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Nanda Vigo. Light Project 2020. Il MACTE riapre con una mostra che la ricorda

Ha riaperto da pochi giorni la mostra Nanda Vigo. Light Project 2020, inaugurata lo scorso 29 febbraio e chiusa poco dopo per l’emergenza Covid-19. In ricordo dell’artista scomparsa pochi giorni fa, il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli la ricorda con questo progetto espositivo realizzato dall’artista stessa in prima persona.

nanda vigo light project 2020 macte museo termoli riapre con mostra ricordoLa mostra Nanda Vigo. Light Project 2020

La mostra ripercorre alcuni punti salienti della sua ricerca a partire dagli anni ’70 fino ad oggi. Nanda Vigo, pioniera italiana della sperimentazione tra arte, architettura e design, nel 1976 vinse il Premio Termoli con l’opera Sintagma, realizzata in vetro, specchio e neon. Il titolo di quest’opera fa riferimento al termine coniato da Ferdinand de Saussure per definire “la combinazione di due o più elementi linguistici linearmente ordinati”.

Ben dopo 44 anni, l’opera torna protagonista in quanto chiave interpretativa dell’intera esposizione. I lavori da un lato sono esposti secondo un disegno unitario in armonia con l’architettura del museo e mostrano la relazione tra due gruppi di opere collegati anche dal punto di vista linguistico il cui fil rouge è la luce.

Nanda Vigo. Trigger of the space

Partiamo da Trigger of the space (“innescatori di spazio”), primo gruppo di opere costituito da lavori realizzati secondo la ricerca di “nuovo spazio” e “nuovo tempo”. Vere e proprie sculture di luce composte da riflessioni speculari e due elementi distinti ma inseparabili: trampolini verso nuovi mondi, porte di accesso all’universo sconosciuto e interconnesso.

Il secondo gruppo comprende di opere presenta lavori come Light Progressions, Trilogy: Omaggio a Gio Ponti, Lucio Fontana e Piero Manzoni (1993). Quest’opera in vetro e neon, rappresenta un omaggio a due compagni di viaggio nel lavoro e uno nella vita, due artisti e un architetto, ovvero tre uomini che hanno composto un unico sintagma nella vita di Nanda Vigo.

La mostra Nanda Vigo. Light Project va a fondere così, tutte le opere presenti inserendole all’interno di un discorso unitario. Al MACTE, lo spazio della stanza circolare, ora buio, viene illuminato dalla luce delle sue opere e ci immerge in un percorso, un viaggio unico nell’universo dell’artista, composto da ricerca e vita, da esperienze e aspirazioni alla conoscenza.

Nanda Vigo. L’artista

Nanda Vigo (Milano, 1936 – 2020) inizia ad esporre le sue opere in gallerie e musei in Europa e in Italia a partire dal 1959. Prenderà parte al Gruppo Zero e realizzerà diverse collaborazioni con Gio Ponti e Lucio Fontana, fino a quando nello studio di quest’ultimo a Milano, curerà la mostra leggendaria “ZERO avantgarde”.

Nanda Vigo ha lavorato durante tutta la sua carriera un rapporto interdisciplinare e innovativo tra arte, design, architettura, ambiente, occupandosi di diversi progetti sia in veste di artista che di architetto che di designer.

L’attenzione e la ricerca nell’ambito dell’Arte, l’ha spinta ad aprirsi a collaborare con personalità iconiche del nostro tempo e a intraprendere e occuparsi di progetti espositivi come la mostra “ITALIAN ZERO & avantgarde 60’s” al MAMM Museum di Mosca nel 2011.

Espone, nel 2014/2015, al Guggenheim Museum di New York, al Martin-Gropius-Bau di Berlino e allo Stedelijk Museum di Amsterdam nelle retrospettive dedicate a ZERO. In quegli anni, tra il 2013 e l’inizio del 2016 realizza anche varie mostre personali tra cui si segnalano “Nanda Vigo Lights Forever” alla Galleria Allegra Ravizza (Lugano), “Affinità elette” al Centro San Fedele di Milano e alla Fondazione Lercaro di Bologna, “Zero in the mirror” alla Galleria Volker Dhiel di Berlino, oltre a quella più recente “Nanda Vigo” alla galleria Sperone Westwater di New York.

Nella sua carriera ha partecipato alla XXI Triennale (21st Century. Design After Design) e ha presentato la sua prima opera monumentale, “Exoteric Gate”, nel 2016, esposta nel cortile Ca’ Granda dell’Università degli Studi di Milano.

Ma ancora, è nel 2017 che partecipa alla mostra “Fantasy access code” svoltasi a Palazzo Reale di Milano e al K11 Museum di Shanghai in collaborazione con Alcantara e alla mostra “Lucio Fontana. Ambienti/ Environment” negli spazi di Pirelli Hangar Bicocca di Milano.

Proseguiamo con le mostre “Arch/arcology” al Maxxi di Roma in collaborazione con Alcantara, la personale “Sky Tracks” presso la Galleria San Fedele di Milano e “Global Chronotopic Experience” nello Spazio San Celso di Milano. Tra le altre mostre collettive a partire da 2018  “Welt ohne Außen - Immersive Spaces since the 1960s” al Martin-Gropius-Bau di Berlino, “Opere aperte - 1955-1975” alla Fundació Catalunya La Pedrera di Barcellona, “Zero” al MONA Museum di Hobart in Tasmania, “Multiforms” a Palazzo Rocca Contarini Corfù di Venezia e “100% Italia” al Museo Ettore Fico di Torino.

Giungiamo al 2019 con la personale “Nanda Vigo - Light Project” a Palazzo Reale, Milano, e le collettive “Object of desire: Surrealism and Design” al Vitra Design Museum e “Mondo Mendini — The World of Alessandro Mendini”, Groninger Museum, Groninger.

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