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Tape ai Filodrammatici: recensione dello spettacolo tra verità, memoria e ossessione

  • Mariella Bussolati

La solita stanza di motel che compare nelle storie che non hanno uno schema lineare, due ex compagni di liceo che si incontrano, la droga, un’accusa di violenza sessuale, una ex fidanzata che si fa beffe di tutti. Tape, di Stephen Belber, ha una trama che potrebbe essere banalmente riassunta in questo modo. E come in tutte le grandi opere racchiude in realtà molti altri messaggi, che vengono dipanati senza seguire un noioso filo logico, ma anzi concatenati a sorpresa, dalla regia di Bruno Fornasari.

Inizialmente il tema sembra quello del passato che interroga i ricordi in cerca di un verdetto. Ma forse più semplicemente si tratta della gelosia di Vince, un pompiere che di lavoro fa lo spacciatore e che non perdona all'amico John, ora un regista di successo, di aver fatto l'amore con la ragazza con cui lui aveva una relazione vera e propria che, forse perché erano ancora adolescenti, non prevedeva però ancora esiti sessuali.

Potrebbe sembrare che il gioco sia quello di contrapporre uomini diventati così diversi. Ma nello svolgersi della storia chi doveva apparire come il vincente, l'intellettuale, la persona risolta, John (Tommaso Amadio), fa in realtà tutt'altra figura, dimostrandosi a volte meschino, a volte pieno di dubbi, o anche incapace di assumersi la responsabilità di ciò che ha fatto. Vince (Umberto Terruso) sembra avere le idee più chiare e registra una conversazione che diventa una prova schiacciante. O almeno così sembra.
Diventa un persecutore, non qualcuno che cerca giustizia.

La scena di Tape

C'è un altro soggetto importante che balza all'occhio: la verità, il suo bisogno, la sua reale essenza. Può infatti cambiare forma a seconda di chi la racconta. Quella di Vince è diversa da quella di John, che sembra convincersi solo perché costretto. Scavare nella memoria serve? O cambia la realtà? Il nastro registrato la rende tale, oppure nel momento in cui viene distrutto la cancella?

Gli attori mettono in luce tutta la loro fisicità, dando ancora più significato a quel che accade rispetto alle parole. Anche perché la scena rimane sempre la stessa, livida e grezza come le battute che vengono scambiate. Il testo è incalzante e ricco di tensione. Ma l'evidente conflitto non riguarda solo i personaggi, bensì anche il tempo: quello trascorso senza che qualcosa di importante sia mai stato affrontato.

L'arrivo di Amy (Camilla Pistorello) cambia la scena solo in apparenza. In modo molto ambivalente non sembra interessata al litigio tra i due amici, anche se la riguarda. La sua memoria non ha bisogno di ricollegarsi a nulla: il modo in cui lei ha vissuto le sue esperienze riguarda solo se stessa. La sua presenza rende improvvisamente inutile ogni riproduzione. È lei, dunque, a dare una svolta alla situazione, costringendo i due uomini a fare i conti con la propria esistenza.

Teatro Filodrammatici
Piazza Paolo Ferrari, 6, 20121 Milano
fino al 22 marzo

Orari
Martedì, giovedì, venerdì e sabato 20:30
Domenica 16:00

Abbonamenti validi
Tradizione e tradimenti
Doppio Filo
Università
Carnet 8 ingressi
Carnet 5 ingressi
Invito a Teatro

Special Day
Venerdì 6
Martedì 10
Martedì 17
Mercoledì 18
Il biglietto costa solo 15 euro.

teatrofilodrammatici.eu

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