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Aurelio Amendola a Palazzo Reale Milano: mostra gratuita dal 16 giugno 2026

  • Tiziana Leopizzi

C'è un modo di guardare l'arte che non si limita a documentarla: la interpreta, la abita, ne svela qualcosa che l'occhio comune fatica a cogliere. È quello che fa da oltre cinquant'anni Aurelio Amendola, fotografo pistoiese classe 1938, tra i più importanti fotografi d'arte italiani. Dal 16 giugno al 6 settembre 2026 Palazzo Reale di Milano gli dedica la mostra Aurelio Amendola. Capolavori fotografati: 85 fotografie di grande formato, dal Rinascimento alle avanguardie del secondo Novecento, a ingresso gratuito.

Una fotografia di Aurelio Amendola esposta a Palazzo Reale di Milano
Aurelio Amendola. Capolavori fotografati, Palazzo Reale, Milano

Un ritorno atteso trent'anni

L'ultima volta che Amendola espose a Palazzo Reale era il 1995, con la mostra Cappelle Medicee. Trent'anni dopo torna nello stesso luogo con un progetto più ampio e stratificato, promosso dal Comune di Milano – Cultura, prodotto da Palazzo Reale e realizzato con l'Associazione Culturale BUILDING. Le fotografie abbracciano quasi mezzo secolo di lavoro, dal 1976 al 2025, e costruiscono un dialogo serrato tra pratiche artistiche lontane nel tempo ma vicine per intensità.

Burri, Vedova, Nitsch: il gesto come opera

Il percorso si apre con 41 fotografie dedicate a tre protagonisti del secondo Novecento: Alberto Burri, Emilio Vedova e Hermann Nitsch. Tre artisti per i quali l'atto creativo era già, in sé, opera d'arte. Amendola li ha ritratti nei loro atelier, cogliendo il momento in cui il gesto si trasforma in segno.

Nel 1976, a Città di Castello, fotografa Burri mentre brucia una superficie plastica: le Combustioni riprese in quella sequenza mostrano un processo in cui il fuoco non distrugge, ma costruisce. Nelle immagini del 1987 dedicate a Vedova emerge la tensione fisica della pittura, con il corpo del pittore che si muove nello spazio come se il gesto fosse già il quadro. E poi Nitsch, con gli scatti delle sue azioni realizzate nel castello di Prinzendorf nel 2012, dove la performance si condensa in immagini di rara intensità.

Diversi di questi scatti arrivano in prestito da collezioni di riferimento: la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello, la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia e la Nitsch Foundation di Vienna.

Il Duomo visto da dentro

Una sala intera è dedicata a nove fotografie del Duomo di Milano, scattate nel 2009 e presentate qui per la prima volta. Niente facciata gotica né guglie dal basso: Amendola ha scelto dettagli, prospettive oblique, giochi di luce sulle superfici scolpite. La cattedrale diventa materia, pietra lavorata, volume. Esporre questi scatti a Palazzo Reale, che con il Duomo condivide la piazza, aggiunge un livello in più: le immagini dialogano con il monumento reale a poche decine di metri.

Michelangelo, Bernini, Canova: il marmo come pelle

La parte finale raccoglie 35 fotografie in bianco e nero dedicate alla scultura classica italiana. Amendola ha fotografato il Ratto di Proserpina di Bernini, Amore e Psiche di Canova, la statua di Giuliano de' Medici scolpita da Michelangelo per le Cappelle Medicee. Opere tra le più note al mondo, eppure nelle sue immagini appaiono nuove. I giochi di luce esaltano le superfici marmoree fino a renderle quasi carnali: il bianco si fa ombra, il freddo si fa tensione. È un approccio affinato in decenni di lavoro sulla scultura rinascimentale, che qui raggiunge una delle sue espressioni più riuscite.

In occasione della mostra esce un catalogo edito da Skira, in edizione bilingue italiano-inglese, con la selezione completa delle opere esposte: un volume prezioso per chi si interessa di fotografia d'arte.

Informazioni pratiche

  • Dove: Palazzo Reale, piazza del Duomo 12, Milano.
  • Quando: dal 16 giugno al 6 settembre 2026.
  • Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10.00–19.30; giovedì 10.00–22.30; lunedì chiuso. Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura.
  • Ingresso: gratuito.

Domande frequenti

La mostra è a pagamento?

No, l'ingresso è gratuito.

Quante fotografie sono esposte?

85 fotografie di grande formato, realizzate tra il 1976 e il 2025.

È aperta il lunedì?

No, il lunedì la mostra è chiusa. È visitabile da martedì a domenica, con apertura prolungata il giovedì fino alle 22.30.

C'è un catalogo?

Sì, edito da Skira in edizione bilingue italiano-inglese.

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