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Nelmarie Du Preez. La mostra da Ribot a Milano

Negli spazi della galleria milanese Ribot è in corso la prima mostra personale in Italia di Nelmarie Du Preez. Esposta una selezione di opere recenti che trasportano l’osservatore in un universo alternativo, costellato di dispositivi robotici che mettono in discussione il rapporto tra l'uomo e la tecnologia.

nelmarie-du-preez-la-mostra-da-ribot-gallery-galleria-arte-milano-tiziana-leopizziIl titolo Atmosphere for Anticipation di questa mostra svela l’interesse dell’artista verso il concetto di “previsione”, qui intesa come vera e propria disciplina che utilizza il futuro nel suo processo decisionale reale, implicando un’azione e un movimento.

È proprio da queste ricerche che nasce Project 01: The Movement, installazione collocata al primo piano della galleria, pensata e realizzata appositamente per l’occasione. Una vera e propria ricostruzione di un luogo di culto del futuro lasciato abbandonato su Marte, animato da elementi dall'alto valore simbolico: totem celebrativi, il vessillo di un movimento para-religioso, le reliquie utilizzate in vari rituali che emergono dalla sabbia arancione e una mano robotica dalle fattezze umane posta simbolicamente al centro dell’opera e intenta a tamburellare le dita sul pianeta ormai in uno stato di emergenza. Un ambiente straniante, idealmente costruito da una setta devota al culto del progresso e consacrato alla figura di un profeta, tecnologo e innovatore, in cui risuonano mantra dedicati all'evoluzione.

Questo immaginario, rappresenta l’emblema di tutti quei personaggi operanti nell'ambito dello sviluppo tecnologico, che generano una sorta di venerazione intorno a sé. È come se attivassero un sistema di pensiero affine a quello religioso e settario, coinvolgendo nella realizzazione delle proprie idee tante altre persone, al punto da condizionare le aspettative e, determinarne il modo in cui tutti spendiamo denaro e risorse.

A completamento della mostra sono collocate in diversi spazi alcune opere precedenti, di Nelmarie Du Preez che non solo svelano l’evoluzione della sua ricerca ma sottolineano alcune peculiarità del suo linguaggio artistico: la costruzione di ambienti veri e propri, capaci di far immergere in un futuro surreale, in costante equilibrio tra tragedia e commedia.

Al piano inferiore Autonomous Times (2015) e, su di uno schermo posto volutamente a latere di Project 01: The Movement, selezione di quattro video appartenenti alle serie Loops of  Relation (2013) e A Continuation (2016). La prima è un’opera articolata che combina performance, video e installazione per analizzare le dinamiche alla base della relazione simbiotica uomo/tecnologia.

La selezione dei video proposti mostra invece come, dalle prime performance (to stab e to hit, 2013) realizzate in coppia con GUI, un dispositivo progettato e programmato dalla stessa artista e ispirate alle celebri azioni del duo Abramović-Ulay, il linguaggio di Du Preez e i suoi riferimenti si emancipino dal modello, fino a trovare la piena autonomia immaginativa riscontrabile nei video  to shoot e to collide del 2016.

Per la mostra Atmosphere for Anticipation, inoltre, Nelmarie Du Preez ha realizzato uno special project in cui si ritrova l’essenza del suo lavoro eclettico: una piccola scultura in argilla, dotata di componenti robotiche, che si attiva a contatto con il tocco umano. 

Tiziana Leopizzi

Nelmarie Du Preez. Atmosphere for Anticipation

Fino al 2 febbraio 2019

RIBOT arte contemporanea

via Enrico Nöe 23 - 20133 Milano

Orari: da martedì a venerdì / dalle ore 15 alle 19.30; sabato dalle 11.30 alle 18.30; anche su appuntamento

Ingresso libero

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