Il Piccolo Principe di Corrado d’Elia al Teatro Litta di Milano
Il Piccolo Principe, il testo di Antoine de Saint-Exupéry, è il libro più tradotto, se si escludono quelli religiosi: nel 2024 ha raggiunto il numero di 600 traduzioni in lingue e dialetti diversi. Non è un caso quindi se ha ispirato così tanti artisti che ne hanno prodotto versioni differenti. Quella di Corrado d'Elia però non è una reinterpretazione: è un seguito, una puntata successiva.
Dopo più di 80 anni infatti – il libro è stato scritto nel 1943 – il principe ritorna sulla Terra. E qui inizia un'avventura diversa, sebbene non tradisca mai il suo modo di concepire il mondo, quello che ha ispirato così tanti bambini e adulti. In questo suo secondo viaggio attraversa vari mondi per ritrovare poi un pianeta completamente cambiato, pieno di contraddizioni, veloce, più fragile. Torna nel deserto ma non trova l'aviatore che lo aveva accolto la prima volta. Al suo posto c’è suo figlio, un adulto che somiglia molto al padre, al punto che tutto quanto gli rivela il principe non gli sembra affatto nuovo.
Quel particolare sguardo sul mondo di chi proviene da un asteroide è rimasto lo stesso, e trova una facile corrispondenza: la limpidezza, la radicalità nel comprendere le situazioni, l'andare dritto all’essenziale sono concetti che non possono non colpire, anche per il loro alto valore morale. Ma oltre a questi è la poesia ad emergere, la capacità di sognare trasformando il sogno in realtà, l'abilità di mantenersi innocenti come un bambino, pur sapendo come affrontare situazioni complesse. Sono queste le emozioni che colpiscono lo spettatore mentre ascolta il figlio dell'aviatore (Corrado d'Elia) e il piccolo principe (Chiara Salvucci) ed è inevitabile fare i conti con quei pensieri e con se stessi.

Turbano questa sottile melodia le interruzioni di altri personaggi (interpretati da Flavio Innocenti), che guarda caso ricordano i mali da cui siamo avvolti. L'organizzatore del tempo è stritolato dalla misura di ogni secondo e dalla necessità di fare tutto nel momento giusto. L'influencer, presentato con dei video molto efficaci, ha necessità di vendersi, di essere sempre presente per qualcun altro e, alla fine, rappresenta solo la solitudine. Il pattugliatore di confini è colui che impedisce ogni movimento e riduce ogni libertà. Il politico è un campione di promesse, perché solo queste possono continuare a far sperare la gente.
Il principe parla il “dadish”, un linguaggio inventato che permette di reinterpretare tutto, dando un senso reale alle cose. È di nuovo un'eco dell’infanzia, uno di quei linguaggi segreti di cui sono capaci i bambini e che, in un momento in cui il linguaggio è spesso gonfiato e apparente, riporta le parole alla loro verità profonda. Parole capaci di dirci davvero chi siamo. Questo corrisponde anche al semplicissimo allestimento scenico composto solo da una piattaforma sospesa. Intorno, il teatro è a nudo, ma il vuoto non è casuale bensì una qualità che viene esibita, un terreno fertile dove ogni possibilità può prendere corpo.
Teatro Litta (corso Magenta 24, Milano)
dal 10 al 21 dicembre 2025
da martedì a sabato ore 20.30 – domenica ore 16.30
intero € 30,00 – convenzioni € 24,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 24,00 – Under 30 e Over 65 € 17,00 – Università € 17,00 – scuole di Teatro € 19,00 – scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici € 11,00 – Scuole MTM € 10,00 – ridotto DVA € 15,00 con tagliando Esselunga di colore ROSSO
Info e prenotazioni
Biglietti acquistabili sul sito www.biglietti.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita Vivaticket.
- Ultimo aggiornamento il .