Progetto Sulla Luna: terapeutica artistica e opere collettive a Milano
Un progetto di terapeutica artistica che unisce persone, generazioni e contesti diversi attraverso un’unica grande opera collettiva. È questa l’anima di Progetto Sulla Luna, realtà culturale nata dall’incontro di quattro professionisti dell’educazione e dell’arte che hanno scelto di mettere al centro il benessere, la comunità e la sperimentazione.
Un’opera condivisa per generare benessere
«Non ci limitiamo a far fare un lavoretto», racconta Giulia Carolina De Cesare, tra le fondatrici. «Creiamo opere in cui il mio pezzettino si aggiunge al tuo e a quello di qualcun altro».
Il cuore del progetto è infatti l’opera condivisa: lavori in grande formato, installazioni e creazioni collettive in cui ogni partecipante contribuisce a un risultato comune. L’obiettivo non è solo artistico, ma profondamente relazionale: costruire comunità attraverso l’arte, facendo dell’esperienza creativa uno strumento di benessere.
Lavorare con gruppi numerosi significa dar vita a opere di grandi dimensioni, ma soprattutto a processi capaci di includere tutti, indipendentemente da età, genere, formazione o condizione personale.

Dalle scuole al carcere: contesti di cura e inclusione
Progetto Sulla Luna opera prevalentemente a Milano, in particolare in Zona 2 e al Parco Trotter, ma ha attivato reti anche in altre città italiane, tra cui Napoli. L’ambizione è quella di diventare un’APS (Associazione di Promozione Sociale) attiva su tutto il territorio nazionale.
Tra le esperienze più significative c’è, ad esempio, il lavoro nel reparto femminile del Carcere di Bollate, dove Giulia ha condotto laboratori artistici finalizzati a restituire bellezza agli spazi di detenzione. In quel contesto, l’estetica diventa centrale: ricreare un ambiente visivamente armonico significa contribuire concretamente al benessere delle persone detenute.
Nelle scuole, invece, l’obiettivo cambia: l’estetica passa in secondo piano rispetto al percorso. L’arte diventa esperienza, processo, esplorazione. Si lavora sulla manipolazione dei materiali, sulla sperimentazione e sul “provare”, lasciando andare il giudizio sul risultato finale.
Policromie e i laboratori al Trotter
Tra i progetti attivi c’è Policromie, laboratorio artistico pomeridiano dedicato ai bambini del quartiere, ospitato negli spazi del Parco Trotter. Qui l’arte si intreccia con il gioco, il movimento e la narrazione.
Giulia, che oltre a essere artista terapista è anche operatrice di teatro educazione, integra spesso il lavoro corporeo nei laboratori: prima di arrivare al medium artistico, i bambini sperimentano pratiche di movimento, giochi teatrali, letture e creazioni collettive. Mente e corpo procedono insieme. Non è casuale, dunque, la collaborazione con Ciesse Free Basket in un’iniziativa nel parco che univa sperimentazione artistica e attività motoria, coinvolgendo adulti e bambini in modo spontaneo e inclusivo.

Un nome che racconta un’identità
Il nome “Sulla Luna” richiama il termine inglese moonchild, che evoca persone sognatrici, con la testa tra le nuvole ma capaci di restare in piedi nel mondo. Un’immagine che ben rappresenta l’identità del gruppo: creativi, eterogenei, con formazioni diverse (teatro, grafica, pittura), ma uniti dalla volontà di sperimentare e prendersi cura attraverso l’arte.
Oggi il progetto è composto da quattro membri: Giulia, Alfredo, Andrea e Caterina. Tutti lavorano nel campo dell’educazione, come insegnanti, educatori o maestri, e portano avanti Progetto Sulla Luna parallelamente alla propria professione.
Il ritorno economico non è l’obiettivo primario: l’intento è offrire esperienze artistiche accessibili anche a chi non potrebbe permettersele.
Il supporto di AMEDI
In questa fase di crescita, Progetto Sulla Luna si appoggia all’Associazione Movimento Evolutivo Dinamica Italia (AMEDI), realtà che sostiene e promuove progetti educativi, artistici e di evoluzione personale. AMEDI funge da contenitore associativo e da supporto organizzativo, accompagnando il gruppo nel percorso verso la costituzione come APS autonoma.
Parallelamente, il progetto è raccontato e aggiornato anche attraverso la pagina Instagram Progetto Sulla Luna, dove vengono condivise attività, laboratori e momenti di comunità.
Una comunità in movimento (alla ricerca di una casa)
Progetto Sulla Luna è una realtà itinerante. I materiali viaggiano insieme ai fondatori “come i carretti dei burattinai”: pennelli, carte, colori vengono trasportati di spazio in spazio. Questa mobilità è una ricchezza, ma comporta anche difficoltà pratiche ed economiche.
L’affitto degli spazi incide molto sui costi, soprattutto considerando la volontà di mantenere le attività accessibili. Avere una sede stabile significherebbe poter ampliare l’offerta, conservare i materiali, creare un luogo riconoscibile da chiamare “casa” e rafforzare il radicamento nel quartiere.
Per questo motivo il gruppo è attualmente impegnato, insieme ad altre realtà associative del territorio, in un percorso condiviso per individuare uno spazio comune. Il progetto vede come capofila l’associazione Whanau, con l’obiettivo di costruire un luogo aperto e collaborativo, capace di accogliere diverse esperienze e competenze. Parallelamente, Progetto Sulla Luna sta partecipando a bandi territoriali, come quelli legati alle scuole di quartiere, con la speranza di ottenere uno spazio che diventi un punto di riferimento stabile per la comunità.
Come avvicinarsi al progetto
Progetto Sulla Luna collabora con scuole, realtà di quartiere, contesti educativi e luoghi di cura. È possibile entrare in contatto con il gruppo tramite la pagina Instagram o attraverso i riferimenti associativi di AMEDI.
Perché, come ripetono i fondatori, l’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: rendere tutti protagonisti di un’esperienza artistica che unisce, cura e trasforma.
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