Skip to main content

Galleria Vittorio Emanuele II Milano: storia, negozi e Highline 2026

La Galleria Vittorio Emanuele II — il "salotto di Milano" — è il passaggio coperto che collega Piazza del Duomo e Piazza della Scala. Progettata da Giuseppe Mengoni e inaugurata nel 1867, è uno dei capolavori mondiali dell'architettura in ferro e vetro dell'Ottocento. Ospita caffè storici, boutique di lusso e un pavimento in marmo intarsiato che vale da solo la visita. Dal 7 febbraio 2026 è tornata accessibile anche dall'alto con Highline Milano: passerella panoramica, Sala degli Orologi e terrazza con vista sulla Madonnina.

Interno della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano: la cupola in ferro e vetro e l'ottagono centrale
L'ottagono centrale della Galleria con la cupola in ferro e vetro alta 47 metri — cuore del "salotto" di Milano. foto MilanoFree.it

Costruzione e storia

I lavori iniziarono ufficialmente nel 1865, su progetto dell'architetto Giuseppe Mengoni che aveva vinto il concorso indetto dal Comune di Milano nel 1861. Per far spazio al nuovo asse urbano furono demoliti il Rebecchino e il Coperto dei Figini, scelte molto discusse all'epoca.

La Galleria fu inaugurata nel settembre 1867 alla presenza di Vittorio Emanuele II, pur non essendo ancora completa. La sera del 30 dicembre 1877, alla vigilia dell'inaugurazione dell'arcone su Piazza Duomo, Mengoni precipitò dalle impalcature: un evento tragico che entrò nella memoria cittadina. I lavori si conclusero nel 1878 con l'apertura dell'arcone monumentale.

  • 1892–1902: rimozione delle 24 statue in gesso degli "uomini illustri" per deterioramento del materiale
  • 1921: sostituzione delle pitture su tela delle semi-lunette con mosaici
  • 2026: riapertura di Highline Milano (febbraio) con percorso panoramico completamente rinnovato

Architettura e pianta

La Galleria è un edificio monumentale in stile neoclassico e neo-rinascimentale con pianta a croce: due bracci perpendicolari si incrociano in un grande spazio centrale. Le misure sono precise: asse lungo 196 m, asse corto 105 m, larghezza dei bracci 14,5 m. La struttura è in muratura per le facciate; le coperture sono in ferro e vetro — soluzione all'avanguardia per l'Ottocento.

Galleria Vittorio Emanuele II vista dall'alto: pianta a croce con l'ottagono centrale
La Galleria vista dall'alto: la pianta a croce con l'ottagono al centro è chiaramente leggibile.

La cupola e l'Ottagono

L'incrocio dei bracci genera l'Ottagono, sormontato da una cupola di vetro e ferro alta circa 47 m con diametro di 39 m. Al momento della costruzione non esistevano in Europa coperture vetrate di dimensioni e forma analoghe: una vera meraviglia ingegneristica del XIX secolo. La luce naturale che filtra attraverso la copertura definisce l'atmosfera interna a qualsiasi ora del giorno.

Semi-lunette e mosaici

Alle basi della cupola si ammirano quattro grandi semi-lunette (15 × 7 m) con le allegorie dei quattro continenti: Europa, Asia, Africa e America. Le opere originali erano dipinti su tela realizzati da quattro artisti distinti:

  • Europa — Angelo Pietrasanta
  • Asia — Bartolomeo Giuliano
  • Africa — Eleuterio Pagliano
  • America — Raffaele Casnedi

Nel 1921 i dipinti furono sostituiti da mosaici che riproducono fedelmente i soggetti originali. Alle estremità dei bracci corti compaiono altre quattro allegorie: Arte, Industria, Agricoltura e Scienza, anch'esse oggi visibili come mosaici.

Semi-lunetta con mosaico allegorico nella Galleria Vittorio Emanuele II di Milano
Una delle quattro semi-lunette mosaicate alla base della cupola: i dipinti originali su tela furono sostituiti nel 1921.

