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La felicità in scena al Teatro verdi

  • Mariella Bussolati

mercadini csIl palco drammaticamente vuoto e nero fa capire subito che lo spettacolo sarà un classico monologo. E che dunque tutto dipenderà dalla bravura dell'attore e dall'intensità della storia. Ma quando Roberto Mercadini appare in scena per dare vita al suo Felix, una produzione del Teatro del Buratto, non genera tensione o carica emotiva, riempie tutto lo spazio con la sua presenza scenica e provoca soprattutto simpatia. Ed è un teatro leggero, che fa sorridere, quello che viene proposto. Solo che di sfondo ci sono storie interessanti, che stimolano l'intelligenza.

Felix è una parola latina, la cui etimologia significa in realtà produttivo, fecondo, come un albero di mele che produce pomi squisiti. Intorno a questo albero immaginario si dipana la trama che si articola in quattro capitoli: il dare frutto, l'avere una forma perfetta, l'innalzare i rami e mettersi in comunicazione con altri alberi. Da tale ceppo massiccio si diramano quattro discorsi: sul dare frutto, sulla forma perfetta. Ma l'albero non ha dubbi, non riflette su se stesso, l'uomo si e a volte produce danni. 

Dopo aver spiegato la differenza tra l'essere contento e l'essere felice dunque, Mercadini articola il suo discorso in una affabulazione colta che riporta una serie di esempi, vite e contenuti di persone che rappresentano i temi dell'albero, e che hanno portato a una felicità che proviene dall'essere come si è, perché semplicemente si riesce ad esprimere quello che è la nostra essenza, affrontando le difficoltà.

Così incontriamo un matematico come Carl Friedrich Gauss, uno scultore come Michelangelo Buonarroti, Manoel Francisco dos Santos, meglio noto come Garrincha, uno dei più grandi dribblatori del calcio, nonostante avesse diversi difetti congeniti, Nick Vujicic, un conferenziere privo di gambe e braccia, il filosofo Bertrand Russel, William James Sidis, un bambino prodigio, e Dante Alighieri. Momenti surreali che strappano risate e riflessioni filosofiche si alternano senza sosta, perfino al momento del bis.

A conclusione Mercadini, un ex ingegnere informatico convertitosi all'arte, scende dal palco per farsi dare una pacca sulla spalla. Il che segna ancora una volta la superiorità del teatro nell'era della vita irreale e dello streaming continuo. 

Teatro Verdi

Via Pastrengo, 16

Dal 16 al 19 gennaio

Orari: da giovedì a sabato ore 20.30, domenica ore 16.30

Prezzi: Da 20 euro a 10 euro

Info e prenotazioni: tel. 02/6880038

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