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René Magritte e il surrealismo

  • Eloisa Ticozzi

Il surrealismo è stato un movimento d'avanguardia sorto dopo la Prima Guerra Mondiale che esaltava in particolar modo i paradossi e l'inconscio vissuto come libero e da esplorare, quindi i sogni, le particolari trance e gli stati d'animo alterati ne costituiscono il perno essenziale.

one night museum rene magritte original title le musee une nuit surrealismo wikiartAnche se René Magritte potrebbe essere classificato come surrealista, le sue opere rimangono comunque in parte slegate da questa corrente; egli vuole togliere significato alle cose e agli oggetti come in un paradosso conferendo all'opera una certa originalità.

René Magritte e il surrealismo

Magritte nasce nel 1898 nel Vallone belga, nei pressi della città di Charleroi da una famiglia di ceto medio. Un evento tragico, che segnò la vita del pittore, fu il suicidio della madre che annegò nel fiume Sambre il cui corpo venne ritrovato alcuni giorni dopo ricoperto da un velo.

La sua formazione artistica comincia nel 1910 e prosegue nel 1916 con l'iscrizione all'Accademia di Belle Arti di Bruxelles.

Nel 1925 il pittore scopre un dipinto di Giorgio De Chirico, Canto d'amore (1914) nel quale sono rappresentati la testa dell'Apollo del Belvedere, un guanto di lattice, la palla verde, edifici e il fumo che esce da una ciminiera; scopre appunto la metafisica di De Chirico, come gli oggetti sono collocati e legati tra loro senza un'apparente logica e necessità. Tutto rimanda ad “altro” nella mente di chi osserva il quadro.

Nel 1927 si tiene a Bruxelles la prima mostra personale del pittore; contribuì alla rivista La Révolution surréaliste stringendo legami stretti con i membri del gruppo che comprendeva Salvador Dalì, Paul Eluard e Joan Mirò.

René Magritte: le opere

Un'importante opera del 1927, Le Musée d'une nuit (il museo di una notte), rappresenta degli scompartimenti di uno scaffale sui cui poggiano, una mela, una mano mozza, una forma astratta dal contorno ammorbidito e un foglio di carta intagliato. Gli oggetti apparentemente non hanno una loro collocazione logica e anzi perdono di significato nei loro rapporti proprio perché sono giustapposti.

Delle volte il pittore vuole descrivere le forze primordiali e ataviche della natura come nel Le Modèle rouge (il Modello rosso - 1953) e Jeune fille mangeant un oiseau-Le plasir (Fanciulla che mangia un uccello - il piacere, 1927). Nel primo i piedi sono considerati delle scarpe e il secondo descrive un ritorno all'inciviltà e all'istinto.

Un quadro molto famoso e conosciuto rimane La Trahison des images (il tradimento delle immagini, 1928-1929) in cui una pipa non rappresenta un oggetto conosciuto in quanto tale, l'immagine viene “deviata” in quanto è l'uso di un oggetto che ne determina il nome e la denominazione non tanto la sua essenza primitiva.

Magritte viene influenzato complessivamente dal cubismo, di Pablo Picasso, sopratutto in gioventù e dalla metafisica di De Chirico rimanendo uno dei pittori surrealisti più enigmatici dopo la Prima Guerra Mondiale.

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