati europei, essi, pur possedendo diversi giacimenti, hanno assunto per adesso un atteggiamento di grande cautela vietando il fracking, in attesa di conoscerne meglio gli effetti sull'ambiente.

Mirella Elisa Scotellaro

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