Ragnar Kjartansson. The Sky in a Room

Dal 22 settembre al 25 ottobre 2020, ogni giorno, diversi cantanti professionisti si alterneranno, uno alla volta, all’organo della Chiesa di San Carlo al Lazzaretto, chiamata anche San Carlino, per eseguire un arrangiamento etereo di Il cielo in una stanza, celebre canzone di Gino Paoli, la quale verrà ripetuta ininterrottamente per sei ore al giorno, come una ninna nanna infinita.
 
ragnar kjartansson the sky in a room mostra milano fondazione trussardiCome spiega l’artista, “Il cielo in una stanza è l'unica canzone che conosco che rivela una delle caratteristiche fondamentali dell'arte: la sua capacità di trasformare lo spazio. In un certo senso, è un'opera concettuale. Ma è anche una celebrazione del potere dell'immaginazione – infiammata dall'amore – di trasformare il mondo attorno a noi. È una poesia che racconta di come l'amore e la musica possano espandere anche lo spazio più piccolo, fino ad abbracciare il cielo e gli alberi... L'amore sa leggere ciò che è scritto sulla stella più lontana, diceva Oscar Wilde.”
 
Tra video, performance, musica e pittura, nelle opere di Ragnar Kjartansson si alternano diversi medium per produzioni connotate da una profonda malinconia. Le sue opere spesso si ispirano alla tradizione teatrale e della letteratura nordica del Novecento, con riferimenti riconducibili all’opera di, tra gli altri, Tove Janson, Edvard Munch, Halldór Laxness e August Strindberg.
 
Ragnar Kjartansson è cresciuto all’interno di un contesto musicale e artistico colto: i suoi genitori sono attori teatrali di successo, la sua madrina è una cantante folk professionista, senza contare che quando era ancora adolescente, l’artista ha intrapreso la carriera di musicista insieme a diversi gruppi, come i Kanada, i Kósý, e i Trabant, con cui gira in tournée in Islanda e a livello internazionale.

È dal 2007 che inizia a dedicarsi interamente alle arti visive, pur mantenendo centrali nelle sue opere i rapporti con la musica e con il teatro intesi in quanto strumenti espressivi e universi sentimentali. Quello che vi si può ritrovare nelle sue opere è nello specifico la ripetizione di suoni e gesti, elemento principale nelle sue composizioni e coreografie. Queste sono state spesso descritte come forme di riflessione e di meditazione in cui frasi, ritornelli e arie musicali vengono trasformate in toccanti litanie e mantra ipnotici.
 
Rendendosi conto della propria solitudine e soffrendo per le persone perse nella lotta contro la pandemia, durante i mesi trascorsi nelle proprie abitazioni, accanto ai propri cari o lontano dai familiari e dagli affetti, la performance di Kjartansson diviene in qualche modo un memoriale poetico contemporaneo. Un monumento e un’orazione civile in ricordo di questi mesi dolorosi trascorsi a immaginare il cielo in una stanza e a sognare e sperare in nuovi modi per stare insieme, oltre la solitudine e l’isolamento.
 
The Sky in a Room viene messa in scena nella Chiesa di San Carlo al Lazzaretto, poiche si tratta di un luogo la cui storia è legata intimamente a precedenti epidemie: dalla peste del 1576 a quella del 1630, citate e resa celebre da I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

La Chiesa di San Carlo al Lazzaretto

La chiesa fu progettata da Pellegrino Tibaldi su commissione del cardinale Carlo Borromeo nel 1576, inizialmente concepita come un altare da campo nel centro del Lazzaretto edificato dall’architetto Lazzaro Palazzi. La chiesa era originariamente aperta su tutti i lati per permettere ai malati di assistere alle funzioni pur rimanendo all’esterno. In seguito, tra il ‘700 e l’800, fu trasformata dall’architetto Giuseppe Piermarini. Ad oggi, dopo quasi cinque secoli di trasformazioni, il San Carlino è un luogo che racconta la storia di Milano e dei suoi cittadini attraverso profonde stratificazioni.
 
The Sky in a Room di Ragnar Kjartansson è parte di una serie di progetti realizzati dalla Fondazione Nicola Trussardi dal 2013: mostre temporanee, incursioni, performance e interventi pop-up che hanno portato a Milano artisti internazionali tra cui Ibrahim Mahama, Gelitin, Jeremy Deller, Sarah Lucas, Darren Bader e Stan VanDerBeek.
 
Ragnar Kjartansson. The Sky in a Room
 
a cura di Massimiliano Gioni

22 settembre – 25 ottobre 2020
Chiesa di San Carlo al Lazzaretto
Largo fra’ Paolo Bellintani 1, Milano

#TheSkyInARoom
#FondazioneNicolaTrussardi

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