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Leonardo da Vinci e le donne: ritratti, sguardi e mito della sua vita privata

  • Redazione MilanoFree.it

Ci troviamo di fronte alla biografia di una pop star: la vita di Leonardo da Vinci viene ancora oggi scandagliata come se dovessimo trovare “il segreto”. Ma spesso si dimentica che il Rinascimento non ci ha lasciato diari intimi o chat: ci ha lasciato poche carte, qualche denuncia, tantissima pittura.

Perché ancora parliamo della sua vita privata

Quando si parla di Leonardo, quasi per riflesso si finisce sul tema: «ma era omosessuale?». È una domanda legittima, ma rischia di oscurare il punto: Leonardo ha dipinto le donne in modo nuovo, con una profondità psicologica che i suoi contemporanei non avevano. Questo è il vero fatto storico.

Cosa dicono davvero i documenti del Quattrocento

I documenti sono pochi e frammentari. Il più noto è quello del 9 aprile 1476: il giovane Leonardo (circa 24 anni) viene denunciato a Firenze per sodomia insieme ad altri. La pratica viene archiviata. Punto. Non abbiamo confessioni, non abbiamo lettere d’amore, non abbiamo un “coming out” (nel Quattrocento sarebbe stato impensabile: la sodomia era punita anche con la morte). Quindi parlare di «omosessuale dichiarato» è storicamente eccessivo.

Successivamente emergono pettegolezzi e osservazioni dei contemporanei: Leonardo vive spesso con giovani allievi, li forma, li mantiene. Ma è una situazione frequentissima nelle botteghe d’arte rinascimentali.

Salai e la cerchia degli allievi

Il caso più affascinante è quello di Gian Giacomo Caprotti, detto Salai, che entra nella casa-bottega di Leonardo nel 1494 e di cui Leonardo parla nei suoi appunti per anni. Tra i contemporanei circolavano voci su un rapporto non solo professionale; nei fogli del Codice Atlantico alcuni disegni a soggetto erotico furono effettivamente trovati incollati ad altri fogli quando il codice è stato restaurato. Ma questo ci dice soprattutto una cosa: nell’atelier di Leonardo si disegnava tutto, anche il desiderio, e non sempre lo faceva lui in prima persona.

Le donne di Leonardo: Ginevra, Cecilia, Lisa

Ritratto di Ginevra de' Benci di Leonardo da Vinci Qui sta la vera rivoluzione: Leonardo è il primo che alle donne dà un volto pieno, pensante, non decorativo. Prima di lui molti ritratti femminili sono idealizzati: belli, ma muti. Con Leonardo lo sguardo torna a guardare noi.

- Ginevra de’ Benci: giovane fiorentina, elegante ma non caricata di gioielli. Leonardo la veste semplice per farci guardare il volto. Sul retro c’è il motto “Virtutem forma decorat”: la bellezza decora la virtù, non la sostituisce.

- Cecilia Gallerani, la Dama con l’ermellino: amante di Ludovico il Moro, sì, ma mai ridotta a “l’amante di”. La torsione del busto, lo sguardo di tre quarti e l’animale in braccio la rendono un soggetto vivo. Che l’ermellino possa avere anche una lettura simbolica o persino fallica è stato detto; ma a distanza di secoli la cosa che resta è la sua intelligenza in volto.

- Lisa Gherardini, la Monna Lisa: il ritratto più famoso del mondo è, di nuovo, una donna che pensa. Non è un ornamento.

Leda e il tema dell’erotico

Leonardo non ha paura del corpo femminile. Nel progetto di Leda con il cigno (opera poi dispersa, nota attraverso copie) si spinge a un nudo molto più sensuale di quanto sarebbe stato accettato in certi ambienti milanesi del tempo. Questo non dimostra che “fosse eterosessuale”: dimostra che era un artista curioso di tutte le forme del desiderio e che la sua teoria sull’arte comprendeva anche il movimento del corpo e la sua carica erotica.

Ma allora era omosessuale o no?

La risposta onesta, nel 2025, è: non lo sappiamo per certo e non è il punto. Abbiamo una denuncia per sodomia, abbiamo una vita spesso condivisa con giovani uomini, abbiamo disegni erotici in bottega e abbiamo ritratti femminili di una profondità mai vista. Ridurre tutto questo a “era gay” o “era amatore delle donne” è mettere un uomo del Quattrocento in etichette del XXI secolo.

La cosa che sappiamo con certezza è un’altra: Leonardo ha cambiato il modo di guardare le donne. Prima di lui erano spesso simboli; con lui diventano persone, con una psicologia leggibile, con un carattere. È questo che ci parla ancora oggi.

Dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci
Dama con l’ermellino: non solo bellezza, ma intelligenza e controllo.

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