Pavimento, stemmi e il toro della fortuna

Il pavimento è un grande mosaico di marmi pregiati e inserti in vetro smaltato: vi compaiono Bardiglio, Rosso Verona, Marron Prugna, Nero Assoluto, Bianco del Grappa e Rosso di Francia. Al centro dell'ottagono campeggia lo stemma di Casa Savoia; ai lati, gli stemmi delle quattro capitali del Regno d'Italia: Milano, Torino, Firenze e Roma.

Stemma in mosaico sul pavimento della Galleria Vittorio Emanuele II: il toro di Torino porta fortuna
Il toro di Torino sul pavimento dell'ottagono: la tradizione vuole che girare il tallone sui genitali del toro porti fortuna. foto MilanoFree.it

Secondo una tradizione ben radicata, ruotare il tallone destro sopra le parti intime del toro di Torino per tre giri completi porterebbe fortuna. L'usura causata dal rito ha reso necessari periodici restauri del mosaico: il punto è ormai visibilmente consumato. Leggi di più: il toro della Galleria.

L'apparato decorativo comprende anche cariatidi in marmo, telamoni e stucchi. Sulle ringhiere corre una teoria di stemmi delle città italiane, a sottolineare l'ambizione nazionale dell'opera nel primo trentennio postunitario.

Cariatidi in marmo e stemmi delle città italiane nella Galleria Vittorio Emanuele II
Cariatidi in marmo e stemmi delle città italiane: l'apparato decorativo riflette l'ambizione postunitaria dell'opera.

Le 24 statue scomparse

All'interno della Galleria erano originariamente collocate 24 statue in gesso dedicate a celebri italiani: tra i soggetti figuravano Leonardo da Vinci, Dante Alighieri, Alessandro Volta e Camillo Cavour. Il materiale si deteriorò rapidamente con l'umidità e le variazioni termiche della copertura. Per ragioni di sicurezza le statue furono rimosse tra il 1892 e il 1902 per volontà della giunta comunale e non furono mai sostituite.

Il "rattìn" dell'illuminazione a gas

In origine la Galleria era illuminata a gas. L'accensione serale avveniva tramite un congegno mobile che percorreva i bracci accendendo progressivamente i lumi: per la forma ricordava un topolino, da cui il soprannome milanese rattìn. Il passaggio del rattìn era un piccolo spettacolo urbano serale che richiamava i curiosi lungo i bracci della Galleria.

Negozi e locali storici (selezione)

  • Savini Milano 1867 — ristorante storico in Galleria sin dall'inaugurazione.
  • Biffi in Galleria — caffè e ristorante aperto nel 1867 da Paolo Biffi, pasticcere reale.
  • Camparino in Galleria — bar storico inaugurato nel 1915 da Davide Campari; l'aperitivo qui è un'istituzione milanese.
  • Libreria Bocca — storica libreria presente in Galleria dal 1936.

Ai quattro angoli dell'ottagono si trovano le boutique delle grandi maison (Prada, Louis Vuitton, Gucci, Versace): canoni tra i più alti al mondo, in linea con via Montenapoleone.

Alcune insegne storiche hanno riqualificato spazi e orari negli anni. L'elenco non è esaustivo.

Highline Milano: sui tetti della Galleria (2026)

Dopo anni di chiusura e un lungo restauro conservativo, Highline Milano ha riaperto il 7 febbraio 2026 con un progetto completamente rinnovato. Il percorso panoramico è accessibile dal lato Piazza della Scala e offre una prospettiva unica su Milano dall'alto.

Cosa si vede e cosa si fa

  • Skywalk — passerella panoramica di 250 metri a 40 metri d'altezza, che costeggia i tetti della Galleria da Piazza della Scala fino a Piazza Duomo. Vista a 360° sulle guglie del Duomo, la Madonnina, Porta Nuova e — nelle giornate limpide — le Alpi.
  • Sala degli Orologi — aperta al pubblico per la prima volta. Negli anni Trenta questa sala regolava gli orologi delle piazze di Milano; oggi è un ArtSpace con mostre e installazioni di artisti emergenti (prima rassegna in collaborazione con l'Accademia di Brera, fino a maggio 2026).
  • Terrazza panoramica — rooftop sulla facciata monumentale, raggiungibile con il nuovo ascensore panoramico in vetro.
  • Clouds — piazzole panoramiche con vegetazione, texture tessili e installazioni lungo il percorso.

