• Home

I Magi in un dipinto di Gentile da Fabriano

re magi dipinto fabrianoTra non molti giorni ricorre la festa dell'Epifania e la presenza dei Re Magi è d'obbligo. Questa volta, per omaggiare questa importante ricorrenza religiosa, ho deciso di presentare i Magi osservando uno dei tanti e magnifici dipinti che pittori famosi ci hanno lasciato, in specifico il dipinto del pittore Gentile da Fabriano dal titolo Adorazione dei Magi, dipinto a tempera e oro datato 1423 e conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

La tela mi ha subito colpito per la bellezza e ricchezza dei colori e dei particolari.

Proprio questi mi spingono a descriverne la scena e ciò che, a mio modesto modo di vedere, riesco a cogliere. Innanzi tutto il volto della Madonna, sereno, dolce che tenendo con la mano sinistra i lembi del vestito all'altezza del petto e con la destra il figlio Gesù che tiene sulle ginocchia, osserva il figlioletto che si sporge per poggiare la sua manina sinistra sulla testa del Magio inginocchiato.

Giuseppe osserva la scena appoggiandosi al bastone, così come la scena è osservata dal Bue. Veniamo però ai Magi, protagonisti della ricorrenza. Non può sfuggire la ricchezza dei loro abiti dove ricami e oro abbondano, segno della loro importanza e ricchezza. Notiamo che uno dei Magi, il più anziano, si è prostrato in ginocchio davanti al Bambino, segno indubbio di umiltà e riverenza, tanto che si è tolto la corona depositandola in terra e baciando il piedino di Gesù. Come mai proprio il più anziano è inginocchiato?

Probabilmente perché più consapevole, più convinto e istruito di chi fosse realmente quel Bambino, è anche probabile che sia colui che dona al Messia l'oro, simbolo di regalità. Il Magio posto in mezzo, che deve essere di media età, fa il gesto di togliersi la corona, probabilmente resosi conto della regalità del Fanciullo. In mano tiene un " vaso sacro" in cui presumibilmente vi è contenuto l'incenso, simbolo di preghiera che sale al Cielo. Il Re Magio più giovane, anch'esso riccamente vestito, mantiene la sua corona sul capo, e questo potrebbe voler significare che non ha ancora raggiunto la pienezza della consapevolezza di chi è veramente Gesù Bambino. Il "vasetto" che tiene nella mano e che mostra, potrebbe essere quello che contiene la mirra, che sappiamo essere una gommaresina oleosa molto profumata che era adoperata anche per l'imbalsamazione dei cadaveri; chiaro riferimento alla morte di Gesù. Ai suoi piedi un servo o scudiero gli toglie gli speroni e un altro tiene una spada.

Che gli speroni siano tolti e non messi è dato dal fatto che sono arrivati alla meta e scesi da cavallo. I cavalli, così come il cane bianco che volge la testa alle sue spalle, sono riccamente bardati. Osservando più con attenzione si nota che i cavalli che osservano verso Gesù Bambino sono quelli bianco, e quello marrone che però rimane piuttosto coperto, e quello grigio, che dovrebbe essere un asino, gli altri cavalli sono tutti distratti e agitati. È altresì interessante notare la presenza di due scimmie tenute alla catena; sappiamo che nella simbologia cristiana la scimmia rappresenta il demonio adesso incatenato, che pare rivolgersi alla scimmia più piccola per dire qualcosa. Anche il muso di quello che appare essere un dromedario lascia intravvedere uno sguardo e un sorriso beffardi. Altri sono gli animali presenti da prendere in considerazione nella loro veste simbolica, ma ciò richiederebbe troppo spazio.

Voglio però sottolineare altri due aspetti, il primo sono i frutti della Melagrana che rappresenta la Resurrezione e che il pittore ha voluto evidenziare, e l'altro oggetto è la presenza della Stella cometa che è posta sopra Giuseppe. La Stella è certamente simbolo di luce che, penetrando l'oscurità, partecipano alla continua lotta tra le forze della luce e quelle delle tenebre, tra le forze materiali e quelle spirituali. Qui acquista, per i Magi e non solo, anche il valore di guida. Al proposito ricordo il pellegrinaggio di San Giacomo in Spagna, precisamente a Compostella, che prende il nome da una Stella che seguì l'Apostolo nel suo cammino.

Altri aspetti sarebbero da analizzare, ma lo spazio di un semplice articolo mi impone l'alt.

Leggi anche:

LA MAGIA NEOCLASSICA DI INGRES

RITROVATO UN CAPOLAVORO PERDUTO DI GIACOMO BALLA

MARGHERITA SARFATTI TRA ARTE E FASCISMO

Copyright © 2006 - 2020 MilanoFree.it, testata registrata Trib. Milano n. 367 del 19/11/2014  IT11086080964