Ra-ta-ta-ta, bang-bang, si gioca

Una selezione di preziosi esemplari della Collezione capitolina di giocattoli antichi sarà ospitata nella mostra “Ra-ta-ta-ta, bang-bang, si gioca” al Museo delle Mura fino al primo marzo 2020.

ra-ta-ta-ta-bang-bang-si-gioca-museo-delle-mura-roma-mostra-giocattoli-tiziana-leopizziL’esposizione, a ingresso gratuito e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, è a cura di Emanuela Lancianese ed Ersilia Maria Loreti. Il progetto di allestimento è di Paola Marzoli.

Nelle torri dell’antica Porta di S. Sebastiano saranno esposti 137 pezzi della collezione di giocattoli antichi riferibili per la maggior parte alla cosiddetta “età d’oro” del giocattolo, ossia gli anni compresi tra il 1860 e il 1930.

La mostra

Il percorso espositivo si articola intorno a un nucleo di giochi di guerra che comprende una variegata tipologia di aerei e navi, armi, carri armati, fortini e naturalmente soldatini. Questa selezione è affine al progetto stesso dell’esposizione, ovvero coniuga la conoscenza di una serie di opere della Collezione con la valorizzazione di Porta S. Sebastiano, parte dell’antica struttura difensiva della città, all’interno della quale armi e militari sono realmente stati presenti per secoli.

Nel percorso della mostra i giochi di guerra sono disposti fantasiosamente, non vi è alcun criterio cronologico e tipologico, e sono corredati da altri pezzi “fuori contesto” come bambole, pupazzi, macchinine, una bicicletta, un monopattino. L’obiettivo di questo allestimento originale è quello di ricreare un contesto ludico, libero e privo di regole, e offrire a tutti noi la sensazione di affacciarsi in una stanza di bambini per osservare il loro spazio di gioco.

Ra-ta-ta-ta, bang-bang, si gioca, si snoda lungo due piani del museo. Al primo il visitatore è accolto da un video di animazione e di presentazione: in un mondo in miniatura prendono vita gli antichi oggetti, sullo sfondo della città nelle sue attività quotidiane. Il video, realizzato dal videomaker Francesco Arcuri, si avvale di due differenti tecniche di animazione: la stop motion e l’animazione digitale 2D. Attraverso la tecnica definita “stop motion”, i giocattoli prendono vita su green screen e sono inseriti in uno scenario realizzato con elementi appartenenti alla collezione e animato attraverso un software 2D.

Nelle sale del secondo piano armi, navi, fortini, soldatini, aerei e carri armati, ovvero i cosiddetti giochi di guerra sono disposti in “angoli gioco” accanto a bambole, maschere e macchinine, nella ricostruzione volutamente disordinata e incongrua di una stanza di bambini. Si alternano uno spazio agguato e un angolo dedicato alla lettura, uno spazio domestico per le bambole con un piccolo guardaroba per travestirsi e giocare, diverse imbarcazioni in navigazione sovrastate da velivoli di ogni genere.

Infine, oltre ad avere a disposizione anche una sala dedicata al gioco libero, con macchine da corsa e personaggi dei cartoni animati, è previsto un calendario di laboratori didattici per scuole, bimbi e famiglie.

Storia della collezione giocattoli antichi

La Collezione di giocattoli antichi di proprietà di Roma Capitale è nata grazie alla passione dello svedese Peter Pluntky, che ha raccolto circa 30.000 pezzi, molto distanti tra loro per epoca e per gusto. Il giocattolo più antico e prezioso è una bambola Nazca del XV secolo, che raffigura una madre con il figlio in braccio. Ci sono anche trenini della Märklin, della Bing e della Carette, accessori ferroviari, modellini di autocarri e di motociclette, automobiline, biciclette, una flotta in miniatura di aerei e altri mezzi volanti, carillons giganti ancora funzionanti, caleidoscopi, stereoscopi, binocoli. La collezione possiede una magnifica selezione di quasi 5000 bambole con i loro accessori e 37 case curate nei dettagli: una di queste, di ben quattro piani, costruita artigianalmente dal fratello della piccola proprietaria, John Carlsen, presenta ancora un ascensore funzionante realizzato con parti di meccanismi di orologi. E ancora gli automi, oltre trecento giocattoli in latta, legno, stoffa, cartapesta e celluloide compresi tra la seconda metà del XIX e la metà del XX secolo.

Il Museo delle Mura

Ospitato all’interno della Porta Appia, una tra le più imponenti porte delle Mura di Roma, aperta in corrispondenza della via Appia. Il suo nome cambiò nel corso del Medioevo in Porta S. Sebastiano, in ricordo del martire cristiano sepolto nella catacomba esistente lungo la stessa via, fuori le mura. In quanto parte della cinta fortificata di Roma la porta è stata occupata attraverso i secoli dall’esercito romano, dai militari dello Stato Pontificio e, dopo il 1970, dall’esercito del Regno d’Italia. Tra il 1940 e il 1943 la Porta è stata restaurata con lavori finalizzati alla sua trasformazione in studio-abitazione per il gerarca fascista Ettore Muti.

Il Museo offre un racconto della storia costruttiva del circuito delle Mura urbane attraverso plastici, calchi e pannelli didattici. La visita comprende una suggestiva passeggiata sul tratto di camminamento di ronda che si dirige verso la via Cristoforo Colombo. Dalla terrazza, che sovrasta una delle due torri, si può godere di una magnifica vista.

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