Contante si, contante no

pagamenti digitali contantiIl titolo mi ricorda una canzone di Elio e le Storie Tese che diceva: Italia si, Italia no, solo che in questo caso la parola "incriminata" è contante. Ho usato il termine incriminata poiché da qualche tempo c'è chi tende a criminalizzare il denaro contante adducendo diverse motivazioni. Proviamo allora a capirci qualcosa di più.

La parola d'ordine è: rendere l'Italia un paese il più possibile libero dalle banconote. La domanda a questo punto sorge davvero spontanea, come si suole dire, ovvero: perché? Con quale scopo?

Come cittadino non ho forse il diritto di decidere in prima persona di come voglio gestire e spendere il mio denaro guadagnato? La Confindustria, in settembre, ha pensato bene di proporre una tassa sui prelievi in contanti superiori ai 1.500 euro, pari al 2% dell'importo richiesto al bancomat, che porterebbe nelle casse dello Stato mai sazio quasi tre miliardi e mezzo di euro. Proprio una trovata opportuna, non bastano le tasse e i balzelli vari che già ci sono, bisogna aggiungerne ancora! Ovviamente, e per fortuna, si sono subito accese sostenute critiche all'idea, così da costringere l'esecutivo a correggerla.

La correzione prevede incentivi per chi fa la scelta sulla transizione digitale, mentre a punire quelle attività che non istallano il Pos o che si rifiutano di accettare i versamenti elettronici. Pos sta per "point of Sale", in parole povere quell'aggeggio in cui si infilano le carte di pagamento. Semplice? Mica poi tanto considerato che la famigerata e maledetta burocrazia detta sempre legge, infatti, per l'esercente che non accetta un pagamento tramite pos dal 1° luglio 2020 scatta una multa pari a 30 euro, più una maggiorazione nella misura del 4% sulla transazione negata.

A questo punto il cittadino che si vede negata la possibilità di utilizzare tale pagamento dovrà fare denuncia (magari in carta bollata?) al Prefetto di competenza che poi penserà ad elevare la sanzione. Inoltre non va dimenticato che da luglio il limite, oggi di euro 3.000 per i pagamenti in contante, passerà a 2.000 euro, per poi, dal 2022, scendere a 1.000 euro. Storia finita? Non ancora, infatti, a partire dal gennaio 2021, abbiamo sentito parlare di "bonus befana", dovrebbe partire una detrazione del 19% della transazioni effettuate con moneta elettronica. A pagare questo incentivo non sarebbe lo Stato, ma gli operatori del mercato delle carte di credito.

E voi pensate che queste realtà accettino di sborsare a fondo perduto? Non ci credo proprio, troveranno un sistema per far rientrare dalla finestra ciò che gli è uscito dalla porta. Da uno studio fatto a livello europeo, le persone sono a maggioranza a favore dell'uso della moneta contante, infatti otto transazioni su dieci vengono effettuate con moneta contante.

Una ulteriore domanda: si pensa davvero che l'introduzione dell'uso di carte di credito possa sconfiggere l'evasione e/o la criminalità? È semplicemente un palliativo perché la vera questione è un'altra, ed è quella legata all'Onestà, alla Legalità, queste sono le vere armi da usare. "Armi a disposizione di tutti e che non costano nulla", altrimenti, e lo sappiamo tutti molto bene, fatta la legge trovato l'inganno. Io ritengo che ogni consumatore deve avere la libertà di decidere come pagare.

Il contante è tutela della privacy quindi salvaguardia di alcuni diritti fondamentali come quello dell'autodeterminazione e della libertà di agire. Inoltre, cosa da non sottovalutare, il cittadino sarebbe sottoposto a una sorveglianza continua da parte delle banche, dello Stato, delle multinazionali, le quali sanno in qualsiasi momento dove siamo, e quali scelte facciamo; un prezzo, a mio avviso, troppo alto da pagare.

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