Salveremo il mondo prima dell’alba: la satira spaziale di Carrozzeria Orfeo all’Elfo Puccini
La scenografia è essenziale: una sala accogliente, senza esagerazioni di eleganza, con accanto due piccole stanze che rappresentano il minimo che in ogni resort è presente, ovvero la palestra per fare ginnastica e la sauna. D'altronde non siamo sulla Terra ma su un satellite che viaggia nello spazio. È una nuova meta per super ricchi: una clinica di riabilitazione di lusso che promette un percorso capace di curare lo stress e le dipendenze di cui spesso soffrono i potenti. Salveremo il mondo prima dell'alba è l'ultima produzione di Carrozzeria Orfeo, che in precedenza ha spesso indagato e rappresentato il mondo degli ultimi, dei reietti, degli esclusi e dei perdenti. I protagonisti questa volta sono molto benestanti, ma soffrono anche loro di frustrazione, dolore, sensi di colpa e infelicità, dubbi sulla propria identità. La differenza principale, dunque, è solo che non tutto si può comprare, e in particolare non l'amore per sé stessi, l'affetto e il vero valore della vita.
Ironia, paradosso e grottesco sono quindi lo stile con cui vengono analizzate le vite dei partecipanti al soggiorno in orbita. La cantante che ne ha combinate troppe (Alice Giroldini), l'industriale spietato (Sergio Romano) e il suo compagno dipendente (Roberto Serpi), il re delle fake news e della disinformazione (Ivan Zerbinati) sono persone che rivelano di avere desideri come tutti, fragilità come tutti, paure. Un coach li segue (Massimiliano Setti), provocandoli e facendo emergere tutte le contraddizioni. Ma anche lui rivela di essere come gli altri, e non l'unico eroe positivo che si poteva sperare. Questo ruolo viene invece intrapreso dallo schiavo di uno dei facoltosi (Sebastiano Bronzato), esperto e innamorato degli animali selvatici, ingenuo e nello stesso tempo ricco della sapienza della sua famiglia poverissima che vive in Bangladesh.
La vera voce portante è la regina del pop, l'unico elemento femminile, che porta lo spettacolo a diventare una fiaba più che una commedia grottesca, aggiungendo commenti che assumono un valore più alto rispetto alle vicende che colpiscono ogni essere umano.
Nella baraonda provocata trovano comunque spazio tematiche gender, il femminismo, l'ambientalismo, il suicidio e la pace, ma anche la fine del mondo per una catastrofe nucleare che porterà le uniche due persone positive di tutta la situazione, l'artista e il servo, a sopravvivere a migliaia di chilometri sopra un pianeta destinato a morire.
Teatro Elfo Puccini, Sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano
dal 10 dicembre all'11 gennaio
Prezzi: intero € 38/34 | <25 anni € 15 | >65 anni € 23 | online da € 16,50
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 –
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