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Giancarlo Cerri. Quando l’orbo ci vedeva bene

Dal 28 ottobre al 15 novembre 2020, Giancarlo Cerri ritorna al Centro Culturale di Milano con una possente antologica dedicata alla forza espressiva del bianco e nero, intitolata “Quando l’orbo ci vedeva bene”.

giancarlo cerri quando orbo ci vedeva bene mostra arte centro culturale di milanoLa mostra rappresenta anche un potente segnale della volontà di ripartenza del mondo dell’arte e della cultura in seguito all’emergenza Covid-19.

Principalmente vuole essere un omaggio alla ricerca essenziale dell’incanto del bianco e nero.

I due “non-colori”, estremità della tavolozza, determinano tensioni emotive fortissime e creano disorientamento.

Giancarlo Cerri. Le opere e la mostra

Artista e grafico pubblicitario sin dagli anni ‘50, Giancarlo Cerri ha attraversato gli anni ’60 e ’70 dell’arte milanese conoscendone alcuni dei principali protagonisti. Per questa mostra l’artista presenta al pubblico 43 opere, per la maggiore disegni su carta, queste sono divise in quattro sezioni: 20 ritratti e nudi femminili, 9 paesaggi e figure morte, 8 sequenze e 6 dipinti di arte sacra. I lavori presentati a Milano nella mostra Quando l’orbo ci vedeva bene, sono stati tutti realizzati tra gli anni ‘60 e il 2004, anno in cui una grave maculopatia lo ha costretto inizialmente a rallentare e poi a fermare per più di 12 anni la propria attività pittorica.

Per Cerri “Il bianco e nero racchiude in sé la struttura portante del quadro futuro. Esprime i valori plastici dell’opera, i suoi significati. Custodisce l’idea, ma può farlo solo se lo sorregge una tecnica esecutiva solida. Ecco perché le etichette “figurativo”, “informale” e “astratto” sono, e nel mio caso più che mai, soltanto le definizioni di un periodo: il disegno resta sempre la base più solida per ogni tipo di pittura”.

Da ciò si evince che il disegno è l’idea prima del colore, l’anima di ogni opera. Solo dopo il disegno, ci potrà essere il “corpo a corpo” con il colore.

A ciò seguono il bianco e nero, i quali sono al tempo stesso sinonimi di purezza, eleganza e assolutezza ma anche due opposti, luce e ombra. Per Giancarlo Cerri però, il nero è un colore onnipresente che lo ha sempre accompagnato nel suo percorso artistico. Il suo uso è mutuato nelle sue opere a seconda dei soggetti, anche perché si parla in realtà di Neri, al plurale, poichè il nero viene rielaborato di volta in volta con l’inserimento dei colori primari rosso, blu e giallo.

Il corpo più ampio delle opere presentate per l’occasione sono 20 disegni su carta e comprendono ritratti di donne e nudi femminili in cui l’uso del nero esalta la sensualità di una curva del corpo o semplicemente di uno sguardo. Sara, Ester, Maddalena... sono questi i nomi di volti e di corpi di donne giovani immortalate con pochissimi tratti, per racchiuderne misteri.

Il secondo gruppo di opere esposto presenta 9 lavori, realizzati tra gli anni ‘60 e ‘80, dei quali 7 su carta  (5 paesaggi e 2 nature morte), e 2 studi su tela (1 cava e 1 foresta). In queste produzioni è evidente la vocazione informale dell’artista, in cui i segni agiscono in decisa sul sistema percettivo dell’osservatore.

Giungiamo alle ultime due sezioni della mostra, composte da 8 sequenze di disegni astratti su tela realizzate negli anni Novanta, e da 6 opere di arte sacra, cinque su tela e un disegno su carta applicato su tavola, nate da quell’11 settembre 2001 che ha colpito e cambiato per sempre l’Occidente.

Il nero mostra come sarà la densità e la forza del quadro negli studi delle Sequenze, mentre nelle opere di arte sacra diventa profondo come una ferita o una crepa, per sottolineare la spiritualità di scene drammatiche e tragiche.

Giancarlo Cerri. Quando l’orbo ci vedeva bene

Dal 28 ottobre al 15 novembre 2020

Centro Culturale di Milano

Largo Corsia dei Servi 4

Orari di apertura: lun-ven 10.00-13.00, 14.00-18.00; sab-dom 15-19

Ingresso libero

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