Tirannosauro al Teatro Elfo Puccini: uno spettacolo surreale ispirato ad Andy Kaufman
Quando il pubblico entra in sala, un attore è già sul palco, in piedi, perfettamente immobile. Nonostante questo, gli spettatori prendono posto con estrema calma e non disdegnano di fare due chiacchiere con gli amici. Alcuni restano in piedi fino allo spegnimento delle luci, come se non lo vedessero o come fosse un mobile e non un essere umano. Alcuni arrivano addirittura dieci minuti dopo l’orario d’inizio. Non lo sanno ancora, ma il loro comportamento è perfettamente in linea con le atmosfere che li accoglieranno a breve.
Tirannosauro è lo scheletro ingombrante dietro questa storia, che viene spolverato e studiato secondo schemi insoliti. Filippo Quezel, autore del testo e regista, si ispira infatti ad Andy Kaufman (scomparso nel 1984), un artista nemico della banalità e allergico alla prevedibilità. Kaufman ha saputo sconvolgere le scene con lo schema dell'anti-commedia, ovvero ciò che si trova al di fuori di ogni gioco teatrale già visto e offre il non ovvio, con lo scopo di verificare come le persone si rapportano con la realtà.
Per questo nulla è scontato. L'effetto sorpresa non si trova nella trama o nella battuta, ma nell'alternanza di parti che sembrano non avere alcuna relazione tra loro. Ciascun personaggio racconta una storia diversa, alternandosi o addirittura togliendosi il microfono di mano in maniera decisa. Un uomo che dichiara di essere un albero, una ragazza che balla, un'altra che racconta la storia di un chirurgo costretto a mangiare parti del suo corpo. Un protagonista c'è, ma non sembra tale: è il padre di un ragazzo eroinomane che ha passato cinque anni a San Patrignano, durante i quali ha scambiato lettere con il figlio. La lettura di questa corrispondenza sottolinea la struttura frammentaria, cercando di dare un senso alla tossicità che i legami familiari — e quelli con le persone con cui abbiamo a che fare — possono produrre.
La sensazione è di essere davanti a un teatro dell'assurdo, dove ritmi, narrazione e movimenti non sembrano appartenere a un unico corpo. La diversità delle emozioni proposte cozza con il tentativo di trovare un unico significato che spieghi le intenzioni dello spettacolo. È qualcosa di completamente diverso da quello che ci si aspetta di solito, e decisamente nuovo.
Per San Valentino, il 13 e il 14 febbraio 2026, il Teatro dell'Elfo propone inoltre due appuntamenti con il Menu della poesia: un format originale di cene con spettacolo per assaporare cibo e versi. Mentre gli spettatori cenano, attori e attrici, come perfetti camerieri, propongono ai tavoli un menu dove le portate sono poesie: il pubblico sceglie e i versi vengono recitati al momento.
Teatro Elfo Puccini, sala Bausch, corso Buenos Aires 33, Milano
Dal 3 all'8 febbraio 2026
Prezzi: intero € 34/38 | under 25 € 15 | over 65 € 23 | online da € 16,50
Orari: martedì e venerdì ore 21:00 | mercoledì, giovedì e sabato ore 19:30 | domenica ore 16:00
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 –
FAQ
Di cosa parla lo spettacolo Tirannosauro?
È uno spettacolo ispirato all'anti-commedia di Andy Kaufman, che esplora i legami familiari e le tossicità relazionali attraverso una struttura frammentaria e surreale.
Quali sono le date dello spettacolo a Milano?
Tirannosauro è in scena al Teatro Elfo Puccini dal 3 all'8 febbraio 2026.
Cos'è il "Menu della poesia" citato nell'articolo?
Si tratta di un evento speciale per San Valentino (13-14 febbraio 2026) che unisce una cena al teatro con la recitazione di poesie scelte "à la carte" dagli spettatori.
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