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140 anni di Corriere della Sera: nuove sfide

corriere sera 1Il Corriere della Sera, uno dei quotidiani italiani più famosi nel mondo, fece il suo debutto il 5 marzo 1876 a Milano, con l’edizione del pomeriggio. 

A capo della testata c’era il napoletano Eugenio Torelli Viollier, trentaquattrenne, già giornalista all’Indipendente e Il Secolo, che donò il ricavato del primo numero in beneficenza. 

La sede del Corriere della Sera si trovava allora presso la Galleria Vittorio Emanuele e Viollier aveva come collaboratori il caporedattore Ettore Teodori Bruni, Raffaello Barbiera, Giacomo Raimondi.

Inizialmente il quotidiano era di quattro pagine, e veniva venduto al costo di cinque centesimi a Milano, e di sette nelle altre città, poi la tiratura aumentò nel 1878, quando il giornale riuscì a sfruttare la notizia della morte del re Vittorio Emanuele II.

Dal 1880 in poi il Corriere raggiunse le classi sociali emergenti dell’epoca, gli industriali e gli operai, mentre la diffusione del giornale si assestò sulle diecimila copie giornaliere.

Nel 1883 il Corriere cominciò a uscire due volte il giorno, nel primo pomeriggio e in serata, il direttore Torelli si alleò con l’industriale Cristoforo Benigno Crespi, creando per il giornale una veste molto più moderna e competitiva.

Nel 1889 la sede del “Corriere” si trasferì nel palazzo di Benigno Crespi, in Via Pietro Vierri.

Le proteste che scoppiarono a Milano nel 1898 furono una svolta nella storia del Corriere, infatti, la direzione di Torelli Viollier non riuscì a reggere alle pressioni e al suo posto arrivò il deputato Domenico Oliva, editorialista conservatore, poi sostituito da Luigi Albertini.

Nel 1904 la sede del giornale fu stabilita in Via Solferino al numero civico 28, dove si trova ancora oggi.

Durante il regime fascista il Corriere fu al centro di vari tentativi d’intimidazione dopo il delitto di Giacomo Matteotti, avvenuto il 10 giugno 1924.

Dal 1930 entrano in redazione giornalisti come Paolo Monelli, Indro Montanelli e Guido Piovene.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il 14 febbraio 1943 la sede del giornale subì ingenti danni a causa di un bombardamento.

Nel 1952 arrivò alla direzione del Corriere Mario Missiroli, che impose ai giornalisti una giusta distanza dai partiti politici e una certa cautela in generale.

corriere sera 2All’inizio degli anni Sessanta fu scelto come direttore Alfio Russo, che rese il Corriere di facile approccio, con pagine dedicate alle donne, ai giovani, alla finanza, all’economia.

Il periodo 1968 - 1969, con direttore Giovanni Spadolini, vide il Corriere in una posizione più neutrale rispetto al dibattito politico, tra le polemiche dei contestatori e dei giovani.

Nel 1972 i Crespi licenziarono Spadolini e la direzione del Corriere venne affidata a Piero Ottone, che arrivò in Via Solferino il 15 marzo 1972, portando con lui professionisti come Alberto Ronchey ed Enzo Biagi.

Dopo varie polemiche, Piero Ottone si dimise e il nuovo direttore fu Franco Di Bella, che aggiunse nuove rubriche, come quelle sull’economia, ma dovette vivere il momento dell’assassinio dell’inviato Walter Tobagi da parte delle Brigate Rosse.

Con lo scandalo della Loggia P2, in cui era coinvolto, il direttore Di Bella dovette nel 1982 dimettersi e arrivò Alberto Cavallari, che salvò il giornale dal brusco calo di vendite degli ultimi anni.

Il 18 giugno 1984 Cavallari lasciò la direzione a Piero Ostellino, che ideò nel 1986 la rivista settimanale Sette, di 122 pagine.

Dal 1992 al 1997 la direzione fu di Paolo Mieli, che inserì la pagina culturale nella parte interna del giornale.

Nel 1997 Mieli lasciò la direzione a Ferruccio de Bortoli, che fece debuttare il Corriere sul web, con il sito www.corriere.it.

Oggi il Corriere è diretto da Luciano Fontana, ed è sempre alla ricerca di nuove sfide e avventure, esattamente come 140 anni fa. 

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