Vincenzo Agnetti. Autoritratti Ritratti Scrivere

Fino all’8 marzo 2020, BUILDING presenta la mostra Vincenzo Agnetti. Autoritratti Ritratti, Scrivere Enrico Castellani Piero Manzoni a cura di Giovanni Iovane.

vincenzo-agnetti-autoritratti-ritratti-scrivere-mostra-milano-building-chiostri-sant-eustorgio-tiziana-leopizzi“Io scrivo delle cose dalle quali ricavo i miei quadri che a loro volta sono di stimolo per altri scritti…”. Vincenzo Agnetti, Corriere della Sera, febbraio 1972

Suddivisa nelle sezioni Autoritratti Ritratti e Scrivere, la mostra si sofferma su una selezione di opere dell’artista che comprendono i celebri “feltri” e molti altri lavori tra cui Identikit (1973), Autotelefonata (No) (1972) e Elisabetta d’Inghilterra (1976), opere in cui l’artista sperimenta con originalità il genere del ritratto e il celebre Quando mi vidi non c’ero (1971), opera dedicata al tema dell’autoritratto con Il suonatore di fiori (1982), ultima sua opera di Agnetti rimasta incompiuta.

Dopo aver stretto un sodalizio culturale con Piero Manzoni ed Enrico Castellani, Vincenzo Agnetti contribuì a partire dagli anni ‘60, all’indagine critica sul loro lavoro artistico con testi caratterizzati dal suo stile di scrittura peculiare, ovvero a metà fra poesia e analisi critica.

Torniamo alla mostra e partiamo con la prima sezione intitolata Scrivere: qui sono esposte una serie di opere di Castellani e Manzoni legate alla ricerca di Agnetti. Tra queste si segnalano Litografia originale (1968), in cui da un lato c’è l’opera di Castellani (recto) e dall’altro un testo con diagramma di Vincenzo Agnetti (verso).

Di Piero Manzoni invece sono visibili le “tavole di accertamento” e le “linee”, accanto a lavori affini al tema del ritratto, come la Base magica (1961), modello di “scultura vivente” dal carattere performativo.

Ritrarre è un’azione: un verbo, che deriva dal latino retrahĕre, ossia tirare indietro ed esprime un “atto negativo” che Agnetti, inserisce sia linguisticamente che in quanto azione performativa all’interno della sua opera artistica. In questa pratica, che consiste in una dialettica negativa “scrittura - opera - scrittura”, l’atto del ritrarre assume un ruolo importante grazie al suo significato negativo di recupero e sottrazione allo stesso tempo.

La parte finale della mostra consiste in una sezione più documentaria attraverso l’esposizione di testi e fotografie che raccontano il rapporto complesso “scrittura - opera - scrittura” di Agnetti, per il quale la “scrittura – opera” si differenzia rispetto agli Statements degli artisti concettuali.

Da questo concetto, un’opera come l’autoritratto Quando mi vidi non c’ero è da intendersi, per usare un termine di John Langshaw Austin, filosofo del linguaggio, come uno speech act.

Nella serie dei “feltri”, Agnetti agisce con una sperimentazione artistica in cui l’opera e la scrittura assumono un nuovo valore che va a superare la canonica definizione di pratica “concettuale”, per diventare vera performance. Parte di questo progetto espositivo sono anche le performances di Italo Zuffi, create dall’artista ad hoc per l’occasione, e partono dalla volontà di attivare, una riflessione sui concetti di ritratto e traduzione pur sottolineando l’aspetto performativo dell’opera di Agnetti.

Anche per questo progetto BUILDING ha previsto un’estensione della mostra in città. Alcune opere infatti, fra le più mistiche di Agnetti, come Ritratto di Dio (1970) o Apocalisse (1970), sono esposte in alcuni spazi dei Chiostri di Sant’Eustorgio.

L’esposizione è anche accompagnata da un programma di lectures e seminari di approfondimento. Il catalogo, edito da BUILDING, invece comprende testi del curatore Giovanni Iovane, di Marco Meneguzzo, di Rosalia Pasqualino di Marineo, di Gaspare Luigi Marcone, di Marco Senaldi, di Federico Sardella e un’intervista inedita risalente agli anni ‘70 di Tommaso Trini all’artista.

Questa mostra è realizzata in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti, la Fondazione Piero Manzoni e la Fondazione Enrico Castellani, e con il supporto della galleria Osart, della Collezione La Gaia e di collezioni private.

Tiziana Leopizzi

Vincenzo Agnetti. Autoritratti Ritratti Scrivere

Enrico Castellani Piero Manzoni con performances di Italo Zuffi

Fino all’8 marzo 2020

BUILDING

Via Monte di Pietà 23, Milano

martedì - sabato, 10 - 19

CHIOSTRI DI SANT’EUSTORGIO

Piazza Sant’Eustorgio 3, 20122 Milano

lunedì - domenica, 10 - 18

Biglietto: €6, ridotto €4

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