Mario Schifano. Qualcos’altro

La galleria Gió Marconi di Milano fino al 20 marzo propone la mostra Mario Schifano. Qualcos’altro, dedicata a un nucleo di monocromi dell’artista romano dipinti tra il 1960 e il 1962, curata da Alberto Salvadori in collaborazione con l’Archivio Mario Schifano.

marioschifano milano 779x300L’artista ideò questi smalti su carta intelata a partire dal 1959, dopo le sue esperienze informali, poi li presentò per la prima volta a Roma, alla galleria La Salita nella collettiva del 5 pittori cui presero parte Giuseppe Uncini, Tano Festa, Francesco Lo Savio e Franco Angeli, e successivamente, in una personale alla Tartaruga nel 1961.

Contro gli altri protagonisti della scena artistica romana, Schifano non solo azzerava la superficie del quadro, ma le dava un altro punto di vista, con un nuovo modo di vedere e di fare pittura.

Il primo a capire che la superficie dei monocromi era solo uno schermo fu Maurizio Calvesi in un saggio nel catalogo della mostra alla Galleria Odyssia del 1963.

Filo rosso di un piccolo gruppo di artisti da Lucio Fontana a Enrico Castellani, da Piero Manzoni a Yves Klein, il monocromo era molto diffuso nell’arte italiana tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta e Schifano era di questo perfettamente consapevole, vedendolo come un semplice pretesto per fare una pittura che riparta verso qualcosa di diverso.

Infatti i monocromi di Schifano sono solo una serie di smalti industriali dall’effetto lucido e coprente, con il colore steso in maniera libera sulla superficie della carta da pacchi, come se fosse una pittura da cartellone pubblicitario.

La superficie dei quadri porta all’impressione di nuove immagini, verso qualcos’altro, titolo di un’opera del 1960 che Schifano realizzò ventiseienne e a un polittico del 1962 che figura tra le opere esposte.

Ma Qualcos’altro  è anche un intento programmatico espresso nel monocromo, una vera e propria tabula rasa, che diventa un luogo ricco di dettagli, particolari, frazioni d’immagini, verso i nuovi segni della vita moderna.

Così la mostra si concentra sui monocromi, una tappa cruciale del cammino creativo di Mario Schifano e genesi della sua invenzione pittorica.

Alle opere è affiancato un nucleo di lavori su carta degli stessi anni, oltre a un giornale della mostra in formato tabloid con contenuti inediti dell’artista e un contributo di Riccardo Venturi e Alberto Salvadori.

Mario Schifano. Qualcos’altro

dal 22 gennaio al 20 marzo

Orari: martedì – sabato; 11-19

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