Cechov in versione Drag Queen

  • Mariella Bussolati

il giardino delle ciliegie ph. lisa conti csIl Giardino dei ciliegi, di Anton Cechov, è una saga familiare che racconta di un dramma legato ai debiti e alla vendita di un giardino. E' stato rappresentato la prima volta nel 1904.  Sono passati 120 anni e la versione messa in scena dalle Nina's Drag Queen al Teatro Leonardo con la regia di Francesco Micheli, lo travolge con tutta la forza queer, mantenendo però lo stesso sfondo. In Cechov i personaggi si dibattevano in situazioni apparentemente futili, atteggiamenti apparente assurdi, vista la tragicità della situazione. 

La piece dunque si snoda in un modo caotico, forse onirico, in un discorso non  articolato, con atti che iniziano e poi si perdono nel nulla, in ritmo sincopato. D'altronde il personaggio della drag queen è anfibio, in bilico tra mondi opposti, ma è anche un angelo, e come tale porta il sogno nella realtà. 

Anche in Cechov è in scena un femminile vario, complicato, che si confronta. E anche nella versione originale c'è un senso di nostalgia per il mondo che si conosce e che scompare, una inadeguatezza rispetto a quello che cambia. E le Nina's Drag Queen, Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò, non potevano non giocare proprio su questo elemento, sottolineando in modo giocoso l'insostenibile rappresentazione del loro modo di essere, con l'aiuto dei bellissimi costumi, e procedendo per associazioni di idee e costruzioni di immagini sovrapposte. Si seguono i richiami di un'infanzia perduta, ma si ipotizza anche un cambiamento di vita e l'abbandono di quella vecchia. Il testo originale viene quindi stravolto e trasformato in un gioco di playback con musiche che arrivano dagli anni Sessanta, e che rivendica l'appropriazione di un altro da se. L'essere irrisolto della drag diventa invece quello di un'eroina che affronta il grande cambiamento, pur tenendosi stretto tutto quello che significa vivere in un mondo fragile e incerto.

Si parte da un attore solo in scena, immobile, presente mentre entra il pubblico e facilmente scambiabile per un manichino, si finisce con una gazzarra di sei persone che non sanno lasciarsi tra loro. E dopo gli applausi non può mancare una sfilata attraverso la platea, secondo il più classico stile drag, che rivendica la bellezza della propria diversità.

Teatro  Leonardo

Via Andrea Maria Ampère, 1, 20131 Milano
dal 23/01/2020 al  26/01/2020
da giovedì a sabato ore 20:30 – domenica ore 16:30
durata: 90 minuti
biglietti: Intero 25€, Intero giornata di debutto 15€, Convenzioni 20€, Ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) 20€, Under30/Over65 15€, Scuole di teatro e Università 15€, Ridotto DVA 12,50, Scuole MTM, Paolo Grassi, Piccolo Teatro 10€
abbonamenti: Arcobaleno, Arcobaleno tandem, Arcobaleno over 65, Carta regalo x2, Carta regalo x4, Abbonamento le Vie en Rose 

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