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Kennedy Yanko. A Milano la mostra Because it’s in my blood

Fino al 20 novembre 2020, nella sede milanese della Galleria Poggiali, lo spirito sovversivo del rame affilato e l’ambiguità percettiva del lattice dalle tinte forti monocrome si manifesta nelle opere di Kennedy Yanko con la mostra Because it’s in my blood.

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Questa mostra rappresenta un omaggio a Betty Davis. Il suo titolo richiama quello della canzone F.U.N.K parte dell’album Nasty Gal del 1975. Betty Davis è stata simbolo di una generazione, icona di emancipazione per le donne e per la comunità afroamericana e con la sua musica, ha espresso la volontà di non dare per scontate le regole imposte da una società basata su principi ingiusti, gridando la sua indipendenza.

Sempre più oggi, è attuale la necessità di essere liberi, di esprimersi senza censure. Censurare significa privarsi, sia individualmente che collettivamente, di crescita e messa in discussione e in gioco.

Negli spazi della galleria milanese, sono esposte sette nuove produzioni, frutto di una ricerca, che l’artista porta avanti da alcuni anni, in relazione alla combinazione di metallo di riuso e lattice dipinto.

Because it’s in my blood presenta opere di dimensioni diverse, dalle più piccole, Jimmie e Space, alla più grande Crow, che occupa una parete intera. I titoli delle opere si ispirano alle parole usate dalla cantante, personificando gli elementi della sua vita e amplificando il rapporto che intercorre tra le opere.

Sebbene il metallo faccia pensare subito all’industria, Yanko lo intende in quanto materiale derivato dalla natura: è composto di atomi e ha la capacità di mutare, trasformarsi e cambiare. Il lattice dipinto, invece, si amplifica la malleabilità del metallo, aumentando la portata di ogni opera. L'osservatore è chiamato così a mettere in discussione quanto vede. Le sculture, fedeli a Betty Davis e a un'influenza surrealista, offrono un’ambiguità irrisolvibile invitandoci a esaminarli e riesaminarli.

In occasione della mostra è disponibile un volume edito dalla Galleria Poggiali, con un testo critico di Cristian Viveros-Fauné, scrittore e curatore newyorchese.

Fino al 20 novembre

Galleria Poggiali

Foro Buonaparte 52 - 20121 Milano

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