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Moussa in paradiso: una denuncia degli effetti dell'immigrazione

  • Mariella Bussolati

Moussa Diarra, 26 anni, originario del Mali, fu ucciso da colpi di pistola della Polfer alla stazione di Verona il 20 ottobre 2024. Era disarmato, ma la polizia ha sostenuto che avesse aggredito il poliziotto che lo aveva fermato, forse con un coltello. I video delle telecamere del quartiere però non hanno riportato nessuna prova e non sono mai stati resi pubblici. Il Comitato verità e giustizia per Moussa sta ancora cercando una risposta, nonostante il caso sia stato ormai archiviato con l'assoluzione dell'omicida.
Sono loro ad aver telefonato a Giulio Cavalli, attore e regista, ma anche giornalista e scrittore, e da una iniziale collaborazione è nato Moussa in paradiso – una giullarata funebre, che inizia come una vera e propria indagine giornalistica, che elenca fatti paradossali e porta a un finale irragionevole.

È vero e proprio teatro politico questo, aperto a una denuncia che non lascia dubbi e che non si ferma all'unico caso in questione: il destino di Moussa è lo stesso di decine di altre persone, che vengono infatti elencate con precisione storica. Ma siccome la funzione del teatro è quella di sorprendere, di ribaltare le situazioni per mostrarle nella loro totale nudità, e non nel vestito rosso dell'imperatore, non assistiamo solo al racconto di quello che è successo. Moussa infatti è arrivato in Paradiso e viene accolto da un angelo che non lo tratta come ci potremmo immaginare. Il cancello infatti resta chiuso e un interrogatorio mette lui a processo, invece del suo assassino. È uno stratagemma per poter ridere a battute che in realtà fanno arrivare un messaggio potente: gli ultimi non hanno mai giustizia. Attraverso un feroce sarcasmo, che strappa sorrisi, vengono poste le domande necessarie che non sono state mai poste: chi decide il valore di una vita? Qual è oggi il confine tra legalità e violenza? Chi stabilisce chi ha il diritto di essere un cittadino e chi no?

Claudio Cavalli

La storia di Moussa è quella di un incagliamento tra burocrazie disumane, quelle che sono state sancite dalle nostre leggi e che impongono un continuo vai e vieni dai commissariati di polizia, e che permettono di ricevere, come è accaduto a Moussa, un permesso già scaduto. Non è certo l'unico. Il suo è lo stesso destino che subiscono migliaia di migranti, costretti a fare i conti con un Paese che da una parte rivendica di essere un baluardo di diritti umani, dall'altra costruisce barriere invalicabili. E dopo aver superato la sfida del mare, tocca quella degli uffici amministrativi. L'identità viene annullata, la presunta accoglienza diventa condizionata da non si sa sempre cosa, e questo si trasforma in un abuso continuo e invisibile, perché istituzionalizzato. A questo si aggiunge la violenza della polizia. La Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza, ricorda Cavalli, ha denunciato pratiche di profilazione razziale da parte della polizia italiana, con un aumento dei controlli basati sul colore della pelle e sulla – effettiva e presunta – origine etnica o appartenenza religiosa.
Gli uomini dovrebbero essere tali, ma in alcuni casi, troppi, non possono esserlo. Gli uomini dovrebbero essere uguali ma abbiamo fin troppe prove che questa è un'utopia.
In scena c'è l'impegno civile, ed è questo che viene proposto agli spettatori, attraverso i dati ma anche le battute. Perché, dice Cavalli in una chiacchierata dopo aver concluso, l'importante è sapere da che parte stare. Ed è la gente che sente la responsabilità a fare la differenza, facendo in modo che la storia di un singolo diventi qualcosa condiviso da tutta la società.

Teatro della Cooperativa

via privata Hermada 8 – Milano – info e prenotazioni: tel. 02 6420761 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.teatrodellacooperativa.it
25 | 30 novembre

Orari spettacoli

martedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì ore 20.30
giovedì ore 19.30
domenica ore 17.00
lunedì riposo

Biglietti

intero 20 € – riduzioni convenzionati 15 € – under 27 10 € – over 65 12 €
giovedì biglietto unico 12 €
diritto di prenotazione 1 € (non applicato agli abbonamenti e ai biglietti acquistati online)

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