Polittico di Monte San Martino a Palazzo Marino: mostra Natale 2025

Ogni inverno Milano ha il suo “dono di Natale” a Palazzo Marino: un capolavoro dell’arte italiana esposto gratuitamente nella scenografica Sala Alessi. Per il Natale 2025 protagonista è il Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli, una straordinaria “macchina d’altare” del Quattrocento che lascia raramente la chiesa marchigiana di origine per arrivare nel cuore di Milano.
La mostra rinnova un appuntamento ormai tradizionale per i milanesi: un’opera unica, ingresso libero, forte valore simbolico e una narrazione che unisce la città a un altro territorio italiano, in questo caso le Marche, da cui il polittico proviene.
Cos’è il Polittico di Monte San Martino
Il Polittico di Monte San Martino è un grande altare dipinto, realizzato intorno al 1490 per la chiesa di San Martino vescovo a Monte San Martino, in provincia di Macerata. L’opera è attribuita ai fratelli Carlo e Vittore Crivelli e viene considerata l’unico caso in cui i due artisti lavorano davvero “a quattro mani” sulla stessa pala, con parti riconducibili all’uno e all’altro.
Il polittico è imponente: una struttura lignea con dieci tavole dipinte e una predella in basso decorata con Cristo e gli apostoli. L’insieme è un tripudio di ori, rilievi, decorazioni minuziose, volti intensi e dettagli quasi “gotici” che raccontano bene l’anima più visionaria del Rinascimento.
Date, orari e informazioni pratiche sulla mostra
La mostra “Il Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli” è allestita nella Sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, in piazza della Scala 2.
- Date: dal 3 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026.
- Orari: apertura tutti i giorni indicativamente 9.30 – 20.00, con ultimo ingresso circa 30 minuti prima della chiusura. Sono previste alcune giornate con orari ridotti (ad esempio il 7 dicembre mattina) e aperture pomeridiane speciali il 25 dicembre e in alcune festività: conviene verificare gli orari aggiornati prima della visita.
- Ingresso: gratuito, senza biglietto. L’accesso avviene in genere con coda regolata all’ingresso di Palazzo Marino.
- Informazioni: numero verde dedicato (come indicato sulle comunicazioni ufficiali) e pagina “Mostra Palazzo Marino” del Comune di Milano.
La mostra è prodotta e promossa dal Comune di Milano, dall’Arcidiocesi di Fermo e da Intesa Sanpaolo, con il coordinamento di Palazzo Reale e Gallerie d’Italia, in collaborazione con la parrocchia di Monte San Martino e Civita Mostre e Musei. L’iniziativa rientra nel programma dell’Olimpiade Culturale in vista di Milano Cortina 2026.
Carlo e Vittore Crivelli: i fratelli del “Rinascimento segreto”
I fratelli Carlo e Vittore Crivelli sono pittori del Quattrocento, originari dell’area veneziana, che lavorano soprattutto tra le Marche e la costa adriatica. La loro pittura è lontana dall’immagine “classica” del Rinascimento toscano: qui prevalgono fondi dorati, rilievi, dettagli quasi fiamminghi, sguardi intensi, trame di broccati e una luce che rimbalza sulle superfici.
Per lungo tempo Carlo è stato quasi dimenticato dalla storiografia ufficiale, e solo tra Ottocento e Novecento viene riscoperto come protagonista di una via alternativa al Rinascimento “all’italiana”, più visionaria e decorativa. Nel Polittico di Monte San Martino gli studiosi riconoscono interventi di entrambi i fratelli: alcune figure sono attribuite a Carlo, altre a Vittore, con differenze di stile che raccontano bene le loro personalità artistiche.
Com’è fatto il Polittico: struttura, santi e dettagli da non perdere
Il Polittico è costruito su due registri principali più la predella. Al centro del registro inferiore si trova la Madonna col Bambino, circondata da santi a figura intera, tra cui san Nicola, san Michele Arcangelo, san Giovanni Battista e san Biagio. Nel registro superiore compaiono a mezza figura san Giovanni Evangelista, san Martino, san Giacomo e Santa Caterina d’Alessandria, con al centro la Pietà.
In basso, la predella raffigura Cristo benedicente circondato dagli apostoli in una sequenza di piccole tavole centinate che ricordano una loggetta continua. È un dettaglio da guardare con calma, perché concentra in poche figure la capacità narrativa dei Crivelli.
