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La mostra Inhabiting Without Belonging di Margherita Moscardini

La galleria Renata Fabbri inaugura la collaborazione con Margherita Moscardini attraverso la mostra Inhabiting Without Belonging.

mostra inhabiting without belonging di margherita moscardini renata fabbri arte contemporanea milanoIn esposizione un nucleo di lavori inediti realizzati ad hoc e in dialogo con gli spazi espositivi della galleria.

Inhabiting Without Belonging. La mostra

Una serie di sculture e disegni creati immaginando una Terra non appropriabile, al pari delle porzioni di Alto Mare, tra le poche aree del pianeta definite una risorsa per l’umanità che non sono sottoponibili alla sovranità di alcuno stato. Un bene comune che può essere attraversato e utilizzato a scopi di ricerca e per lo sfruttamento di risorse.

L'artista ha identificato queste aree come vuoti pieni di potenzialità, che da un lato ricordano l’inappropriabilità del pianeta in cui ogni specie è ospite, e dall’altro evidenziano la necessità di un cambio di paradigma  e di pensiero capace di servire questo tempo.

Questo cambiamento può realizzarsi forse, partendo da un’idea di cittadinanza non fondata più sull’appartenenza territoriale, bensì sulla condizione dell’esilio, andando oltre l’idea di spartizione del pianeta in stati nazione e sulla prospettiva della creazione di una cittadinanza universale.

Margherita Moscardini

L’artista indaga le relazioni tra processi di trasformazione di ordine naturale, urbano e sociale di geografie specifiche. La sua pratica verte sul privileggiare progetti a lungo termine con interventi in larga scala, scritti, disegni, sculture e video-documenti. Tra i suoi lavori si citano: Istanbul City Hills_On the Natural History of Dispersion and States of Aggregation (2013), sulla recente trasformazione urbana di Istanbul; 1XUnknown (1942-2018, to Fortress Europe with Love), progetto che racconta parte dei 15.000 bunker della linea difensiva Atlantic Wall: costruita lungo la costa atlantica europea dal Terzo Reich con lo scopo di difendere la Fortezza Europa. Inoltre, l’artista, studia dal 2016 i campi per rifugiati in quanto città dove può essere sperimentata un’altra idea di cittadinanza. Il suo lavoro The Fountains of Za’atari si sviluppa a partire dal campo per rifugiati di Za’atari, nato nel 2012 in Giordania sul confine siriano.

Galleria Renata Fabbri

Orari di apertura Dal martedì al sabato: 15.30 – 19.30. Lunedì su appuntamento.

Si consiglia la visita della mostra con la luce solare. La mostra proseguirà fino al 30 gennaio 2021. L’ingresso sarà limitato nel rispetto delle norme di sicurezza.

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