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18 dicembre: Giornata internazionale del Migrante

migranteaistanbul"Ci sono 232 milioni di persone che vivono fuori dal proprio Paese di nascita, incluso io" afferma Ban Ki-Moon, segretario generale dell'Onu, in occasione della Giornata internazionale del Migrante, che cade proprio oggi, 18 dicembre.

Le nostre teste, per istinto, inevitabilmente, si trasferiscono sul Mar Mediterraneo, cimitero silenzioso di continue e taciute tragedie, che di tanto in tanto si esplicitano sotto forma di titoloni da prima pagina e notizia del giorno, per poi tornare nel loro discreto silenzio, fatto di onde che si infrangono in modo perpetuo e pescatori di anime stanche.

"Ci hanno detto clandestini, indesiderati, migranti. Ci hanno preso e incarcerato come furfanti. Ma noi chiediamo: perché? Quale colpa sta dentro le nostre disperazioni? Quale peccato ha sporcato le nostre speranze? E vi chiediamo qui e ora: a chi appartiene la terra che vogliamo calpestare in pace? A chi appartiene il mare? Chi è il padrone dei nostri sogni e del sudore della nostra fatica?"  Scrive Mimmo Sammartino in Un canto clandestino saliva dall'abisso (2000), in seguito al naufragio della F174, che costò la vita, sette anni fa, la notte della vigilia di Natale, a 283 persone migranti, a cui pochi hanno avuto il coraggio di dar voce.

Il migrante, però, non è solo il disperato che attraversa il mare su di un barcone pericolante e fetido. Il migrante è colui che va in cerca della Terra Promessa, o che fugge da  una terra arida e pungente.

Migranti sono i 4 milioni di italiani che all'inizio dello scorso secolo lasciarono il Bel Paese per trovare fortuna e certezza nel Nuovo Mondo.
Migranti sono le rondini e le balene, che attraversano cieli e mari per trovare un clima migliore.
Migranti erano i primi uomini, che seguivano in ogni spostamento le colture e il bestiame.
Migranti sono quei 4.662.213 italiani, giovani e non giovani, che, valigia alla mano, decidono di voltare le spalle al loro Paese di nascita per trovarne uno in cui identificarsi e in cui non annegare.

La giornata di oggi non appartiene solo ai disperati che toccano a stento le coste italiane ed europee, ma è di tutti coloro che guardano l'orizzonte in cerca di una nuova luce, ed è di tutti quegli uomini che, per natura e necessità, si muovono per tutto il perimetro della Terra, nomadi con in tasca molte speranze e un paio di certezze.

Come dice anche Ban Ki-Moon, in fondo siamo tutti un po' nomadi, sempre alla ricerca di nuove terre su cui approdare e di nuove felicità da assaporare. 

"E me ne andrò dalle città nell'attesa del risveglio", dice Franco Battiato. E allora: buona Giornata del Migrante a tutti!

Clara Cappelletti

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