Giocattoli di latta: storia, aziende e collezionismo
Una storia affascinante, quella del giocattolo di latta, che mi riporta alla trottola che avevo da bambino e con cui giocavo. Il suo fascino è legato alla cultura dell’infanzia, a un’epoca ormai passata e all’evoluzione industriale nel campo del giocattolo.
Dobbiamo risalire al tempo della Rivoluzione industriale, tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Prima di questa “rivoluzione” i giocattoli erano di legno, stoffa o ceramica, costruiti a mano da artigiani o da genitori con abilità e inventiva.
Con l’avvento della latta stagnata anche nel campo dei giocattoli si ha un’evoluzione. Prima conosciamo però come nasce la latta: si tratta di un lamierino di acciaio dolce sulla cui superficie è stato depositato un sottile strato di stagno. Questo procedimento consente di ottenere oggetti robusti come il ferro, con in più la resistenza alla corrosione offerta dallo stagno. Sappiamo che già a partire dal XIV secolo probabilmente si usava la latta e che in Boemia, nel XVII secolo, era comunemente impiegata. Nel XVIII secolo il suo impiego si amplia ed ecco che si realizzano latte e lattine per la conservazione di prodotti alimentari; pensiamo, ad esempio, alla lattina per la conserva dei pomodori. Si era così scoperto un materiale leggero, resistente e facilmente stampabile, perfetto per una produzione in serie.
Nascono così anche i primi giocattoli di latta, nei quali si specializza soprattutto la Germania, dove il giocattolo di latta diventa un vero fenomeno industriale. Tra la fine dell’Ottocento e gli anni ’30 abbiamo l’epoca d’oro del giocattolo di latta, soprattutto grazie a tre grandi aziende.
La Bing, Märklin e Carette: marchi tedeschi che producevano trenini e automi di altissima qualità. Bing, fondata nel 1863 a Norimberga, inizialmente produceva utensili da cucina in metallo, per poi dedicarsi a una vasta gamma di modellini di treni e motori a vapore.
La Ernst Paul Lehmann, fondata nel 1881, divenne famosa per i suoi giocattoli meccanici a molla. I suoi giocattoli ebbero un notevolissimo successo perché raccontavano ai bambini il mondo degli adulti: trasformava ciò che vedeva in giocattolo.
La Georg Kellermann & Co produceva giocattoli umoristici e molto colorati. Fondata nel 1910 in Germania, ha realizzato una vasta gamma di macchine modellate su quelle vere.
Nel 1922 nasce a Omegna l’azienda italiana Cardini, che però fu di breve durata: chiuse i battenti nel 1928. Le loro scatole, che contenevano il giocattolo, una volta aperte diventavano un garage, un hangar, una pista, un porto eccetera. Ogni scatola era illustrata da Attilio Mussini, un famoso disegnatore di quegli anni.
Grazie a queste aziende compaiono i meccanismi a carica: molle e ingranaggi che permettono ai giocattoli, come giostre, trenini, aeroplani eccetera, di muoversi. Erano senza dubbio piccole meraviglie di ingegneria.
Dopo la Prima guerra mondiale la Germania, nel campo del giocattolo di latta, perde terreno e si affermano nuovi produttori, come la Francia, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti ma soprattutto il Giappone, che diventa il maggior esportatore mondiale di giocattoli, anche perché erano economicamente vantaggiosi.
L’avvento della plastica, per la latta e i suoi giocattoli, ne decretò il declino. Molte fabbriche chiusero i battenti o si convertirono al nuovo materiale. Resistono pochissime realtà di giocattoli in latta, che producono solo per collezionisti o per speciali edizioni. Oggi i giocattoli di latta sono divenuti molto ricercati dai collezionisti, nonostante i prezzi non siano economici: basta pensare che un trenino Märklin può valere centinaia o migliaia di euro.
Va anche ricordato che i giocattoli di latta furono i primi a sfruttare pubblicità e cataloghi illustrati; inoltre alcuni modelli avevano decorazioni litografiche, ossia stampate a colori direttamente sul metallo, una vera innovazione estetica. Pensiamo alle scatole di latta, alcune dei veri capolavori.
Anche in Italia abbiamo avuto aziende come la Co-Ma di Milano e la Ingap di Trieste che, dagli anni ’30 ai ’50, produssero splendidi modelli che ebbero un notevole successo sul mercato.
Ritengo che il giocattolo di latta abbia un suo personale fascino, ancora in grado di stupire e incantare chi lo guarda e, potendo, chi ancora ci può giocare.
Prima di concludere vi voglio raccomandare di visitare il Museo del Cavallo Giocattolo, che si trova a Grandate (Como) in via Tornese, 10. Il museo è dedicato soprattutto ai cavalli-giocattolo (anche realizzati in latta); tuttavia, nella collezione sono presenti 41 giocattoli in latta serigrafata prodotti dalla fabbrica Paul Lehmann di Norimberga, tra fine Ottocento e primi Novecento.
Questi gli orari del museo: lunedì e venerdì dalle ore 15,00 alle 19,00; sabato dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00; chiuso la domenica. (Per gli orari è comunque meglio contattare la segreteria.)
Ingresso gratuito.
Informazioni: tel. 031-382038 –
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