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Vermeer, La donna con il liuto dal Metropolitan Museum

È esposta fino al 9 febbraio 2017, per la prima volta a Napoli, al Museo di Capodimonte, La donna con il liuto del pittore olandese Jan Vermeer (Delft, 1632 – 1675) proveniente dal Metropolitan Museum di New York.

vermeer la donna con il liuto dal metropolitan museum new york in mostra museo di capodimonte napoli tiziana leopizziUna mostra gratuita inclusa nel prezzo del biglietto, come dal volere del direttore del Museo Sylvain Bellenger. L’esposizione del capolavoro ha da subito riscosso grande successo e entusiasmo da parte dei visitatori, i quali hanno anche provato l’app, gratuita e già disponibile per dispositivi iOS e Android, dedicata alle opere in mostra.

L’app dedicata alla mostra, con l’Image Recognition consente non solo di avere informazioni dettagliate sulle opere esposte, ma consente di avere accesso a una serie di contenuti multimediali, approfondimenti e video che si possono consultare anche una volta usciti dal museo.

Nel percorso affiancano il prezioso dipinto La donna con il liuto, opera del massimo esponente della pittura olandese del XVII secolo, due elementi chiave dello sviluppo narrativo dell’opera di Vermeer: il liuto e la carta geografica.

Il liuto presentato da Vermeer sembra essere un esemplare alla francese a 11 ordini. Lo strumento raffigurato, siccome il cavigliere e il numero di corde non sono ben visibili potrebbe essere identificato anche con un antico liuto rinascimentale a un numero inferiore di ordini, tuttavia in uso soltanto fino ai primi decenni del XVII secolo, in Francia fino al 1640 circa, e all’epoca in cui fu realizzato il dipinto del tutto obsoleto. Date queste considerazioni si è giunti ad accostare al dipinto di Vermeer un esemplare del 1644, del costruttore parigino Jean Des Moulins, appartenente alle collezioni del Musée Instrumental du Conservatoire di Parigi, custodito presso il Museo della Cité de la Musique.

La carta geografica esposta (Europa recens descripta, recita il cartiglio in alto a destra), restaurata per l’occasione, è quella edita postuma da Willem Blaeu, inserita nel suo Theatrum Orbis Terrarum, sive, Atlas Novus (1644) e conservata dalla Società Napoletana di Storia Patria.

L’incisione si riferisce alla stampa di Hondius del 1623, corredata dalle vedute di Amsterdam, Praga, Costantinopoli, Venezia, Roma, Parigi, Londra, Toledo e Lisbona, nella parte superiore, mentre lateralmente sono rappresentati gli abiti maschili e femminili delle principali popolazioni europee (Angli, Galli, Belgi, Ungari, Boemi, Castigliani, Veneziani, Germani, Polacchi, Greci).

In un’altra sala del Museo, inoltre, sono esposti altri 4 dipinti, parte dell’immensa e prestigiosa collezione del Museo di Capodimonte, che rappresentano donne suonatrici: l’Autoritratto alla spinetta di Sofonisba Anguissola (Cremona 1532 – Palermo 1625) datato circa 1559; la Santa Cecilia in estasi di Bernardo Cavallino (Napoli 1616 – 1656 ca) del 1645; la Santa Cecilia al clavicembalo di Francesco Guarino (Sant’Agata Irpina 1611 – Solofra 1654) del 1650 circa e la Santa Cecilia all’organo e angeli musicanti e cantori di Carlo Sellitto (Napoli 1581 – 1614) del 1613 circa.

Importanti opere del Seicento che presentano donne musiciste, che porranno l’accento sulla differente resa: soggetti analoghi ma pienamente inseriti in un contesto devozionale, per comprendere come, nello stesso giro di anni, dipinti con soggetti di donne musiciste potevano avere valenze differenti.

Tiziana Leopizzi

Museo di Capodimonte

via Miano 2 – 80131 Napoli

Il Museo di Capodimonte è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 8.30 alle 19.30. L’ultimo ingresso consentito è alle 18.30. Le operazioni di chiusura del Museo e deflusso dei visitatori verso l’uscita iniziano alle 19.00.

Biglietti: € 8 intero; € 4 ridotto per visitatori di età compresa tra 18 e 24 anni

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