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Creative Age: musei e arte contro l’Alzheimer in Lombardia

In Lombardia convivono oggi fino a 200 mila persone con demenza, il numero più alto in Italia. Un dato destinato a crescere in un Paese sempre più longevo e che rende Alzheimer e declino cognitivo una delle sfide sociali più complesse del nostro tempo.

Non si tratta solo di una malattia che colpisce chi ne soffre, ma di una condizione che coinvolge famiglie, caregiver e intere reti di relazioni. Ed è proprio in questo contesto che nasce Creative Age, un progetto innovativo che porta l’arte nei percorsi di cura e benessere.creative age airalzh dsc03548

Cos’è Creative Age

Creative Age – Musei e arte per l’Alzheimer è un progetto promosso da Airalzh (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Lombardia e il patrocinio di Regione Lombardia.

L’iniziativa è stata presentata a Milano, a Palazzo Pirelli, e ha un obiettivo chiaro: migliorare la qualità della vita delle persone con demenza e contrastare l’isolamento che spesso colpisce le famiglie.

Il cuore del progetto è semplice ma potente: trasformare i musei in luoghi di inclusione, relazione e benessere, accessibili anche a chi vive una fragilità cognitiva.

Perché è un progetto importante in Lombardia

La Lombardia è una delle regioni più coinvolte dal fenomeno dell’invecchiamento della popolazione. In questo scenario, Creative Age rappresenta una risposta concreta e innovativa.

Non si limita a interventi sanitari tradizionali, ma introduce un approccio di welfare culturale, in cui arte e salute lavorano insieme. Un cambio di prospettiva importante: la persona non è vista solo come paziente, ma come individuo con emozioni, memoria e capacità relazionali ancora attive.

Aprire i musei a persone con Alzheimer significa creare spazi accoglienti, non giudicanti, dove è possibile ricostruire relazioni e momenti di condivisione.

Come funzionano i percorsi nei musei

I percorsi di Creative Age si svolgono in piccoli gruppi, accompagnati da operatori appositamente formati.

Le attività alternano:

  • osservazione delle opere d’arte;
  • racconto condiviso e confronto;
  • esperienze sensoriali e partecipative.

Un aspetto fondamentale: non è richiesta alcuna competenza artistica. Non si tratta di “capire” l’arte, ma di viverla.

L’attenzione è rivolta a ciò che resta vivo anche nella malattia: emozioni, immaginazione e memoria affettiva. È proprio qui che l’arte diventa uno strumento potente, capace di ridurre ansia, isolamento e senso di chiusura.

I musei coinvolti

Il progetto si sviluppa nelle province di Bergamo, Brescia e Pavia, coinvolgendo importanti realtà culturali del territorio.

Tra i musei partecipanti troviamo:

  • Accademia Carrara di Bergamo;
  • Museo Kosmos di Pavia;
  • Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.

Luoghi che diventano così non solo spazi espositivi, ma veri e propri ambienti di relazione e benessere.

Formazione e collaborazione tra cultura e sanità

Uno degli elementi più innovativi di Creative Age è la costruzione di una rete multidisciplinare.

Il progetto prevede infatti la formazione di:

  • operatori museali;
  • geriatri e psicologi;
  • terapisti occupazionali;
  • educatori e professionisti della cura.

L’obiettivo è creare équipe capaci di lavorare insieme, unendo competenze culturali e sanitarie. Questo approccio permette di sviluppare attività realmente efficaci e sostenibili nel tempo.

Si tratta di un modello già sperimentato in Toscana e che ora viene esteso alla Lombardia, con l’ambizione di diventare una best practice a livello nazionale.

Qual è l’impatto per famiglie e caregiver

L’impatto più profondo di Creative Age si misura nella vita quotidiana delle persone coinvolte.

I caregiver raccontano che, durante queste esperienze, i loro familiari:

  • tornano a parlare;
  • partecipano attivamente;
  • esprimono emozioni spesso sopite.

Il museo diventa così un luogo in cui si interrompe l’isolamento. Un ambiente sereno, protetto e accogliente dove è possibile ritrovare dialogo, relazione e dignità.

Creative Age non interviene solo sulla malattia, ma sulla qualità della vita, restituendo alle persone e alle famiglie momenti di condivisione autentica.

Domande frequenti

Chi può partecipare ai percorsi Creative Age?

I percorsi sono dedicati a persone con demenza e ai loro caregiver, accompagnati da operatori formati.

Serve una preparazione artistica?

No, non è richiesta alcuna competenza: l’esperienza è basata su emozioni e partecipazione, non su conoscenze tecniche.

Dove si svolge il progetto?

Il progetto si sviluppa in diversi musei delle province di Bergamo, Brescia e Pavia.

Qual è l’obiettivo principale?

Migliorare la qualità della vita delle persone con demenza e ridurre l’isolamento delle famiglie attraverso l’arte.

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