Oltre Ritmica Milano: ginnastica ritmica inclusiva tra disabilità, danza e yoga
A Milano esiste una realtà sportiva che prova ad andare davvero “oltre”: oltre i limiti dello sport agonistico tradizionale, oltre le barriere economiche, oltre le differenze tra abilità e disabilità. Si chiama Oltre Ritmica Milano ed è un’associazione sportiva dilettantistica che utilizza la ginnastica ritmica come strumento di inclusione, educazione e socialità.
A raccontare la filosofia dell’associazione è la presidente Margherita Dallaiti, che sintetizza così lo spirito del progetto: «La ritmica è da dove nasce tutto, ma la nostra idea è andare oltre quello che è il classico sport della ginnastica ritmica: accanto agli allenamenti tradizionali, infatti, sono stati introdotti anche corsi di ginnastica estetica, danza e yoga. Discipline diverse, ma unite da un’idea comune: lo sport come spazio di crescita personale e di relazione».
La ginnastica ritmica è tradizionalmente uno sport olimpico associato alle atlete donne, ma negli ultimi anni il panorama sta cambiando. Proprio quest’anno, per esempio, sono state introdotte le prime gare federali maschili.
Oltre Ritmica Milano ha scelto fin dall’inizio un approccio inclusivo. L’obiettivo non è replicare il modello dell’agonismo classico, ma aprire la disciplina a pubblici più ampi, superando barriere di genere, età e livello sportivo.

Oltre l’agonismo
Uno dei limiti storici della ginnastica ritmica è la brevità della carriera agonistica: in molti contesti le ginnaste smettono molto giovani.
«In passato una ginnasta a 18 anni veniva considerata a fine carriera», spiega Dallaiti. «Ma a 18 anni sei ancora un adolescente».
Da questa riflessione nasce una scelta precisa: offrire percorsi sportivi che non si fermino all’agonismo giovanile. Nei corsi dell’associazione partecipano bambini a partire dai tre anni, ma anche adolescenti e adulti che desiderano iniziare da zero o tornare a praticare sport.
L’obiettivo principale non è il risultato competitivo, ma il valore educativo e sociale dell’attività fisica. Lo sport, in questa prospettiva, diventa uno strumento per sviluppare fiducia, autonomia e senso di appartenenza.
Inclusione che riguarda tutti
Uno dei pilastri del progetto è l’inclusione delle persone con disabilità. L’associazione propone corsi dedicati e momenti di attività integrata, dove bambini e ragazzi con e senza disabilità si allenano insieme.
«Per noi l’inclusione vera è quando non c’è qualcosa di separato, ma quando si sta tutti insieme», sottolinea la presidente.
L’inclusione riguarda anche l’aspetto economico. L’associazione collabora con centri di aggregazione e servizi sociali del territorio per permettere a bambini provenienti da famiglie in difficoltà di accedere alle attività sportive.

Una comunità di volontari
Oltre Ritmica Milano è una realtà costruita quasi interamente grazie al volontariato.
«Siamo tutti ex atleti», racconta Margherita. «Continuiamo a partecipare ai campionati federali, ma la nostra società non è nata per creare una nuova squadra da Serie A».
La motivazione principale è stata piuttosto quella di creare uno spazio diverso: un luogo dove continuare a praticare sport anche dopo l’agonismo, ma soprattutto dove accogliere persone con percorsi ed esigenze differenti.
Le difficoltà: spazi e costi
Nonostante l’entusiasmo e la crescita dell’associazione, che oggi conta oltre 200 atleti, non mancano le difficoltà organizzative.
Uno dei problemi principali riguarda gli spazi sportivi: in alcune zone della città, come il Municipio 2, le palestre disponibili non sono sufficienti per rispondere alla domanda delle associazioni. Di conseguenza, spesso è necessario affittare strutture private, con costi più elevati.
Una spesa significativa, soprattutto per un’associazione che cerca di mantenere quote molto basse per favorire l’accesso allo sport. Alle spese per gli spazi si aggiungono quelle per gli allenatori, le iscrizioni alle competizioni, le trasferte e l’organizzazione degli eventi di fine anno.
Tra bandi e collaborazioni
Come molte associazioni sportive dilettantistiche, anche Oltre Ritmica Milano si sostiene attraverso una combinazione di quote associative, bandi pubblici e collaborazioni con altre realtà del territorio.
Non sempre, però, è semplice accedere direttamente ai finanziamenti. In alcuni casi, l’associazione partecipa ai bandi attraverso reti di organizzazioni che coordinano più realtà locali. Un supporto importante arriva anche dalle scuole che, in alcuni casi, mettono a disposizione le palestre a condizioni più sostenibili.
Questi aiuti sono fondamentali per mantenere accessibili i corsi e garantire la gratuità di alcune attività sociali.
Far conoscere le opportunità
Se c’è una richiesta che l’associazione rivolge alla città, questa riguarda soprattutto la diffusione delle informazioni.
«Vorrei che più persone provassero i nostri corsi dedicati alla disabilità», afferma Margherita.
Il problema, infatti, non è tanto il numero complessivo di iscritti quanto la difficoltà di raggiungere le famiglie che potrebbero beneficiare di queste attività. «Abbiamo diversi slot gratuiti, ma facciamo fatica ad arrivare alle famiglie», spiega.
Sport come comunità
In una città dinamica e complessa come Milano, dove lo sport può talvolta diventare costoso e poco accessibile, iniziative come Oltre Ritmica Milano mostrano un modello alternativo: una palestra che non è soltanto luogo di allenamento, ma anche spazio di incontro e di comunità, dove tutti possano sentirsi accolti.
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