FAG/STAG al Teatro Filodrammatici: amicizia e mascolinità in scena
FAG/STAG – Amici di genere è una commedia che affronta la mascolinità senza moralismi e senza cliché. Due uomini, un eterosessuale e un omosessuale, alle prese con l'età adulta che avanza e un videogioco da cui non riescono a staccarsi. Al Teatro Filodrammatici fino al 24 maggio.
Una commedia sulla mascolinità vista da un'angolazione diversa
Il punto di partenza è insolito: non una denuncia del patriarcato, ma una esplorazione curiosa e affettuosa di cosa significhi essere uomini oggi. La mascolinità viene affrontata indipendentemente dalle scelte sessuali — e questo è già un dato interessante. Grammy è omosessuale, Ludo è eterosessuale. La differenza, che nella società sembra generare barriere, tra loro non ne ha create. Anzi: è proprio da questa differenza che nascono i confronti più franchi, le battute più taglienti, e alla fine un affetto genuino.
Il testo è dell'australiano Jeffrey Jay Fowler con Chris Isaacs, originariamente ambientato a Perth. La versione in scena ai Filodrammatici, con la regia di Gabriele Colferai, è stata adattata e trasferita a Milano.
FAG/STAG: cosa significa il titolo
È un gioco di parole costruito su due termini. Fag hag è il modo informale per definire una donna il cui migliore amico è gay. Stag indica il maschio single. FAG/STAG combina i due concetti: due uomini soli, senza una relazione stabile, uniti da un'amicizia che non ha bisogno di etichette.
Grammy, Ludo e il matrimonio di Tamara
Tutto comincia con un invito: il matrimonio di Tamara, amica comune che si scopre essere stata la prima — e unica — fidanzata di Grammy, e che poi ha avuto una storia con Ludo. Adesso Tamara sposa un altro, che per caso si chiama Mario, come il protagonista del videogioco da cui i due non riescono a staccarsi.

Il videogioco diventa una metafora precisa: nonostante l'età, i due sono ancora bloccati allo stesso livello. Diventare grandi abbastanza da superarlo sarebbe già una vittoria. Grammy — interpretato da Angelo Di Figlia — si è appena lasciato con il suo compagno. Ludo — interpretato e diretto da Gabriele Colferai — non smette di provare a conquistare ragazze incontrate per caso. Nessuno dei due ha una relazione. Entrambi sono in un momento cruciale: quello in cui ci si rende conto di essere diventati adulti, ma non si sa ancora bene cosa farsene.
Come funziona la messa in scena
Lo stratagemma teatrale è quello del monologo parallelo: i due attori parlano al pubblico, non tra loro. Ognuno mostra la propria versione dei fatti, le proprie ansie, il proprio punto di vista. Quando invece le voci si uniscono, la situazione si complica e si arricchisce — e la realtà risulta sempre più sfumata di quanto ciascuno dei due voglia ammettere.
Tra battute sarcastiche, beffe e momenti caustici emerge però un affetto che prescinde dall'orientamento sessuale. Gli stereotipi vengono smontati con leggerezza — emblematica la battuta di Grammy «perché devo fare sempre io la donna», che prende in giro l'idea che un omosessuale debba necessariamente essere femminile. Non lo è per forza. Non deve esserlo.
Quello che emerge è una mascolinità contemporanea, fragile, incompleta, in continuo tentativo di assestamento. Con una caratteristica insolita per il campionario maschile tradizionale: l'emotività. E sullo sfondo c'è sempre Tamara, che non appare mai — fino al finale, quando sorprende tutti.
Informazioni e biglietti
FAG/STAG – Amici di genere è in scena al Teatro Filodrammatici, Piazza Paolo Ferrari 6 (angolo via Filodrammatici), Milano, fino al 24 maggio.
Orari:
- Martedì e sabato: ore 20:30
- Mercoledì: ore 19:30
- Domenica: ore 16:00
Tariffe: intero 25€ | under 30 / over 65 15€ | università 11,50€ | convenzioni 14€
Biglietteria: T. +39 02 3672 7550 |
Social: Facebook | Instagram
FAQ
Di cosa parla FAG/STAG?
È una commedia sull'amicizia tra due uomini — uno eterosessuale e uno omosessuale — alle prese con l'età adulta, le relazioni che non funzionano e un videogioco da cui non riescono a staccarsi. Esplora la mascolinità contemporanea con ironia e senza cliché.
Chi sono gli autori?
Il testo è degli australiani Jeffrey Jay Fowler e Chris Isaacs. La versione italiana è adattata e diretta da Gabriele Colferai, che interpreta anche uno dei due protagonisti.
Fino a quando è in scena?
Le repliche sono in programma fino al 24 maggio al Teatro Filodrammatici di Milano.
Quanto costano i biglietti?
L'intero è 25€. Sono previste riduzioni a 15€ per under 30 e over 65, a 11,50€ per studenti universitari e a 14€ per le convenzioni.
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