Se arriva Rangnick, Boban e Maldini salutano

stadio san siro milan pixabayA parte la scelta dei tempi, sbagliata, ossia a pochi giorni del delicato derby di febbraio, ma è la sostanza della notizia a far drizzare i capelli (anche ai calvi..).

Lo scoop (si fa per dire) arriva da Bild, quotidiano popolare della Germania che assicura che il prossimo allenatore del Milan sarà Rangnick, attuale manager per la parte sportiva del gruppo Red Bull ed ex allenatore del Lipsia. E aggiunge: assumerà anche la carica di direttore tecnico. Insomma una specie di Ferguson. 

I tifosi rossoneri hanno subito fatto gli scongiuri, sperando che il proclama teutonico sia niente di più che la solita indiscrezione di fine inverno. Chiosando: delle mattane di Gazidis ne abbiam fin sopra i capelli.

E hanno ragione. Il Milan per risollevarsi ha bisogno di giocatori di classe ed esperienza; e di un allenatore di prestigio. L'unico all' altezza, libero, dopo aver perso Conte, è Spalletti; non Allegri, che ha vinto tanto alla Juve, ma non per suo merito, bensì grazie agli acquisti di Marotta e Paratici e alla tecnica sopraffina dei pedatori bianconeri. 

Gazidis, dopo quindici mesi, non ha ancora capito il calcio italiano e si ostina a pensare all'inglese (e male, perché l'Arsenal sotto la sua regia ha vinto soltanto qualche coppetta insignificante). Però i maggiori colpevoli sono i Singer, che l' hanno scelto per i suoi "meriti" finanziari (ancora, tuttavia, , da dimostrare). D'altra parte, un fondo non è un mecenate e deve rispondere agli investitori a suon di dividendi. Da qui la necessità di vendere il club di via Aldo Rossi il prima possibile. 

Gazidis, bloccando l'acquisto di Ibra nel gennaio 2019, ha probabilmente impedito al Milan di arrivare quarto e così accedere ai rimborsi allettanti della Chiampion, comportandosi come quel padrone di casa che si oppone al cambio dello zerbino, perché comporta una spesa, accettando invece, quello del pavimento di marmo. 

A giugno il Milan, per ritentare la scalata all'Europa, dovrà acquistare almeno tre ottimi giocatori, di esperienza; confinare Gazidis nell'area finanziaria e sostituirlo con Gandini in quella sportiva e ingaggiare un allenatore all'altezza. Pioli è un buon trainer ma non basta per risollevarsi.

Nel caso - sciagurato - che arrivasse davvero Rangnick, Maldini e Boban toglierebbero, infuriati, il disturbo; e i tifosi manderebbero a quel paese i Singer per l'ennesima scelta da harakiri.

Ah, e Donnarumma deve restare, Raiola o non Raiola. Il club di via Aldo Rossi non può perdere l'unico fuoriclasse che ha.

Gaetano Tirloni 

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