Skip to main content

Riccio europeo: guida pratica per riconoscerlo, quando soccorrerlo e cosa fare

  • Redazione MilanoFree.it
riccio europeo foto milanofree ai
I ricci sono animali teneri e curiosi, ma vanno maneggiati con attenzione.

I ricci sono animali teneri e simpatici, anche se vanno maneggiati con cura per via del loro strumento di difesa naturale, gli aculei. Se vedete un riccio in campagna, di sera in estate, osservatelo tranquillamente e poi lasciatelo proseguire per la sua strada. Se invece lo trovate in pieno inverno, o in difficoltà, potrebbe correre dei pericoli. Ecco una guida pratica con le informazioni utili per soccorrere un riccio europeo.

Quando un riccio va soccorso

Un riccio va soccorso se è ferito o ammalato. I segnali da osservare:

  • vaga o giace all'aperto durante il giorno, quando per natura dovrebbe dormire;
  • barcolla, cammina a fatica o giace su un fianco, poco reattivo, con gli occhi chiusi o incrostati.

Il riccio tende per natura a nascondere il malessere per non apparire debole ai predatori: quando mostra sintomi, significa che sta già molto male e ha bisogno di cure urgenti. In quel caso va portato subito presso un CRAS o da un veterinario.

Parassiti: zecche e larve di mosca

Zecche (possono causare anemie anche gravi): se poche e ben visibili, rimuoverle con pinzette a punta fine, afferrando alla base e tirando lentamente in modo continuo; poi disinfettare la cute. Evita olio o alcol, che possono irritare la pelle o far rigurgitare la zecca.

Larve di mosca (deposte nelle ferite, appaiono come vermi bianchi): sono un'urgenza. Proteggi il riccio dal freddo e portalo subito da un veterinario o a un CRAS. Nel frattempo puoi sciacquare delicatamente con acqua tiepida i residui più superficiali, senza grattare.

Cuccioli e mamma riccio

Se trovi dei piccoli ricci soli nella tana o nelle vicinanze, di sera o di notte, non è detto che siano orfani: mamma riccio esce di notte a cercare cibo lasciando soli i piccoli, che non vanno rimossi né toccati. Si può tornare sul posto di giorno per verificare se sono ancora lì e davvero soli. Vanno soccorsi subito solo se sono evidentemente sofferenti, assaliti da mosche o zecche, o poco reattivi. Sono considerati cuccioli i piccoli fino ai 400 grammi.

Un piccolo orfano va accudito finché non raggiunge i 400-500 grammi: liberarlo prima significa condannarlo, perché non sa ancora procurarsi il cibo. Se trovi una mamma con i piccoli, non spostarli e lasciali il più tranquilli possibile: se impaurita, la madre potrebbe abbandonarli. Aspetta che i piccoli escano spontaneamente dalla tana (circa un mese).

Letargo e pesi minimi

Se a settembre-ottobre un riccio pesa meno di 500-600 g, non sopravvivrebbe al letargo per scarse riserve di grasso: va messo al riparo e al caldo per "saltare" il letargo, e liberato in primavera, preferibilmente passando da un CRAS. Se invece vaga durante il letargo (da fine ottobre ad aprile), anche con peso sufficiente, è segno di problemi (parassiti, traumi, denutrizione): serve una valutazione veterinaria.

Posso spostarlo? Maschio o femmina?

Prima di portare "in un prato o in un bosco" un riccio trovato in città, accertati che non sia una femmina con piccoli nelle vicinanze. Per distinguere il sesso: poni il riccio su un piano trasparente e coprilo con una scatola; quando si distende vedrai la pancia: nel maschio c'è un piccolo rilievo al centro del ventre (prepuzio), nella femmina è vicino alla coda.

Primo soccorso a casa (temporaneo)

  1. Contenitore: scatola di cartone con coperchio forato e panni morbidi. Evita le gabbie a sbarre (rischio di incastro).
  2. Calore: metti metà scatola su una borsa dell'acqua calda o una bottiglia tiepida ben avvolta; lascia l'altra metà senza calore, così il riccio può spostarsi.
  3. Quiete e buio: riduci le manipolazioni, niente rumori o luce diretta.
  4. Acqua: una ciotolina bassa; non forzare mai acqua o cibo in bocca.
  5. Contatti: telefona subito a un CRAS o a un veterinario e organizza il trasferimento.

Ricci lattanti

I ricci sotto i 100 grammi non sono svezzati e vanno nutriti con latte per cuccioli senza lattosio (formule specifiche per cani/gatti), mai con latte vaccino, che provoca diarrea mortale. In attesa del prodotto giusto si può offrire acqua tiepida o tè al finocchio tiepido per reidratare. Si somministra con una siringa senza ago, all'angolo della bocca, a piccoli sorsi, sterilizzando la siringa dopo ogni pasto. Vista la delicatezza, è sempre meglio affidarsi al più presto a un CRAS o a personale esperto.

Alimentazione (solo d'emergenza)

Il riccio è soprattutto insettivoro: la base dev'essere proteica. In attesa del trasferimento al CRAS si può offrire:

  • cibo umido per gatti (meglio dell'umido che del secco, meno salato), in piccole quantità;
  • un po' di carne magra cotta (pollo, manzo) non condita;
  • uovo sodo.

Frutta e verdura solo in piccolissime quantità e saltuariamente: i ricci non digeriscono bene zuccheri e fibre in eccesso.

Cosa non dare mai

  • latte e latticini (mortali);
  • pane, pasta e riso, che non digeriscono;
  • frutta secca (mandorle, noci, nocciole);
  • salumi, cibi salati o conditi;
  • uova e carne crude.

Contatti utili

In caso di necessità, cerca il CRAS più vicino (i centri sono gestiti su base provinciale o regionale) o rivolgiti a un veterinario. Tra le associazioni dedicate ai ricci, una delle più note è SOS Ricci (sosricci.it).

Leggi anche

  • Ultimo aggiornamento il .