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I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni a Milano

giochi olimpici mostra milanoI Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni è la mostra ideata in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, aperta fino al 22 marzo 2026 presso la Fondazione Luigi Rovati, a Milano.

Al centro dell'esposizione ci sono la storia, i protagonisti e i valori dei giochi atletici dall'antichità a oggi, in collaborazione con il Museo Olimpico e con il Musée cantonal d'archéologie et d'histoire di Losanna.

Il percorso della mostra

Il viaggio della mostra ripercorre le origini e l'evoluzione dell'ideale olimpico, tra i valori di eccellenza, rispetto e amicizia, dalla Grecia antica e dai giochi che celebravano la pace tra le città, fino alla visione di Pierre de Coubertin, padre delle Olimpiadi moderne, con i principi che animano ancora oggi il Movimento Olimpico.

Divisa in cinque sezioni tematiche tra piano nobile e ipogeo, la mostra affianca reperti archeologici e materiali dei Giochi moderni, tra pratiche sportive, ruolo dell'atleta, disciplina, premi e cerimoniali.

Le competizioni antiche e contemporanee hanno un filo conduttore che lega sport, cultura e ritualità collettiva e, dalle corse di Olimpia alla torcia che attraversa i continenti, il visitatore è guidato in un racconto tra memoria, identità e partecipazione.

Il percorso si apre nell'atrio con la tuta da sci autografata da Alberto Tomba per Nagano 1998 e il costume Scintille di Passione, indossato alla cerimonia inaugurale di Torino 2006.

Nella Sala Azzurra, strigili e unguentari greci ed etruschi sono paragonati ai kit distribuiti agli atleti del XX secolo, da Helsinki 1952 a Innsbruck 1964, per la persistenza di gesti e rituali legati alla preparazione atletica.

Le rappresentazioni di giovani atleti su vasi, lucerne e monete mostrano bene la costruzione dell'immagine pubblica del campione, anticipando le dinamiche mediatiche contemporanee.

Un ambiente particolare è dedicato alla torcia olimpica, da Berlino 1936 a Milano Cortina 2026, simbolo introdotto nel 1936 ed elemento centrale dei Giochi, che rimanda alle lampadoforie greche, mentre manifesti ufficiali e divise nazionali documentano la costruzione dell'identità visiva di ciascuna edizione.

Un ampio spazio è dedicato alle discipline dell’antichità (corsa, salto, disco, giavellotto, lotta e pugilato), attraverso un confronto diretto tra iconografie vascolari e attrezzi moderni: dalla maglia di Usain Bolt alle scarpe da corsa di Michael Johnson, dai guantoni di Pierre de Coubertin alle scarpe di Mijaín López Núñez, fino al giavellotto autografato di Jan Železný. Molti di questi oggetti, donati da grandi campioni, lasciano per la prima volta il Museo Olimpico.

Nel piano ipogeo, la sezione dedicata alla vittoria approfondisce il significato del trionfo, dalle corone di ulivo consacrate a Zeus e dalle anfore panatenaiche alle medaglie moderne introdotte nel 1896, viste come vere opere d’arte.

Il percorso si conclude nel Padiglione d’arte con una timeline fotografica che ripercorre i momenti della storia olimpica, dal 776 a.C. a Milano Cortina 2026.

La Tomba delle Olimpiadi

Per la prima volta in Italia esce dal Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia la Tomba delle Olimpiadi (530–520 a.C.), di competenza del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT). Scoperta nel 1958, alla vigilia delle Olimpiadi di Roma 1960, la tomba ha un nome che deriva dalle scene sportive che ne decorano le pareti e, grazie al progetto di realtà virtuale sviluppato da Skylab Studios, si può esplorarla anche in versione digitale con contenuti interattivi.

I prestiti della mostra

Dal Museo Olimpico di Losanna arrivano medaglie, attestati, fiaccole e attrezzi appartenuti a figure chiave della storia dei Giochi, come i guantoni da boxe di Pierre de Coubertin e la maglia di Usain Bolt (Beijing 2008), esposta per la prima volta a Milano.

Tra i prestiti più significativi ci sono i reperti greci, etruschi e romani provenienti dal Musée cantonal d’archéologie et d’histoire (Losanna), dai Musei Vaticani, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, da altre importanti istituzioni italiane e dalla collezione della Fondazione Luigi Rovati.

Un’attenzione particolare è dedicata al tema dell’inclusione, dal carattere elitario dei giochi antichi alla parità di genere raggiunta a Parigi 2024, che racconta l’apertura dei Giochi a una partecipazione sempre più universale.

La mostra è stata curata da Anne-Cécile Jaccard e Patricia Reymond (Museo Olimpico), Giulio Paolucci (Fondazione Luigi Rovati) e Lionel Pernet (Musée cantonal d'archéologie et d'histoire).

Orari e biglietti

Lunedì: chiuso

Martedì: chiuso

Mercoledì: 10:00 - 19:00

Giovedì: 10:00 - 19:00

Venerdì: 10:00 - 19:00

Sabato: 10:00 - 19:00

Domenica: 10:00 - 19:00

Biglietto intero: 16,00 €

Biglietto ridotto: 12,00 €

Come arrivare

Metropolitana
Linea 1 (rossa) – Fermata Palestro o Fermata Porta Venezia
Linea 3 (gialla) – Fermata Turati o Repubblica
Passante ferroviario – Fermata Repubblica

Tram
Linee 1 – 9 – 19 – 33

Autobus
Linee 61 – 94

BikeMi
Stazioni più vicine: 53 – Palestro, 59 – Palestro 2, 73 – Majno – Baretti, 27 – Porta Venezia.

In auto
Il museo è situato in Area C e il parcheggio a pagamento più vicino è Park Majno, accesso su viale Majno.

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