Attacchi di panico: sintomi, cause e cosa fare (davvero) durante un episodio
Attacchi di panico: sintomi, cause e strategie pratiche per affrontare un episodio che può spaventare molto, ma che nella grande maggioranza dei casi non è pericoloso. 
Attacchi di panico: sintomi e durata
Gli attacchi di panico possono arrivare all’improvviso (anche di notte) e dare la sensazione di perdere il controllo. I sintomi più comuni includono: palpitazioni, fiato corto o iperventilazione, sudorazione, tremori, vertigini, nausea, formicolii, senso di irrealtà o distacco. Di solito i sintomi raggiungono il picco entro pochi minuti e l’episodio dura spesso tra 5 e 20 minuti (a volte può durare di più).
Anche se è un’esperienza molto intensa, un attacco di panico di per sé non provoca danni fisici. Il problema più comune è la paura che ricapiti e l’evitamento di luoghi o situazioni (ad esempio mezzi pubblici o posti affollati).
Cosa fare in caso di attacco di panico
Quando succede, l’obiettivo è “attraversarlo” in sicurezza finché si spegne da solo.
- Metti il corpo in sicurezza: se puoi, siediti o appoggiati e rallenta i movimenti (soprattutto se ti gira la testa).
- Respira più lentamente: prova un ritmo semplice, ad esempio inspira 4 secondi ed espira 6 secondi per 2–3 minuti.
- Grounding (ancora alla realtà): guarda un oggetto e descrivilo mentalmente; oppure usa il metodo 5-4-3-2-1 (5 cose che vedi, 4 che tocchi, 3 che senti, 2 che annusi, 1 che assaggi).
- Ricordati il punto chiave: “È panico, non pericolo. Arriva, cresce, poi scende”.
- Se sei in mezzo alla gente: chiedere aiuto a una persona o a un addetto (metro/stazione) può ridurre l’ansia e farti sentire più al sicuro.
Quando è meglio farsi valutare subito
A volte i sintomi dell’ansia possono somigliare a quelli di altri problemi. È prudente farsi valutare (o chiamare il 112) se:
- è la prima volta e i sintomi sono molto forti o “diversi dal solito”;
- c’è dolore al petto importante, svenimento, difficoltà respiratoria marcata o sintomi neurologici (es. debolezza a un braccio);
- hai fattori di rischio cardiaci importanti o stai assumendo sostanze/farmaci che possono alterare il battito.
Come ridurre la probabilità che si ripeta
- Sonno e routine: stanchezza e irregolarità aumentano la vulnerabilità allo stress.
- Riduci stimolanti: soprattutto caffeina e bevande energetiche se noti che aumentano palpitazioni.
- Alcol con moderazione: può peggiorare l’ansia in alcune persone, specie dopo l’effetto iniziale.
- Movimento regolare: anche una camminata quotidiana aiuta a scaricare la tensione.
- Evita l’evitamento totale: rinunciare a tutto “per paura” spesso rinforza il problema nel tempo (meglio un percorso graduale).
Trattamenti efficaci
Se gli episodi si ripetono, vale la pena parlarne con il medico di base, che può escludere altre cause e indirizzare verso il percorso più adatto. I trattamenti con evidenza più solida includono la psicoterapia (in particolare la terapia cognitivo-comportamentale) e, quando necessario, farmaci prescritti dal medico (spesso antidepressivi). In alcuni casi selezionati possono essere usati farmaci “al bisogno” per brevi periodi, ma solo su indicazione medica.
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