Murale di Enzo Jannacci in via Ardigò: storia e dove si trova

"El purtava i scarp del tennis, el parlava de per lu, rincorreva già da tempo un bel sogno d'amore."
In via Ardigò, a due passi dalla stazione ferroviaria di Forlanini, un grande murale dedicato a Enzo Jannacci è lì dal 3 ottobre 2015 — e c'è ancora oggi. Si intitola "El purtava i scarp del tennis", come una delle canzoni più amate del cantautore milanese, ed è una delle tappe più riuscite del percorso di arte urbana dedicato alla sua memoria.
L'opera e il suo significato
Il murale misura circa 50 metri per 4 e ritrae Enzo Jannacci con tratti stilizzati e forti contrasti cromatici, capaci di restituire quell'espressione insieme malinconica e ironica che ha reso indimenticabile il cantautore.
La scelta della location non è casuale: nel testo di "El purtava i scarp del tennis" Jannacci canta proprio dello "stradun per andare all'Idroscalo", un riferimento diretto a questa porzione di periferia est milanese. Dedicare il murale a via Ardigò significa quindi riportare la canzone nei luoghi che l'hanno ispirata.
L'opera fu realizzata grazie al sostegno di MM Spa e voluta dal Comune di Milano. All'inaugurazione, insieme all'allora assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran e al direttore generale di MM Spa Stefano Cetti, era presente anche Paolo Jannacci, figlio del cantautore.
Denis Ascanio, il pittore cubano di Milano
L'autore del murale è Denis Ascanio (conosciuto anche come Ascanio Cuba), pittore, muralista e serigrafo diplomato all'Accademia delle Belle Arti di Santiago de Cuba. Dopo un periodo all'Avana, si è trasferito a Milano, dove è diventato uno degli street artist più attivi della città.
Secondo il racconto dello stesso artista, fu la presidente di Zona 4 dell'epoca, Rossella Traversa, a vederlo lavorare a un altro murale a Rogoredo e a proporgli l'opera dedicata a Jannacci — un cantautore che Ascanio, arrivato da poco a Milano, non conosceva ancora. Studiandone la storia, l'artista ha raccontato di essersi ritrovato in un dettaglio personale: come Paolo Jannacci aveva seguito le orme del padre musicista, anche lui aveva seguito la carriera del proprio.
Ascanio ha firmato altri interventi noti in città, tra cui un murale lungo il Naviglio Martesana e un contributo al progetto di riqualificazione del Naviglio Grande presso il Circolo dell'Amicizia.
Il "Muro del Viaggiatore", l'opera gemella
Lo stesso giorno, sempre a firma di Ascanio, fu inaugurato in via Ardigò anche un secondo murale: il "Muro del Viaggiatore", che raffigura l'essere umano contemporaneo in movimento. Il treno, elemento centrale dell'opera, diventa il simbolo di un destino comune che unisce le persone proiettandole verso il futuro — un tema scelto non a caso per una parete affacciata sulla ferrovia.
Il percorso Jannacci di Zona 4
Il murale di via Ardigò è solo una tappa di un progetto più ampio promosso dalla Commissione Cultura della Zona 4, pensato per far rivivere i luoghi legati alla memoria musicale di Jannacci attraverso murales e targhe commemorative, su edifici sia pubblici che privati.
Il percorso ha toccato anche viale Corsica, piazzale Martini, via Lomellina e piazzale Susa. Alla stazione di Rogoredo, in particolare, un vecchio tunnel degradato è stato trasformato in una piccola opera d'arte, inaugurata con una festa di quartiere e la mostra "La mia gente, Enzo Jannacci, canzoni a colori": illustrazioni di fumettisti ispirate ai personaggi delle canzoni del cantautore.
#bellamilano: l'arte nelle periferie
Il percorso Jannacci si inserisce in un insieme più ampio di interventi legati all'hashtag #bellamilano, nato dalla collaborazione tra associazioni di cittadini e istituzioni comunali per valorizzare il volto meno noto della città: le periferie.
Da questa spinta sono nati diversi percorsi urbanistici, culturali e ambientali dedicati a quartieri talvolta considerati semplici "dormitori", che l'arte pubblica ha contribuito a rendere più vivi — non solo dal punto di vista estetico, ma anche come occasione di maggiore coesione sociale per chi ci abita.
Dove si trova e come arrivarci
- Indirizzo: via Ardigò, nei pressi della stazione ferroviaria di Forlanini
- Come arrivare: stazione Forlanini (Passante ferroviario, linea S5), oppure zona Lambrate, a breve distanza
- Ingresso: libero, il murale è visibile dalla strada in ogni momento
Chi vuole approfondire può abbinare la visita a un giro più ampio nella zona: a breve distanza si trovano altri interventi di street art che compongono un piccolo itinerario nell'arte urbana di Milano est.
Domande frequenti
Il murale di Jannacci esiste ancora?
Sì, è ancora visibile in via Ardigò, vicino alla stazione Forlanini, a distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del 2015.
Chi ha dipinto il murale?
Il pittore cubano Denis Ascanio (Ascanio Cuba), diplomato all'Accademia delle Belle Arti di Santiago de Cuba e trasferitosi a Milano, dove è diventato uno degli street artist più attivi della città.
Perché il murale si trova proprio in via Ardigò?
Perché nella canzone "El purtava i scarp del tennis" Jannacci fa riferimento allo "stradun per andare all'Idroscalo", che passa proprio in questa zona della periferia est di Milano.
Quanto è grande l'opera?
Circa 50 metri di lunghezza per 4 di altezza.
Ci sono altri luoghi dedicati a Jannacci a Milano?
Sì, il percorso promosso da Zona 4 tocca anche viale Corsica, piazzale Martini, via Lomellina, piazzale Susa e un tunnel riqualificato alla stazione di Rogoredo.
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