I rimedi della nonna: storia e curiosità della farmacopea casalinga
Con il termine farmacopea, in senso ampio e “popolare”, si intende qui l’insieme di pratiche legate a preparazioni casalinghe e rimedi tradizionali. In passato, soprattutto quando mancavano cure e farmaci moderni, si ricorreva spesso a prodotti di origine naturale. Oggi questa usanza è molto diminuita, anche se non è del tutto sparita. Riporto, seppur brevemente, alcuni rimedi di una volta usati dai nostri bisnonni e nonni (e che qualcuno ricorda ancora).
- Aceto. Si usava per fare le cosiddette “pezze” (stoffa imbevuta) sulla fronte per dare una sensazione di sollievo in caso di mal di testa. Veniva anche fatto odorare a chi era svenuto (pratica oggi superata: meglio aria fresca e, se serve, assistenza). Come disinfettante domestico viene ancora utilizzato, ma non sostituisce prodotti specifici quando serve una vera disinfezione.
- Acqua. Oltre che per dissetarsi e lavarsi, in alcune tradizioni si faceva bere “a bicchieri” a chi era molto spaventato (più come gesto consolatorio). L’acqua di malva veniva usata come decotto “dolce” per lo stomaco. Esisteva anche l’usanza dell’“acqua dei chiodi” (acqua di raffreddamento dei fabbri): oggi è sconsigliata perché potenzialmente contaminata. In caso di irritazioni/“suppurazioni”, si usava acqua e sale: oggi è meglio affidarsi a indicazioni mediche per la gestione delle infezioni.
- Borragine. Le foglie venivano poste sulle ferite secondo tradizione. Oggi è meglio evitare applicazioni “dirette” su ferite aperte per rischio di contaminazioni: per le ferite, igiene e medicazione corretta sono la priorità.
- Carota. Si consigliava di mangiarla cruda perché associata al benessere della vista (in effetti è ricca di beta-carotene), ma non è una “cura” per problemi oculari.
- Cera d’ape. Veniva usata sulle screpolature come barriera protettiva. Oggi esistono prodotti cosmetici simili: attenzione però ad allergie/irritazioni.
- Chiara d’uovo. Veniva sbattuta e applicata su distorsioni. Oggi è generalmente sconsigliata per motivi igienici (rischio contaminazione): meglio impacchi freddi/caldi e valutazione clinica se serve.
- Gargarismi. Consistono nel far gorgogliare un liquido in gola. Possono dare solievo temporaneo in caso di irritazione, ma non “sterilizzano” la gola. Tradizionalmente si facevano con infusi (es. salvia) o altre erbe. Evitare soluzioni troppo concentrate e non usare prodotti irritanti.
- Grasso di maiale. Era applicato sulle emorroidi. Oggi è meglio evitare “rimedi grassi” non sterili: per emorroidi esistono approcci più sicuri (igiene, dieta, prodotti specifici, parere medico).
- Impacco. Panni caldi o freddi applicati su parti dolenti: è una pratica ancora attuale, purché si eviti il rischio di ustioni e si segua buon senso (freddo per traumi recenti, caldo per contratture, se tollerato).
- Impiastro. Preparati “molli” (farine/semi/foglie bollite) applicati localmente. Alcuni (es. semi di lino) sono ricordati per l’effetto emolliente/caldo-umido, ma oggi è meglio considerarli come comfort e non come terapia. Evitare impiastri su ferite aperte e fare attenzione a irritazioni/allergie.
- Lama di coltello o metallo freddo. Si appoggiava su botte o punture: in pratica era un modo per applicare “freddo”. Oggi meglio un impacco freddo pulito (non direttamente dal freezer) e, per punture importanti, valutare eventuali reazioni allergiche.
- Latte di fico. Il lattice del fico acerbo veniva posto sui porri. Attenzione: può essere irritante e dare sensibilizzazione cutanea. Oggi è preferibile usare prodotti specifici o chiedere al dermatologo.
- Limone. Nelle tradizioni popolari veniva citato per molti usi (anche per disturbi intestinali). Oggi, per diarrea o dolori addominali, la priorità è idratazione e valutazione della causa, soprattutto se i sintomi persistono.
- Lumaca. Per “curare l’ulcera” si racconta che venisse inghiottita viva: pratica da non fare (rischi igienici e nessuna garanzia di beneficio). Per ulcera/gastrite serve valutazione medica.
- Mattoni caldi. Avvolti in un panno e applicati su dolori reumatici: era un modo per usare calore. Oggi si può ricorrere a borse dell’acqua calda o termofori, evitando ustioni.
- Olio d’oliva. Reso tiepido veniva messo nell’orecchio per attenuare il dolore: oggi è sconsigliato senza indicazione medica (rischio se c’è perforazione del timpano o infezione). Come purgante (anche nei bambini) e soprattutto l’uso “rettale” sono pratiche da evitare: meglio seguire indicazioni del pediatra/medico. L’olio di ricino ha effetto lassativo, ma non va usato “a cuor leggero”. L’olio di fegato di merluzzo è una fonte di vitamina D, ma dosaggi e necessità vanno valutati con criterio. Per scottature, meglio acqua fresca corrente e prodotti idonei: olio e rimedi casalinghi possono peggiorare.
- Ortica. Infusi o frizioni contro forfora/caduta dei capelli: alcune persone li usano ancora come routine cosmetica, ma attenzione a irritazioni e prova su piccola area.
- Patata. La fetta di patata cruda sulle ustioni è un rimedio popolare, ma oggi è preferibile raffreddare la zona sotto acqua corrente fresca e proteggere la pelle; per ustioni estese o dolorose, sentire un medico.
- Ragnatela. Veniva usata sulle ferite come emostatico: oggi è da evitare (alto rischio contaminazione). Meglio garze sterili e disinfezione adeguata.
- Salvia. Oltre ai gargarismi, veniva strofinata sui denti: può essere un gesto “tradizionale”, ma non sostituisce igiene orale corretta (spazzolino, filo, controlli).
- Suffumigi. Vapore da acqua calda (a volte con resine/erbe): può dare sollievo soggettivo per naso chiuso, ma attenzione a ustioni e a sensibilità respiratorie (asma, bambini). Evitare sostanze irritanti.
- Vino cotto. Bollito con spezie e agrumi veniva bevuto “contro il raffreddore”. Oggi lo si può vedere come bevanda tradizionale: l’alcol però non cura e può peggiorare sonno/idratazione. Se proprio, meglio moderazione.
Rimedi di una volta, sicuramente: alcuni possono dare comfort o sollievo soggettivo, ma è sempre bene distinguerli dalle cure basate su indicazioni mediche.
Potrebbe interessarti anche:
Natura e difese immunitarie: l'Echinacea
Scrub corpo delicato al miele: come farlo in casa
I poteri del Sale grosso contro la negatività: misticismo o verità
- Ultimo aggiornamento il .