Tra i particolari da non perdere:
- le vesti ricamate dei santi, con decorazioni a rilievo e passaggi di luce sulle trame;
- le cornici in oro che incorniciano ogni pannello come piccoli scrigni;
- i volti intensi, talvolta spigolosi, con sguardi che sembrano quasi uscire dalla tavola;
- gli oggetti simbolici (spade, libri, corone, palme del martirio) che raccontano la storia di ciascun santo;
- la costruzione architettonica dell’altare, complessa e scenografica, che dialoga con lo spazio fastoso di Sala Alessi.
Per chi ama riconoscere “le mani” degli artisti, la mostra è un’occasione per confrontare le parti attribuite a Carlo (più incisive e vibranti) con quelle di Vittore (più morbide e regolari), in quello che viene considerato il loro unico lavoro realmente condiviso.
Perché è un evento speciale per Milano (e per le Marche)
Il Polittico di Monte San Martino è un’opera che quasi mai lascia la sua chiesa nelle Marche: in oltre cinque secoli è stata spostata solo pochissime volte per grandi mostre, l’ultima delle quali a Venezia negli anni Sessanta, prima dell’arrivo a Milano.
La mostra di Natale 2025 a Palazzo Marino è quindi:
- un evento raro per vedere dal vivo un capolavoro del Rinascimento marchigiano;
- un ponte simbolico tra Milano e un piccolo borgo dell’Appennino, Monte San Martino, che custodisce nella chiesa parrocchiale alcune delle opere più importanti dei Crivelli;
- un tassello del dialogo tra città italiane promosso dall’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, che valorizza il patrimonio diffuso sul territorio nazionale.
Per Milano, la mostra conferma il ruolo di Palazzo Marino come luogo dove l’arte entra in contatto diretto con i cittadini: niente biglietto, niente barriere, solo una coda ordinata in piazza della Scala e la possibilità di trovarsi a pochi centimetri da un capolavoro che normalmente vive in un contesto di provincia.
Consigli di visita e cosa abbinare in zona
Qualche suggerimento pratico per organizzare la visita:
- Quando andare: se possibile, scegli un giorno feriale al mattino, quando le code sono generalmente più contenute rispetto ai weekend di dicembre.
- Durata: calcola almeno 30–40 minuti per entrare, leggere i pannelli e osservare con calma i dettagli.
- Accessibilità: l’allestimento è pensato per accogliere un pubblico ampio, con materiali esplicativi che aiutano anche chi non è esperto di storia dell’arte.
- Cosa vedere prima o dopo: sei a due passi dal Teatro alla Scala, da Galleria Vittorio Emanuele, dal Duomo e dalle Gallerie d’Italia – Piazza Scala, che spesso propongono mostre collegate ai temi del Rinascimento o della grande pittura italiana.
Se ami l’arte, può essere l’occasione per costruire un piccolo itinerario di Natale culturale tra Piazza Scala, Duomo e i musei della zona, magari con una sosta in uno dei caffè storici del centro.
FAQ sulla mostra al Palazzo Marino
La mostra è davvero gratuita?
Sì, l’ingresso alla mostra di Natale a Palazzo Marino è sempre gratuito. Non è previsto un biglietto, ma potresti dover attendere alcuni minuti in coda, soprattutto nei weekend e nei giorni festivi.
Serve la prenotazione?
In linea di massima l’accesso avviene senza prenotazione, con ingressi regolati dal personale di sala. Eventuali cambiamenti (turni di visita, prenotazioni obbligatorie per gruppi o scuole) vengono comunicati sui canali ufficiali del Comune di Milano e dei partner della mostra.
Si possono fare foto al Polittico?
Di solito nelle mostre di Natale a Palazzo Marino è consentito scattare foto senza flash, ma le regole possono cambiare in base agli accordi con i prestatori dell’opera. Meglio verificare i cartelli all’ingresso o chiedere al personale in sala.
È adatta anche a chi non è esperto di arte?
Sì. L’allestimento prevede pannelli introduttivi chiari, testi sintetici e un racconto che aiuta a seguire la storia del polittico e dei Crivelli. È una buona occasione per avvicinarsi al Rinascimento da un punto di vista meno “scolastico” e più sorprendente.
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