Informazioni pratiche

  • Ingresso: Galleria Vittorio Emanuele II, 11/12 — lato Piazza della Scala; ascensore al 6° piano
  • Orari: martedì–domenica 10:00–18:00 (ultimo ingresso 17:30); lunedì chiuso
  • Prezzi: da €16,50 (intero). Ridotto per under 16, over 65, famiglie (2 adulti + 2 under 16), soci FAI e Touring Club (con tesserino).
  • Biglietti: prenotazione online consigliata, soprattutto il sabato: Highline Milano su TicketOne (+€2,50 di commissioni). Biglietteria in loco solo per il giorno stesso, se ci sono posti disponibili.
  • Maltempo: Highline rimane aperta anche in caso di pioggia; i biglietti online restano validi.
  • Nota cantieri: sono in corso interventi di restauro sull'Arco della Galleria; alcune piazzole del percorso potrebbero subire limitazioni temporanee. Verifica aggiornamenti su highlinegalleria.it prima di prenotare.

Come arrivare

  • Metro M1, M3, M4 — fermata Duomo (uscita Piazza Duomo o Piazza della Scala, a seconda del lato)
  • Tram — linee 2, 3, 14, 24 con fermate in Piazza Duomo o Piazza della Scala
  • Auto — la Galleria è in piena ZTL Area C. Conviene lasciare l'auto a un parcheggio di interscambio e proseguire in metro.

FAQ

La Galleria Vittorio Emanuele II ha un biglietto d'ingresso?

No. L'accesso alla Galleria è libero e gratuito, 24 ore su 24: è un passaggio pubblico coperto, non un museo. Il biglietto a pagamento riguarda solo Highline Milano, il percorso panoramico sui tetti (da €16,50).

Cos'è Highline Milano e quanto costa?

Highline Milano è il percorso panoramico sui tetti della Galleria, riaperto il 7 febbraio 2026 dopo anni di chiusura. Comprende la passerella Skywalk (250 m a 40 m d'altezza), la Sala degli Orologi e la terrazza panoramica con vista sulla Madonnina. Il prezzo parte da €16,50. Biglietti su TicketOne o alla biglietteria in loco. Aperto mar–dom 10:00–18:00.

Perché si gira il tacco sul toro della Galleria?

Il toro di Torino è raffigurato nel pavimento a mosaico dell'ottagono. La tradizione — di origine incerta — vuole che ruotare il tallone destro sulle parti intime dell'animale per tre giri completi porti fortuna. Il punto è ormai consumato dall'usura di milioni di visitatori e richiede periodici restauri.

Perché Mengoni non vide l'inaugurazione della Galleria?

Giuseppe Mengoni morì il 30 dicembre 1877 cadendo dalle impalcature, alla vigilia dell'inaugurazione dell'arcone su Piazza Duomo. Una delle storie più tragiche legate ai grandi cantieri milanesi dell'Ottocento.

Cosa sono le semi-lunette della Galleria?

Sono quattro grandi decorazioni (15 × 7 m) alle basi della cupola, con allegorie dei continenti Europa, Asia, Africa e America. Realizzate in origine come dipinti su tela (1867), furono sostituite nel 1921 da mosaici che ne replicano fedelmente i soggetti. Gli artisti originali: Pietrasanta, Giuliano, Pagliano, Casnedi.

Cos'era il "rattìn" della Galleria?

Il rattìn era il congegno mobile usato la sera per accendere progressivamente i lumi a gas lungo i bracci della Galleria. La forma ricordava un topolino (ratto in milanese = rattìn). Il suo passaggio serale era uno spettacolo urbano che attira­va i curiosi.

La Galleria è aperta di notte?

Sì. Il passaggio è pubblico e non ha orari di chiusura: si può attraversare in qualsiasi momento. I singoli locali (caffè, ristoranti, boutique) seguono i propri orari di apertura e chiusura.