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Fabrizio Dusi. Insieme al mondo piangere, ridere, vivere

Organizzata in occasione della festa di San Michele, fino al 15 novembre 2020, la mostra di Fabrizio Dusi allestita negli spazi del Museo Civico delle Cappuccine, fa riflettere sui temi emersi durante il periodo della pandemia. Solidarietà e distanza, barriere e contatti mancati, sostegno reciproco e solitudine.

fabrizio dusi insieme al mondo piangere ridere vivere museo civico cappuccinoFabrizio Dusi e le opere in mostra

Artista, pittore e ceramista, Fabrizio Dusi spazia fra diversi linguaggi, dalla scultura alle installazioni al neon, portando a Bagnacavallo un nucleo di lavori recenti e una installazione monumentale site-specific.

Sulla facciata del Palazzo Comunale scorre una grande scritta luminosa al neon, quest’opera verrà accesa a partire dal 19 settembre. In città si dipana così un messaggio ideale sopra la loggia affacciata su piazza della Libertà e sotto le finestre neoclassiche. Il suo titolo, “Insieme al mondo piangere, ridere, vivere”è tratto dalle parole di una poesia di Rosita Vicari, che tocca argomenti attuali quali il distanziamento e il desiderio di tornare a riabbracciarci.

L’arte diviene il riflesso di un pensiero condiviso, una fonte di stimoli, domande e riflessioni universali. Oltre all'installazione pubblica che diventa patrimonio della città, il percorso al Museo Civico delle Cappuccine parte dal ciclo di «Bla Bla Bla» in ceramica smaltata, con personaggi pop circondati da bollicine di parole vacue.

Altri neon, tra i quali si segnala una grande sagoma luminosa dell'Italia, realizzati ad hoc, sono dedicati alle geografie toccate dal virus e allontanate fra loro dall’imposizione delle frontiere chiuse. Queste si alternano a dipinti su coperte isotermiche con le regioni italiane unite da una sorte globale, nel dramma dell'isolamento.

Nelle sale del Museo potete incontrare un omaggio alla figura di San Michele Arcangelo reso attraverso un dipinto sempre su coperte isotermiche di grandi dimensioni, e una parete intera, rivestita dello stesso materiale, dipinta con l'iconografia di Adamo ed Eva sotto l'albero della Vita. Le opere sono entrambe accostate a una serie di parole modellate in ceramica, ricollegate al tema della mostra: nel caso del peccato originale e del dolore che ne è derivato, “crying”, segno di condivisione e della presa di coscienza di un fallimento universale; “take care” abbinato alla figura del San Michele, che in quanto difensore della fede protegge e si “prende cura” degli uomini in vista di un destino di redenzione. Queste immagini hanno il loro corrispettivo visibile in vari esemplari inediti di ceramiche, grandi vasi dipinti con gli stessi soggetti degli arazzi.

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