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Il Bacio di Hayez a Brera: significato, dettagli nascosti e dove trovarlo a Milano

  • Redazione MilanoFree.it

Francesco Hayez, Il Bacio, Pinacoteca di Brera C’è una sala della Pinacoteca di Brera che, più di altre, sembra accompagnare il visitatore verso l’uscita. È l’ultima, quella affacciata sul bookshop: dopo tante meraviglie, ti prende ancora una volta per mano e ti porta davanti a un abbraccio che ha il sapore dell’amore, ma anche della scelta e degli ideali.

Il “Bacio” di Hayez a Brera

Il “Bacio” di Francesco Hayez (1859) tiene stretti due amanti in un gesto senza tempo. È un attimo rubato, fissato per sempre su tela: intenso, urgente, quasi “di corsa”.

Un bacio tra amore e Risorgimento

Se lo guardi bene, racconta passione ma anche pericolo. Lui ha il pugnale al fianco, la piuma sul cappello, e quel piede sul gradino sembra pronto a scattare via da un momento all’altro.

In fondo a sinistra, l’ombra di qualcuno: li sta spiando? Li avverte di sbrigarsi? E poi quella carezza di colore sugli abiti, che fa pensare a un’Italia che sta nascendo tra speranze e battaglie.

Gerolamo Induno, Triste presentimento, dettaglio con quadro alla parete

Dov’è “l’altro” Bacio? Il dettaglio nel dipinto di Induno

Ma nella stessa sala, da tempo, c’è anche un “secondo” bacio, quasi invisibile a chi passa troppo in fretta. Una tela dentro la tela.

Nel “Triste Presentimento” di Gerolamo Induno vediamo una giovane in una stanza d’epoca: un interno domestico che sembra fermare il tempo, mentre l’ansia di un’assenza (e di una guerra sullo sfondo) resta sospesa nell’aria.

E adesso il gioco: guarda la parete alle spalle della ragazza. Proprio accanto al busto di Garibaldi, chiaro richiamo risorgimentale, compare lui: il “Bacio” di Hayez, raffigurato piccolo, quasi come un segreto.

Monumento a Francesco Hayez a Brera, dettaglio del Bacio inciso sul basamento

Un ultimo bacio fuori da Brera: il monumento a Hayez

Ma non è finita qui. Se di baci non sei ancora sazio, basta uscire dal palazzo.

Nella piazzetta sulla destra, dal 1890, svetta il monumento dedicato a Francesco Hayez, che insegnò a lungo in Accademia (una targa ricorda ancora il suo studio). L’opera è di Francesco Barzaghi, e sul basamento nasconde una sorpresa.

Sul lato sinistro, inciso nel bronzo, c’è proprio lui: il celebre “Bacio”. Brera, a volte, sembra non volerlo lasciar andare mai.

Si consiglia caldamente una passeggiata in zona, per chi ha voglia di baci: l’arte ha questo potere — rendere immortale una passione, un ideale, e quell’attimo d’amore che altrimenti fuggirebbe.

Il significato politico del “Bacio” di Hayez

Francesco Hayez, Il Bacio, 1859 Dolce e potentissimo, attraversato da un fremito che sembra unire non solo due persone, ma un’epoca intera. Il “Bacio” di Francesco Hayez (1859) è diventato un’icona proprio perché parla d’amore, ma lascia intravedere anche urgenza, rischio e scelta.

L’atmosfera sospesa, la luce teatrale e l’ambientazione “storica” rendono la scena un piccolo dramma in un solo fotogramma. Non a caso è uno dei dipinti più riprodotti di sempre e ha ispirato, direttamente o indirettamente, moltissime immagini del cinema e della pubblicità.

I dettagli che raccontano una fuga

L’allusione risorgimentale è suggerita da particolari precisi: il giovane avvolto nel mantello, il cappello calato, il pugnale alla cintura, il piede sul gradino come pronto a scappare. E poi quell’ombra sullo sfondo, che fa pensare a un testimone, una sentinella o qualcuno che spia.

Per contrasto, lei è abbandonata nel gesto: il corpo si piega, la mano sembra quasi aggrapparsi. L’abbraccio è intenso, ma ha il sapore di un addio.

La versione “parigina” e il tricolore

Il dipinto fu esposto a Brera il 9 settembre 1859, pochi mesi dopo l’ingresso di Vittorio Emanuele II a Milano. Esiste anche una versione realizzata per Parigi, in cui compaiono accenti cromatici che richiamano con ancora più forza il messaggio politico: il verde nel mantello, il bianco (in un velo abbandonato sugli scalini) e il rosso, che insieme evocano il tricolore.

Accostati all’azzurro dell’abito femminile, questi dettagli vengono spesso letti come un rimando all’alleanza tra Italia e Francia nel contesto delle vicende risorgimentali.

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